Mi piace, che, quando faccio la spesa, mi piace che se compro una cesta io vado dove stanno le ceste, per intuito, in un supermercato, per esempio una cesta non la cerco nel reparto pentole o nel reparto tappeti, e questa è già una conoscenza, ma cerco, vago, per caso, vago per caso in uno spazio che è quello del supermercato fornito o di un grande magazzino, per dire, e allora, o di un centro commerciale, anche, il supermercato di un centro commerciale, per esempio, e allora, mi piace che se cerco una cesta, non c’entra l’intuito allora, ma l’esperienza, ecco, allora so per esperienza che se cerco una cesta che questa la trovo nel reparto cesti e cestini, che trovo per caso mentre vago, che poi l’intuito è importante nei supermercati ma adesso voglio parlare dell’esperienza e della vaghezza e che ecco la vaghezza che si incontra nei supermercati, o la trovo per vaghezza nel reparto casalinghi, per dire, vaghezza nel senso che mentre vagabondo nel supermercato entro in un reparto che dico ah ecco, lo dico alle volte ad alta voce, e non trovo la cesta in altri reparti per esempio quello della colazione o quello dell’intimo, anche se. Senza pensare a quando poi vagando trovo quello che non cercavo ma questo poi un’altra volta. Ma mi piace a me che io trovo la cesta nel reparto cesta, cosicché io così vado nel reparto cesta e prendo la cesta che mi interessa, poi vado in un altro reparto e prendo il sapone, perché è lì che trovo il sapone, poi vado in un altro reparto e trovo una tazza, perché è lì che trovo una tazza. A me mi pare che il supermercato, o chi per esso, sia uno spazio ragionato, un archivio delle cose archiviate ma delle volte è vero pure che, ed è una grande sorpresa, che nel reparto mangimi trovi uno slip perché il cliente ha cambiato idea, al posto dello slip ora vuole il mangime per il gatto, o che nel reparto utensili trovi un pacco di merendine che il piccolo vuole giocare con il martello anziché mangiare la merendina. Ma a me mi piace che più di tutto che quando che vado alla cassa e allora sistemo il cesto, il sapone e altre cose, che poi quando torno a casa e sistemo le cose in casa, che il cesto lo metto dove ci sono altri cesti e le cose della casa, che la tazza la metto tra le altre tazze, ma ci sono delle cose che non sistemo insieme ad altre cose, per esempio se compro un tappeto non lo metto insieme agli altri tappeti ma diventa un tappeto solitario in mezzo alla casa e così ho un tappeto all’ingresso che non può dialogare con il tappeto del soggiorno che non può dialogare con il tappeto nella stanza da letto che non può dialogare con il tappeto del soggiorno né con il tappeto all’ingresso. Allora ci sono delle cose che in un supermercato sono archiviate per identità ma che una volta arrivate a casa sono sistemate per funzionalità e allora è vero che tra i bicchieri trovi altri bicchieri ma non è vero che tra i tappeti trovi altri tappeti, in casa. Allora talvolta, quando sono a casa, praticamente sempre, mi piace di pensare a quante cose sono raggruppate per classificazione nel supermercato e in casa e quante cose, invece, sono sistemate per funzionalità. Per esempio le chiavi stanno con le chiavi, le scarpe con le scarpe, i quadri non necessariamente insieme con tutti i quadri, alcuni sì e altri no, le penne pure, non stanno sempre con tutte le altre penne, i libri pure, la chitarra per esempio non sta con le altre chitarre, cioè se ne hai più di una forse sì, ma se ne hai una in casa è un po’ ovunque ma non insieme ad altre chitarre, i lampadari in un negozio sono insieme ad altri lampadari in casa no, un lampadario per stanza, minimo, ma non un insieme di lampadari, le porte, pure, le porte una per stanza, poi dipende, ma non tutte insieme come nel negozio, poi, ancora. E c’è un’altra cosa che mi piace quando torno a casa che ci sono delle volte che gli scontrini ti dicono quello che hai comprato, è uno scontrino parlante, si dice, mi pare, e altre volte no, cioè che è segnato un generico articolo 1 o un generico articolo 3912 e poi accanto il prezzo, mettiamo due euro e cinquanta centesimi e ti chiedi, cosa sarà? Allora inizi a ripercorrere mentalmente la spesa per esclusione e allora dici la pentola no, il sapone?
