Prima io mi ero in autostrada, terza corsia, con la musica nelle orecchie, cioè non nelle orecchie con gli auricolari mentre guidi no, ma con la musica che arrivava nelle orecchie dalle musiche che mettevo negli altoparlanti dell’auto, come a dire, la luce negli occhi non è che non vedi, è un modo di dire che è giorno, e gli occhi sono sulla strada come le orecchie sono nella musica. E il cervello è un po’ nella testa che ascolta la musica e un po’ fuori, sulla strada, che controlla come guido e come guidano gli altri. Allora che mentre che io mi ascoltavo la musica e che guidavo e che controllavo la guida degli altri mi ha sorpassato un’auto, seconda corsia, andava veloce, poco più di me: io a 120, lei forse a 140. Non lo so di preciso vado per intuito comparativo. Quando allora che poi mi ha superato, l’ho guardata l’auto e allo sportello che c’era scritto Il notturno in bianco in un rettangolo blu. Alle 11, in pieno giorno. Il notturno. Allora ho pensato: forse chi guida è un vampiro che non dovrebbe stare al sole, che prova in tutti i modi a rientrare prima dell’alba, ecco perché va così veloce in seconda corsia, ma c’è traffico, e il traffico del mattino è micidiale, si dice così anche dalle parti del vampiro, pare, e che allora parti alle 6, arrivi alle 9, e poi alle 11 sei ancora per strada, a chiederti come mai non sei ancora a casa e che sei il notturno che gira di giorno. Così ha fatto tardi, ho pensato, il notturno. Mi sorpassava e ora era davanti a me in terza corsia, andava veloce, niente freccia nel sorpasso di rientro, che in seconda corsia non si fa che sorpassi in terza, cioè per andare sulla terza ci passi dalla seconda e allora sì ma non sorpassi l’auto che è in terza dalla seconda, ma ora pensavo al notturno e allora stava andando a casa di giorno ma lui era il notturno di giorno. Ho pensato se provasse un po’ di imbarazzo, forse andava veloce perché si vergognava che gli altri lo vedevano dicevano guarda a quello è il notturno e gira che sono le undici di giorno e che uno che guida di giorno con la scritta Il notturno, io non lo capisco che è come che se tu incontri a uno che ha un’auto come se avesse scritto detersivi ma vende poi tu chiedi e prima di chiedere vedi che ha frutta e verdura: il messaggio non coincide, e il notturno di giorno mi confonde, come i detersivi con la frutta e verdura, pure mi confonde. Che è come il segnale della strada se vedi Milano non è che poi ti trovi a Roma. Il messaggio è chiaro ma il notturno girava di giorno. Poi ma però poi ho pensato che era bellissimo che girava di giorno il notturno, tendo sempre a pensare prima male e poi bene ma solo quando guido, e che l’imbarazzo non c’entrava nulla e neanche la storia di drakula del vampiro il vampiro. Sarebbe stato interessante capire se di notte esiste qualcuno che gira con la macchina del diurno, non l’ho mai visto, anche perché di notte è difficile leggere gli sportelli delle auto che ti sorpassano e forse il diurno di notte è in incognito ma se poi il notturno e il diurno si incontrano all’alba o all’imbrunire per un cambio turno. Voglio dire, il diurno di notte io non lo so se gira perché non si vede la scritta allora ogni auto che mi sorpassa di notte potrebbe essere un diurno, potenzialmente. Però uno che di notte gira con il diurno non è un vampiro. Chi è? Cioè io il notturno di giorno non lo capisco e il diurno di notte non l’ho mai visto. Adesso ho il curioso che guido, metto la freccia e ascolto la musica ma la cosa del diurno proprio non la riesco a mettere da parte sono quasi a Santa Maria Capua Vetere e allora ho pensato che il notturno che gira di giorno deve essere per forza un sovversivo del tempo. Il diurno e il notturno sono i sovversivi del tempo. Sono quelli che vanno in giro a dire che il tempo non esiste a farci rendere conto. Sono i sovversivi. Che suona come “detersivi”, ma è diverso.
