Io mi metto lo shampoo ai capelli che deve stare un paio di minuti è scritto sulla confezione, che mi metto il balsamo alla barba, che pure lui deve stare un paio di minuti sulla mia barba. E in questi due minuti mi insapono il corpo perché intanto devono passare i due minuti e la doccia-crema dice che la sua applicazione ideale per la pelle del corpo, mi pare sia scritto ideale, è se resta cinque minuti sul corpo della pelle. E allora i due minuti dei capelli diventano i primi due minuti dei cinque del corpo. Solo che i due minuti dei capelli non so quando passano, perché sotto la doccia non ho un orologio, che voglio dire ho un orologio interno, una orologio dentro di me che a un certo punto dentro di me dice adesso due minuti. Però potrebbero essere passati, si dice trascorsi, anche passati, essere passati tre minuti fuori, oppure uno soltanto, sempre fuori, all’orologio quello fuori di me che è universale e non individuale come il mio, oppure un minuto e mezzo che dentro di me, sono modi di dire forse quelli sulla confezione come quando dici due minuti e scendo e poi sono dieci minuti domanda. Cioè due minuti sulla barba il balsamo forse sono dieci minuti? Allora la mia è una doccia didascalica e non metaforica e sembra due minuti di orologio, che non ho, perché sotto la doccia il tempo secondo me si bagna dentro di me e quindi scorre diversamente sulla mia pelle e a me mi pare particolarmente evidente quando mi faccio la doccia che i due minuti dello shampoo non sono necessariamente gli stessi due minuti della barba, perché i due minuti della barba non corrispondono ai due minuti dello shampoo, cioè sì sono sempre due minuti ma i due minuti della barba finiscono prima dei due minuti dei capelli se la insapono prima dei capelli, o viceversa, e sì, sono sempre due minuti ma finiscono prima. Allora il tempo può finire prima anche se è lo stesso. Che avevo pensato di mettere un orologio digitale nella doccia, o di entrare nella doccia con un orologio da polso solo per la doccia, vorrei questo per quando mi faccio la doccia, sì è un regalo per me, grazie, o un cronometro, il cellulare anche sotto la doccia a controllarti il tempo tuo, che poi anche uno di quelli orologi che che dici ehi metti un timer di due minuti e ti fai la doccia sapone, shampoo, doccia crema, balsamo, però il sapone non ha un tempo, allora forse potrei usare il sapone. Sì. Ma poi come lo guardo in ogni caso il cronometro? Con gli occhi chiusi? E se mi entra lo shampoo negli occhi aperti mentre guardo il timer? Sono posso usare il sapone non per i capelli che devo usare uno shampoo e dice che devo tenere gli occhi chiusi che se entra lo shampoo sciacquare abbondantemente con acqua fredda e io voglio farmi la doccia calda e allora passo a fredda ma l’acqua fredda addosso. E poi se l’acqua nelle orecchie, che non sento il bip del timer, e allora il timer suona ma io non lo so, e allora sono lì che aspetto e sono passati due minuti ma per me non sono passati perché non ho sentito dentro di me che sono passati. Però devo capire se aprire o chiudere l’acqua perché il bip acqua chiusa bene ma acqua aperta no. Quando chiudo l’acqua? Appena messo il timer? Allora mi piace il mio orologio interiore e poi che i cinque minuti della doccia-crema sembrano durare più dei cinque minuti che dice la confezione, alle volte mi sembrano lunghi mentre penso e penso che sia tutto uno spreco d’acqua mentre aspetto e allora chiudo l’acqua e aspetto e resto fermo, la mia doccia è fatta di attese. Penso. Mi guardo. Anche intorno. Però non mi guardo veramente il corpo perché penso ad altro e forse non sono cinque minuti della confezione e alle volte braccia conserte che penso, mi rendo conto dopo, e aspetto, ma lo shampoo che abbasso la testa negli occhi che non ho i capelli in testa solo di lato e dietro e allora scorre tutto e dritto negli occhi e allora apro l’acqua fredda e penso con la testa alta e che mi faccio la doccia-crema mi tengo il balsamo alla barba e mentre aspetto penso che potrei sciacquare i capelli tra un po’, e anche la barba, ma non il corpo, riapro l’acqua che era già aperta per il freddo e perché per il corpo i due minuti sono passati ma i cinque no e aspetto che torni calda e spreco acqua e qui poi che se sciacquo i capelli, l’acqua cade sul corpo. E pure sulla barba. Che sul corpo è dove la doccia-crema dovrebbe restare ancora tre minuti. Allora mi metto in una posizione nella doccia che consenta, io lo consento, all’acqua di scendere sui capelli senza disturbare il corpo. Mi piace che il mio corpo non venga disturbato. Che allora mi metto in una posizione che non so se sia corretta per la doccia e né la geometria dello spazio doccia me lo consente, io lo consento, che poi, dopo un tempo che dovrebbe essere sufficiente per tutto, mi risciacquo, sono sempre stato sufficiente e approssimato e resto sempre con il dubbio se il tempo interiore, quello mio, corrisponde al tempo esteriore, quello indicato sulla confezione della doccia-crema-trattino e sul balsamo e sullo shampoo. Perché la confezione dice due. Io penso due. Ma il due della confezione e il due mio sono lo stesso due domanda e soprattutto quando dico due, sono già passati due domanda. E questo è il primo lavaggio. Poi c’è il secondo. Il tempo dei capelli è indicativamente due minuti. I primi due minuti del primo lavaggio, poi ci sono i secondi due minuti del secondo lavaggio, e così per il corpo, cinque minuti primi e poi cinque secondi minuti. E la barba, due minuti primi e due minuti secondi. Due dentro cinque ci sta e devo fare poi al secondo moltiplicare per due l’intera doccia e sotto la doccia faccio i conti e la doccia mi mette sotto e diventa un momento di sincronizzazione e capisco che non mi lavo ma mi coordino. Che poi quando devo solo farmi la doccia senza lavare i capelli e la barba allora felice e ci entro leggero so che devo fare cinque per due, attese, acqua, e poi esco.
