Che penso a San Lorenzo oggi, anche se non ci credo lo penso, pensa un po’, che lo scrivo maiuscolo, San Lorenzo, in parte, che pensavo a lui stamattina, o a egli, aegli, sì, pensavo che aegli non lo sa di essere San Lorenzo, che quando i santi muoiono non muoiono santi, lo diventano, e allora sono aegli è in ritardo sulla propria santità, che è sempre uguale ogni anno, che perché lui succede a livelli nella nostra esperienza ed è qui che c’è la differenza, non nel San Lorenzo sempre uguale, come le torte quando le tagli e poi ti dimentichi quale fetta hai tagliato per prima. Sono tutte uguali le fette? La torta è uguale alla prima fetta? Che ci sono dei santi tutti i giorni sul calendario che però ci sono dei santi ma che sono più santi di altri, che sono santi a livelli diversi, che uno se li ricorda di più, quelli più diversi degli altri, cioè ci dà più importanza, non io ma la gente mi fa dare a essi, sì, aessi, più importanza di quegli altri e di quelle altre Sante, sempre maiuscolo, come San Nicola, San Giuseppe, Sant’Antonio, Sant’Anna, Santa varie ed eventuali, Santo vario ed eventuale. Allora a me pare che qualche di qualche santo si possa dire che è santo sì ma è più santo di altri se è nel calendario. Ci sono i livelli e ci sono i calendari. Se sei a un livello alto allora sei anche nei calendari. Se sei a un livello basso, ma sei sempre in alto perché sei santo lì, nell’alto dei cieli, allora non sei nei calendari. In sintesi: puoi stare nell’alto dei cieli ma non nei calendari delle farmacie, delle edicole, dei supermercati, dei meccanici, delle osterie, e così sia. La presenza in calendario è la testimonianza dell’altezza al quadrato della sua santità. Di Sua Altezza. Come i passaggi a livello ci sono i santi a livelli. La cosa difficile è riuscire a entrare in calendario, non in cielo. Sulla punta della sbarra che si innalza dopo il passaggio del treno, ecco il santo che va più in alto di altri, anche se gli altri fanno tutto il peso per farlo innalzare. Sono loro che alzano la sbarra al passaggio del treno, non San Lorenzo. Questo è il miracolo. Allora San Lorenzo sale perché il peso lo fanno tutti gli altri. Ma perché solo San Lorenzo e perché non tutti gli altri sulla punta a fare che la sbarra non si alzi mai più? Il treno è in ritardo per il peso dei santi. Ecco il bestemmione dell’automobilista, del ciclista, del passante. Ecco perché gli altri santi poi si spostano e ne fanno innalzare uno, per evitare le bestemmie a tutti i santi. Come si chiamano gli altri santi nel giorno di San Lorenzo? Non lo so. Cioè qualcuno sì ma non lo so. Allora vado a vedere e oggi so che è San Lorenzo ma che c’è anche San Besso, San Blano, Santa Bassa. Non lo so. Allora più santi in un giorno ma a livelli diversi. Solo uno però riesce a calendarizzarsi in tutti i calendari perché poi negozio che vai calendario che trovi santo che festeggia. A quanto pare è il santo che si festeggia, quello in calendario. Allora ecco le feste patronali, ecco i fuochi d’artificio, ecco le giostrine, ecco le noccioline, ecco i panini, ecco il tirassegno, ecco la processione, ecco la banda musicale, ecco le luminarie, eccoli tutte e tutti, risorti nei paesi anche limitrofi, a festeggiare in piazza pubblica il santo in calendario nell’alto dei cieli e in terra, nei secoli dei secoli. Amen. Le diocesi si fanno strette, non elargiscono i calendari, sono come le scarpe domenicali e allora per non fare torto a nessuno dicono che non riescono a festeggiare tutti i santi, tranne uno, o una, e allora si fa una scelta. Si scelgono i santi da calendarizzare. Isanti e le sante, elesante. San Lorenzo nei calendari cammina largo. Se l’è meritato, dice. Almeno oggi. Poi domani San Lorenzo ritornerà il 10 agosto. Che poi c’è pure la storia delle stelle e la gente dice sono le lacrime di San Lorenzo e la gente dice mille cose e la tradizione delle stelle da guardare la notte di San Lorenzo si allarga come l’universo, si espande. La tradizione è espansa, èespansa. San Lorenzo è santo due volte, perché è santo e perché è nel calendario. Non c’è nient’altro da dire, è un fenomeno.
