Qui per il libro:
https://www.declicedizioni.it/prodotto/spuntisunti/
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In foto: Massimo Gerardo Carrese, con il libro SpuntiSunti, déclic edizioni (Perditempo, Napoli 14 marzo 2024).


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“Malmenare la sintassi, per Carrese, costituisce un esercizio di esibizione
comico-corrosiva del tasso di ideologia che la lingua ordinaria veicola.” (Andrea Inglese)



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SpuntiSunti inediti
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10 giugno 2024
Quando che mi cucino la pasta, per dire, o comunque in generale quando che cucino, ecco, che dipende da che cosa io mi cucino, che metto il timer e che alle volte metto il timer analogico quello che ho a portata di mano perché ho una mano libera e l'altra impegnata con la pentola, poi poso la pentola e allora posso prendere il timer analogico e allora lo imposto mettiamo a dieci minuti, per dire, e allora da che lo imposto il timer parte e allora io so che da quel momento che passeranno dieci minuti e poi il timer suonerà ma poi che ci sono delle volte che io il timer lo metto con il cellulare con la voce che ho tutte e due le mani impegnate e allora dico ad alta voce per dire ehi google metti un timer a dieci minuti e google mi dice "va bene, ho impostato il timer a dieci minuti, partito" e che mi ripete quello che gli avevo chiesto e allora ho capito che quando che metto il timer analogico le cose le dico due volte, una volta nella mia testa prima di metterlo e una volta quando lo faccio sul timer che prendo in mano e metto il timer, mentre che con il timer digitale lo dico tre volte, cioè una volta nella mia testa, una volta quando lo dico a voce, una volta quando lo sento dire dalla voce di google. Allora ho capito che la tecnologia del timer a me mi fa perdere tempo. 

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07 giugno 2024
L'altro giorno mentre che io mi camminavo per le strade della città che a un certo punto io mi sono ricordato che stavo camminando per le strade della città. Che io ero come andato da un'altra parte mentre che attraversavo la strada, aspettavo il rosso e cose così. Camminavo ma ero andato. Come andato. Che sarà questo quando che uno dice se ne è andata o quando chiedi com'è andata?

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4 giugno 2024
Nelle stazioni dei treni a me mi piace di guardare il granchio, lo chiamo così, che mi fermo sempre quei cinque o dieci minuti, nelle stazioni grandi, come quella di Milano o quella di Roma, raramente a quella di Napoli o a quella di Palermo o a quella di Bari, più come nelle stazioni di Firenze o raramente a Bologna, a me mi piace di guardare a quelli che hanno i trolley e che li spingono sul pavimento in avanti che le quattro ruote sono messe a terra tutte e quattro che tu spingi la tua valigia senza un apparente sforzo e che poi il viaggiatore o la viaggiatrice che loro camminano in avanti spingendo il trolley al loro fianco e che però camminano guardando di lato in alto il tabellone degli orari del treno che camminano, li chiamo il granchio, mi piace, e lo fanno mentre che camminano o che cercano il numero del binario e spingono il trolley al loro fianco mentre che camminano e che camminano guardando di lato come a cercare qualcosa di altro da quello che è di fronte a loro che però camminano andando avanti ma guardano di lato, il granchio, che uno non cammina di solito guardando di lato ma però alcune persone nelle stazioni sì e a me mi piace di trovarle che alle volte che trovo cinque o sei granchi in meno di un minuto e che poi mi piace di guardare tutti gli altri viaggiatori che incontrano il granchio che si spostano perché lui o lei viaggiatore viaggiatrice che fa il granchio che cammina con il trolley guardando di lato e non si accorge che è così che si fa spazio nella vita della stazione. 

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27 maggio 2024
Io a me oggi non ho niente da dire a, che "niente da dire a" è l'anagramma di "dai a intendere" e allora le cose si complicano quando dici che non hai niente da dire a che ti dicono sempre com'è possibile che non hai niente da dire a, niente a. Allora io invece che stare a dire che io è meglio che non dico di dire, allora, che me lo dico a me "ho cose da dire", che significa che è l'anagramma di "chiederò soda" così io a me mi bevo una soda e me la chiedo a me stesso e che mi sento io più tranquillo, poi, passo la giornata a dirmi che ho cose da dire a me, come chiedermi una soda. Me ne resto tranquillo. Mi bevo una soda. Tranquillo. Dopo. La vado a comprare. C'è il sole. Fuori. 

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26 maggio 2024
Poi che ci sono delle persone che quando che mi vedono mi dicono questo e quello e che poi dopo che quando che mi rivedono dopo mesi per esempio mi dicono questo e quello e mi dicono che quando che mi avevano visto prima mesi prima addietro che non mi avevano detto, per una questione di cortesia, che non mi avevano detto che loro che a me mi avevano visto più ingrassato e che ora invece mi trovano in forma e che allora mi chiedo mentre che loro mi dicono questo e quello che chissà che cosa adesso che pensano e che non mi dicono e che mi diranno tra qualche mese. Che ho capito che quando che incontro le persone quello che veramente pensano di te a te te lo dicono sempre con mesi di ritardo.
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23 maggio 2024
Ieri sera
a Termini Imerese ho capito che di notte le centrali elettriche sono illuminate a giorno.
 
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20 maggio 2024
Mi piace a me quando che vado in treno di mettermi alla carrozza 9 o alla carrozza 1 che poi dipende che uno dice 9 è più distante di 1 e ma non sempre perché alle volte 9 è la testa del treno e allora viene prima di 1 e altre volte 1 che viene prima di 9 è la coda del treno e allora viene dopo di 9, e viceversa. I numeri nelle stazioni che non sono come nella vita fuori la stazione che uno dice testa treno, come fai a distinguere che una è la testa e l'altra è la coda se praticamente il treno è uguale da tutte e due le estremità. Che allora fai un lavoro di deduzione in stazione che non è come lo fai nella vita fuori dalla stazione, o forse sì, perché capisci che quello che è più dentro alla stazione è la coda e quello che prova ad andare fuori dalla stazione è la testa però il treno, prima di entrare in stazione, in una stazione dove che poi deve andare indietro il treno, in quella stazione il treno è entrato con la testa che adesso è la coda del treno e quella che era la coda ora è la testa. Allora quando fai retromarcia con l'auto perché quello dietro che poi va avanti non si chiama testa ma si chiama sempre retro? Infatti fai la retromarcia non la testamarcia. Però adesso voglio parlare del treno che allora non possiamo mai dire in stazione che questa è la testa con sicurezza e questa è la coda con sicurezza né possiamo che dire che 1 è più piccolo di 9 o che 9 è più grande di 1 perché 9 può venire prima dell'1 e stare in testa al treno e allora il 9 è in testa e l'1 in coda. Tutti i numeri tra 1 e 9 sembrano invece vivere una vita indifferente in stazione dove che se sei la carrozza 2, che poi carrozza è antico che oggi si usa vagone che pure vagone è antico ma allora si usa non lo so anche carrozza ho sentito l'altro giorno che diceva lei è in carrozza 2 e lo diceva il train manager che è la stessa cosa del controllore solo che controllore è antico e anche capotreno forse è antico train manager è moderno e allora che la carrozza 2, che poi sul biglietto del treno scrivono carrozza che siamo sull'alta velocità con un termine lentissimo che è carrozza come fai ad andare veloce se sei su un termine vecchio? Non si può immaginare una cosa così, cioè sì però capito? Roma Termini, dice la voce del treno che alle volte è quella del train manager capotreno quando è nella sua carrozza e dice le cose che deve dire al microfono che tutti lo sentono che cosa dice ma non tutti capiscono quello che dice. Che uno può anche dire ma poi tutto sta nel capire quello che si dice. Allora si dice senza capire. Che quando salgo in treno mi piace di andare alla carrozza 1 o alla carrozza 9 e vedere nelle curve che il treno fa vedere la testa del treno e sapere che io sto in coda o vedere le curve che il treno fa e vedere la coda del treno sapendo che io sto in testa. Mi piace di andare nel treno e di vedere il treno su cui che io mi sto quando che è in curva che dici lo vedi il treno? E tu ci sei sopra. Che allora il treno lo puoi vedere anche se ci sei dentro ma però devi scegliere la carrozza giusta o in testa o in coda che se scegli la carrozza 8 puoi vedere la testa ma non bene la coda e se scegli la carrozza 5 vedi la testa e la coda contemporaneamente ma solo in talune curve allora io preferisco la carrozza 5 però nelle curve devi fare che poi devi girare la testa al finestrino che il naso è premuto al finestrino prima a destra e poi a sinistra e lo fai in ogni curva perché non sai mai bene se in quella curva che puoi vedere la testa e la coda o se in un'altra curva e allora fai tutto il viaggio che ti concentri sulle curve che capire quando che si fa la curva è difficile in un treno e allora io mi porto sempre l'acqua che guardo l'acqua che movimento fa e allora poi guardo fuori, che faccio un segno sulla bottiglia che quello è il segno che se supera allora la curva è forte e poi a destra e poi a sinistra per vedere la testa e la coda del treno in una curva allora vedi 1 e 9 e 9 e 1 così quasi insieme e allora quando che si potevano aprire i finestrini dei treni che io mi mettevo sempre al centro del treno che ci sono i treni anche lunghi che hanno per esempio tredici o dodici o anche diciassette o diciotto carrozze e allora lì devi fare diviso due che vai dal train manager e dici io ho la carrozza 2 ma vorrei andare al centro del treno per poter vedere la testa e la coda nelle curve e quello fa che non ti capisce che dice che devi restare al tuo posto che non è possibile e allora quando si potevano aprire i finestrini del treno io che mi mettevo con la testa fuori dal treno e con le braccia pure fuori al centro del treno in carrozza centrale che con l'indice destro indicavo la coda con l'indice sinistro indicavo la testa e urlavo fuori dal finestrino a ogni curva quasi a ogni anche quando andavo alle superiori facevo così poi non più ma perché hanno chiuso i finestrini che l'aria condizionata ha condizionato le mie fantasie e urlavo vi vedo vi vedo vi vedo tu sei la testa tu sei la coda e che poi tutti quelli nella carrozza che io dicevo ho visto la testa e la coda che noi chiamiamo le cose che quella non è vero che è proprio una testa o una coda cioè io quando dico che quella è la mia testa allora io indico una testa non per esempio un treno, per dire. Che vai dal dottore e dici mi fa male la testa e porti una locomotiva. Che se avessi una coda potrei portare ancora una locomotiva. Ecco. 
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24 aprile 2024
A me quando che le persone mi dicono "sicuramente" che io non riesco a non pensare all'anagramma di "sicuramente", a uno dei tanti, per dire, per esempio però a me mi viene da pensare soprattutto a uno di questi anagrammi che quando che loro mi dicono "sicuramente" io penso all'anagramma "tenerci musa" che è come dire sarebbe a dire che quando dici "sicuramente" che è meglio tenere quell'ispirazione che uno non la perde allora sicuramente è quando hai la certezza che ti tieni quell'ispirazione che avevi, che la musa è l'ispirazione, credo, che "la musa è l'ispirazione" è l'anagramma di "palesare simulazioni", credo, per dire che poi le ispirazioni che arrivano dalla parola "sicuramente" che forse non sono ispirazioni ma certezze che tu poi palesi la simulazione che credi però che sia ispirazione della musa che è l'ispirazione ma forse non ho capito. Ci penso.  
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23 aprile 2024
Alle volte prima di addormentarmi però penso adesso non riesco a dormire. Poi mi addormento e non riesco mai a dirmi adesso stai dormendo. Cioè io mi ho capito che riesco a dire solo che io non mi dormo. Poi quando che mi sveglio ma solo dopo che io mi riesco a dire ah, hai dormito! Che poi ci sono le volte che mi sveglio e mi dico ah, stavo dormendo o stavi dormendo, dipende se mi sento una prima persona o una terza ma non riesco mai a dirmi ma mai mentre dormo riesco a dire che dormo ma sempre quando sono sveglio riesco a dire che non dormo. Allora forse che io mi sono capito questa cosa qua: quando sono sveglio posso fare una negazione, quando dormo no. Però anche questa è una negazione, allora anche quando dormo. Ecco. 
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22 aprile 2024
C'è una giostra, una giostra per bambini, un insieme di giostre per bambini, cioè un insieme di giochi per bambini in un parco, cioè in una villa, come per esempio lo scivolo, l'altalena, la pedana, la casetta che dove che tu ci sali ma anche che ci entri ma anche che ci vai sotto e cose così e tra questi giochi che c'è anche un gioco che dove che ci sono delle palline che servono a contare, a imparare a contare i numeri che tu conti da 0 a 9 e che poi puoi fare tutte le combinazioni che desideri con questi numeri che vanno da 0 a 9 e che ci sono nove palline gialle, nove palline verdi, nove palline blu, cioè diciottopalline in totale che se fai 1+8 fa nove e allora tutto torna alla base del principio e che pure con questi colori puoi creare altri colori come che a te ti pare, per dire, cioè non tutti, credo, però non c'è la pallina che equivale allo 0 cioè non dici questa è 0 mammanca la pallina che equivale a 0 e allora non tocchi nessuna pallina e dici questo è 0 cioè lo spazio vuoto è zero, si vede che non c'è e quello che si vede che non c'è è zero e i colori adesso non lo so, sì, giallo rosso e blu, allora, non verdi era prima ho scritto verdi ma era rosso, palline gialle, rosse, blu, sì, che allora tu puoi imparare a fare tutti i colori con questi tre colori, credo, e a contare o a fare semplici operazioni matematiche e che c'è un pannello verticale, dentro cui ci sono delle piccole aste su cui scorrono queste palline che queste palline colorate che servono a contare, su questo pannello verticale ci sono scritti i numeri da 0 a 9 da un lato e da 0 a 9 dall'altro lato, lo so che erano da 0 a 9 perché è un'esperienza che avevo già fatto prima di scrivere questa storia non è che vedo e capisco che i numeri sono da 0 a 9 mi ci vuole un po' di tempo ma adesso lo so dire veloce perché è un'esperienza già vissuta prima di scrivere questa storiaqua e che io che mi sono messo a contare i numeri che sono partito da 0 che i numeri sono mischiati sono da cercare cioè da mettere in ordine che sul pannello che sono sparpagliati sull'area del pannello e che avevo visto il nove e poi lo zero e allora mi sono detto da 0 a 9 sono da cercare i numeri e che mi sono messo a cercare i numeri da 0 a vedere fin dove arrivavano e che ho scoperto a 9 e che allora che c'era 0 1 2 3 il quattro? non lo vedo il 5 c'è il 6 pure il quattro? non lo vedo il 7 eccolo, l'8 pure, il quattro? il 9 eccolo e allora che ho letto che c'era da un lato 0 1 2 3 5 6 7 8 9 e che mancava il numero quattro e che mi sono accorto che mentre che cercavo gli altri numeri che pensavo comunque al quattro che non c'era e che poi ho pensato a quanto fossi ingiusto che se anche mancava qualcosa che io comunque ero continuato ad andare avanti però ci pensavo a quello che mancava però non è che mi sono fermato lì sono stato incurante del numero mancante ma adesso ci penso sempre e che dall'altro lato c'era 0 sì c'è 1 pure 2 pure 3 eccolo quattro non c'è neanche qui no, pare di no, come dall'altro lato ma 5 eccolo 6 eccolo 7 eccolo 8 eccolo 9 eccolo manca il quattro pure qui e che mancava pure qui il numero quattro che i numeri qui erano mischiati diversamente dall'altro lato e che allora che forse è una giostra, un gioco, che dove che tu poi puoi giocare a cercare i numeri e che a un certo momento che ti accorgi che manca il quattro da un lato e dici vediamo se manca anche dall'altro? e allora te ne accorgi perché lo sai che manca che i numeri li sai già allora, mi chiedo e che li conti a fare se li sai già? ma un bambino non li sa ma se non li sa come fa a capire che cosa sta leggendo se non lo sa? e allora la mamma il papà la nonna il nonno l'amico l'amico o chi per essi che prima o poi dice vieni qui a dire i numeri che diciamo pure a casa o a scuola ed ecco questo è lo 0 poi dopo lo zero troviamo uno cerca uno eccolo uno e poi due cerca cerca bravo brava eccolo e poi tre eccolo bravissima e poi al quattro che cerca quattro e che non c'è e non trovano il quattro ma che figura ci fanno chi per essi poi stanno con i bambini e che allora poi che i bambini di questa generazione di giostre che piangono perché prima bravo poi bravissimo poi bravissimo ancora e poi non c'è e allora si dice che non c'è e allora che cosa dici al bambino bravo che non c'è? non dici niente e se non dici niente quello piange e poi la giostra è e come che cresceranno che penseranno per capire dove che c'era il quattro che non c'è e allora poi si salta a 5 come se nulla fosse che se lo fai a scuola ti mettono 2 cioè se salti il quattro ti mettono 2 a scuola e tu poi dici maestra l'ho imparato alle giostre che il quattro non c'è dopo il 3 né prima del cinque e poi cerca cinque bravo poi al 6 bravissimo ma intanto dici il quattro? e lo dici dentro di te poi 7 eccolo brava brava poi 8 sì ma il quattro? bravissima poi 9 e pensi dentro ma manca il quattro bravissima che se dici ma manca il quattro sembra che dici mammammailquattro e allora dici che è colpa delle mamme che il quattro non c'è alle giostre che ci sono di più le mamme nei parchi e alle giostre e allora direi di no che non è colpa di nessuno nemmeno delle mamme che non c'entrano niente e che allora quella è una giostra su cui che uno che va dove che uno va per scoprire che se lo scopri che non c'è il quattro allora lo immagini cioè scopri che non c'è e allora è come se c'è come a dire che se c'è A e B mammanca C allora proprio perché dici che manca C che vedi che manca, come il quattro che vedi che manca e allora c'è. Tutto torna. Però le palline sono 9 e non hanno lo zero, cioè non c'è la pallina per lo zero e allora sono 9 palline complessive e i numeri scritti sono da 0 a 9 mammanca il numero 4 e allora sono nove numeri complessivi scritti in totale allora i conti tornano.  
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20 aprile 2024
Allora che io ero davanti alla porta di un teatro che c'era un riflesso di me che le porte del teatro erano tutte a specchio e che io mi vedevo nel riflesso delle porte che da dove che io mi potevo specchiare tutto, che l'intera porta era a specchio e che io in quello specchio che potevo vedere anche quello che era dietro di me in quell'intera porta che io mi vedevo tutto intero e anche quello che c'era dietro di me vedevo senza che io mi dovevo girare a guardare che cosa che c'era dietro e che allora gli specchi servono che tu non ti devi girare che puoi vedere non solo quello che è davanti a te ma anche quello che è dietro di te che davanti a te ti vedi tu e vedi i riflessi e che dietro di te tu senza lo specchio che tu non lo puoi vedere il mondo mentre vai davanti che guardi davanti ma davanti a te se c'è uno specchio che tu il mondo di dietro lo puoi vedere cioè davanti vedi dietro. E che io che mi aspettavo che mi aprissero le porte del teatro che io mi specchiavo nel frattempo e che volevo entrare ma ero già dentro in un certo senso e che io da fuori allora volevo entrare e quello io dentro volevo uscire ma poi quando si sono aperte le porte io di fuori sono entrato e io di dentro sono scomparso. Allora ho pensato che è uno di quei momenti è che se uno riuscisse a far uscire io di dentro senza che scompaio che uno dice incredibile. Al momento è tutto credibile.   
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15 aprile 2024
Alle radio che dicevano che facevano poi la serata senza interruzioni pubblicitarie e che per dare questa notizia che poi facevano l'interruzione musicale per pubblicizzare che non avrebbero interrotto la musica che stavano interrompendo con l'annuncio pubblicitario che non avrebbero interrotto la musica che sarebbe andata avanti tutta la serata senza interruzioni. Che è come quando che guidi e che sei concentrato a guidare e che c'è quel segnale che ti dice "guida e basta" che però tu stavi guidando prima di vedere quel segnale in autostrada ed eri concentrato a guidare e basta, sì i pensieri ma però che stavi guidando e basta, che poi ti sei distratto per leggere "guida e basta" mentre che guidavi e che è anche che uno dice però mi stai facendo distrarre per leggere che mi dici di guidare e basta però per dirmelo mi chiedi di leggere e allora devo guidare e basta come quando che ti dice che non devi telefonare alla guida ma che se vuoi informazioni sul traffico ti scrive un numero di telefono che tu poi per segnarti quel numero di telefono che devi togliere le mani dal volante prendere il cellulare andare in rubrica nuovo contatto scrivere quel numero e intanto il cartello è già passato e che arriva la volante e ti fa la multa ma tu dici che stavi prendendo il telefono per segnarti il numero di telefono di info traffico e che loro non ti credono e che tu dici ma come e che loro qui c'è il ritiro della patente e tu ma come e che poi questo e quello e che allora tu che ti rimetti in auto e guidi e basta e che poi che ci sono anche i cartelli che ti indicano che devi andare a 110 e allora tu devi guardare il contachilometri e capire a che velocità vai e se vai a 90 allora sai che vai bene ma intanto ti sei distratto per capire che hai fatto la differenza che dici 110 è minore di 90 e allora va bene e tutto questo lo fai mentre guidi e basta e allora poi anche i segnali che ti dice Milano che poi ti dice Salerno Roma Napoli e che poi ti dice Battipaglia e che ancora poi ti dice Caserta N e poi Caserta S che la N sta per Nord e la S sta per Sud e ancora che ci sono i nomi lunghi che è scritto sui cartelli Santa Maria Capua Vetere che uno per leggerlo che poi anche a terra che scrivono i nomi che uno ci passa sopra con la macchina ai nomi che scrivono sull'asfalto con lettere grandi che arriva prima per esempio S. Maria allora nella tua testa devi capire che S sta per Santa che prima era Sud e adesso è Santa e che poi arriva Maria e che sopra Capua e che poi Vetere o anche Capua V. e allora la V sta per Vetere non può stare per vaso violino voce volto ma solo Vetere che quando tu leggi a terra non guardi più avanti e non guidi più e basta ma che leggi tutte le cose che ti dicono di leggere anche se devi uscire dopo duecento chilometri che tu comunque continui a leggere Pesaro Ancona ora leggo Orvieto poi c'è Orte e allora poi ci sono quei cartelli blu in autostrada che ci sono gli elenchi di tutti i paesi che trovi se esci a quella uscita e che per esempio se vuoi uscire a Rosarno che sul cartello blu che c'è scritto uscita Rosarno a cinquecento metri, mentre che guidi e basta devi leggere, che c'è scritto in grande Porto di Gioia Tauro in un rettangolo bianco con un altro rettangolo dentro che dove che c'è il disegno di una nave e forse un'altra cosa che io non riesco mai a vedere perché se mi concentro troppo non guido e basta e non riesco a leggere neanche i nomi degli altri posti che poi a fianco al rettangolo bianco Porto di Gioia Tauro che c'è il rettangolo marrone con dentro un rettangolo bianco con degli alberi che forse sono pini, due pini, due pini verdi, forse, e che c'è scritto parco non riesco a leggere dell' non riesco a leggere poi sotto leggo un quadrato piccolo che c'è scritto SS ma non riesco a leggere i numeri mentre guido e basta poi San Ferdinando poi c'è un trattino bianco poi Gioia Tauro poi un rettangolo bianco con SS e dei numeri ma non riesco a leggere i numeri poi leggo Melicucco trattino bianco che le scritte dei paesi sono in bianco su sfondo blu dicevo Melicucco trattino Polistena trattino Galatro poi daccapo Cinquefrondi trattino Mammola trattino Laureana D.B. adesso non so cosa significa D.B. che sei vai dal medico D.B. significa devi bere o q.b. negli igredienti quanto basta ma qui d.b. non lo so mentre guido e basta poi c'è un rettangolo SS non leggo i numeri ma però in grande è scritto Gioiosa Jonica e che leggo tutto questo mentre che sono a 130 chilometri orari no non è vero che devi frenare per leggere tutto questo e che mi fermo sulla corsia di emergenza a leggere ogni cartello e la stradale arriva che cosa fa mi chiede c'è qualche problema e che io dico no leggo il cartello e che loro poi mi dicono ma lei è impazzito e io dico ma come faccio a leggere il cartello se devo guidare e basta e che poi sul cartello ci sono tanti paesi scritti e poi quei numeri in piccolo ho capito Uscita Rosarno ma se esco a Rosarno poi che cosa c'è quali altri paesi ci sono quale altre direzioni posso prendere e allora non è vero che in autostrada si guida e basta si guida e basta ma però mentre si legge tutto quello che ti dicono di leggere e anche quando devi leggere Tutor attivo per controllo velocita' con l'accento che è un apostrofo poi in inglese sotto speed control e poi sotto che c'è un cartello verde con scritto in bianco controllo elettronico della velocità con sistema tutor che quando che lo hai letto tutto io che non lo so se guidi e basta e che poi allora che è come dire che devi stare zitto e lo dici che mentre che parli. Per dire. Che poi l'anagramma di "guida e basta" è "abs adeguati" che è come dire adesso mi sto distraendo, preparati. Per dire. 
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14 aprile 2024
Che le gallerie che trovi quando che sei in autostrada o anche in strade statali o anche nelle strade normali però dipende che ci sono delle gallerie dove che tu quando che entri che vedi subito dove esci. Poi che ci sono delle gallerie che quando entri che fai delle curve e poi vedi quando esci. Poi ci sono delle gallerie che quando che entri che entri e in fondo in fondo in fondo vedi dove che quando che esci. Poi ci sono delle gallerie che quando che entri fai le curve e poi in fondo in fondo in fondo vedi dove che quando che esci. Poi ci sono delle gallerie, che all'inizio della galleria c'è sempre un cartello che ti dice quanto è lunga la galleria e a me mi piace di indovinare la lunghezza della galleria prima che io entro e allora mi dico 133 metri e poi leggo 750 metri e poi mi piace di dire allora questa è di 490 metri e poi leggo 377 metri e poi a me mi piace di dire allora questa è lunga 1488 metri e poi leggo 1102 metri e allora vinco se mi avvicino un po' e se sono con qualcuno in auto che allora giochiamo a chi indovina la lunghezza della galleria però ti devi avvicinare almeno di 20 metri che se è di più nessuno vince e nessuno perde che solo una volta a me mi è capitato di dire che allora questa galleria è di 130 metri e che il segnale diceva 120 metri e allora avevo vinto ma ero da solo e allora avevo vinto e perso contemporaneamente e che poi ci sono delle gallerie che quando che entri che inizi a salire o a scendere che la strada sale o scende e che di solito le gallerie sono sulla superficie di una strada che non sale né scende ma che uno dice non si sale né si scende in questa galleria e che se sali o scendi non c'è proprio una vera e propria salita o discesa ma che ci sono invece delle gallerie dove che tu entri e che poi inizi a scendere come nelle discese e poi delle gallerie che tu sali come nelle salite e che fai le curve, questo sì, e che possono essere anche molto lunghe queste gallerie, questo sì, ma che poi non è che uno sale proprio come per andare in montagna in una strada normale ma che invece che ci sono le gallerie che vanno in salita ripida per te che vai in salita e una galleria in discesa per l'altro guidatore dell'altra corsia che è entrato dall'altro lato in una galleria in discesa, cioè per te è salita e per lui è discesa e che le gallerie si creano, pensavo mentre che guidavo, perché che tu attraversi una montagna, la penetri, cioè tu guardi la montagna da fuori e dici allora qui devo entrare e qui devo uscire, allora la penetri per uscire non per restarci dentro che ci sei entrato e poi esci dallo stesso punto dove sei entrato, allora forse è meglio dire scavare, sì scavi la montagna e allora fai la galleria su una superficie piana che attraversa la gallerie e non è che dici allora qui faccio una galleria che va in salita per uno e in discesa per l'altro, cioè il principio di fare una galleria non è che segui la forma di una collina o di una montagna perché che sennò tu non la scavi la montagna o la collina ma la assecondi, ne assecondi la morfologia, si dice così, credo, e che invece a me mi piace di scoprire quando guido a me mi piace di entrare nelle gallerie che assecondano le forme della collina e delle montagne e che delle volte che mentre che vado in un posto in auto non ne trovo neanche una di queste gallerie che assecondano che a me mi sembrano più gentili più belle più che uno dice sì è vero che consumi più carburante o più freni però è anche vero che assecondi le forme che capisci da dentro com'è fatta la montagna o la collina fuori in cui tu sei dentro anziché andare diritto e dire sì sono in una galleria che è stata scavata nella montagna o nella collina di cui che tu che non ne sai poi la forma che entri ed esci che poteva essere alta o bassa storta o diritta lunga o corta che tu non sai niente e che invece quando che tu invece assecondi che quelle sono le mie preferite gallerie.  
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8 aprile 2024
Mi piace di vedere quando che dove che l'essere umano ha stabilito che un posto è il confine di uno spazio, cioè la frontiera, cioè quando che dice che con una linea immaginaria che qui è qui e lì è là, alle volte su quella linea immaginaria ci costruiamo anche i muri e facciamo anche le guerre per le linee immaginarie, che ho pensato che la guerra è sempre una questione di spazio che è o per la religione che facciamo la guerra, che la religione è uno spazio interiore, o che la guerra la facciamo per uno spazio fisico, credo, che è anche uno spazio economico, certo, credo, e che allora mi piace di vedere quando che io mi sono in giro che io dove che per esempio dove inizia una regione e dove finisce l'altra e che quando che vado in Basilicata in auto, come l'altro giorno, per esempio, a me mi piace di vedere che c'è un ponte che, venendo da Salerno e andando verso Potenza, che c'è un ponte dove che prima del ponte che c'è un cartello che dice che tu stai per lasciare la Campania e che stai per entrando in Basilicata e che allora il cartello con la scritta Campania ha una linea rossa obliqua sopra che barra la scritta Campania e che il cartello con la scritta Basilicata, che sono dei cartelli di colore verde, mentre che le lettere sono di colore bianco e la linea è rossa, che la scritta Basilicata è libera dalla linea rossa e che allora in un cartello leggi la scritta Campania che è praticamente cancellata e l'altra con la scritta Basilicata che è praticamente libera e che da quel momento in poi quando superi quel punto del ponte che tu sei in Basilicata e che hai alle spalle hai la Campania, che se ti chiama qualcuno tu lo sai che da quel momento puoi dire mi dispiace sono fuori regione. Che sullo stesso ponte, mentre che io ritorno in Campania, come l'altro giorno, cioè che da Potenza vado verso Salerno in auto, sullo stesso punto del ponte, dal senso opposto in auto, che quel cartello non c'è e che allora all'andata esiste il confine al ritorno no, ho pensato, cioè solo chi va verso Potenza conosce i confini e chi ritorna da Potenza su quel punto del ponte che non trova nessuna scritta e che allora è una geografia solo per pochi, ho continuato a pensare, poi però non più, non è una questione di classismo che se vieni dal nord devi sapere la geografia e dal sud no, ho pensato che forse che all'andata che non sai la geografia allora ti dicono dove inizia e dove finisce una cosa e che a ritorno si presuppone che tu l'abbia già imparata la frontiera e che io in effetti anche senza quella scritta che io sapevo perché l'avevo visto all'andata che su quel punto del ponte che non c'era più il confine e allora comunque quel confine nella mia testa è scattato ma non era questa cosa qua ma poi allora ho pensato mentre che con l'auto chissà se ero ancora in Basilicata o già in Campania, per dire, che alle volte anche se vai verso Taranto che ci sono due volte il confine che una volta ti dice Basilicata, che se vai verso Taranto da Metaponto trovi una volta che ti dice che stai lasciando la Basilicata con la linea rossa e poi che sei in Puglia senza linea e che dopo neanche un chilometro che trovi lo stesso cartello che si ripete, che te lo ripetono due volte essi, ma solo all'andata perché che poi al ritorno in auto sulla stessa strada ma dal lato opposto che tu ne trovi uno solo di cartello che ti dice che adesso stai lasciando la Puglia linea rossa e che stai entrando in Basilicata senza linea e che all'andata forse sei più distratto alla guida e allora te lo ripetono e al ritorno sei più attento alla guida ma poi quando arrivi a Potenza verso Salerno allora è tutto un gioco di attenzione che devi ricordarti tu dove che sono i confini si gioca ai confini quando che uno ritorna verso nord in auto e allora pensavo che alle volte uno la linea immaginaria del confine che uno se la deve pure immaginare. Per dire. Che se ti arriva la telefonata tu non sai se dire se sei in regione o fuori regione e allora non rispondi al telefono non perché non vuoi ma perché non sai dove sei. 
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3 aprile 2024
Gli anziani che quando che si incontrano dal dottore, nella sala d'attesa dal dottore, che dicono, che uno dice all'altro come si va? e che l'altro poi risponde si va come i vecchi. E che poi ridono, uno dei due di più, e che quello che sta in piedi che è appena entrato e che ha fatto la domanda a quello che sta seduto, che quello che sta in piedi si guarda intorno per capire se riconosce qualcuno nella sala e gira su sé stesso e poi prende posto, e di solito sì, riconosce qualcuno e che a quella domanda pure gli altri che sono in sala d'attesa sorridono ma solo chi non è impegnato con il cellulare sorride che di solito sono tutti anziani che il cinquantenne è alle prese con il cellulare a giocare ai colori e che il sessantenne pure e che il ventenne pure e che il trentenne pure e che il quarantenne pure e che l'ottantenne pure e che il novantenne pure e che sono tutti presi alle prese dal cellulare che c'è chi va anche nella sala d'attesa del dottore alla ricerca di una presa che entra con il caricabatterie e che dice buongiorno c'è una presa? è qui, dicono, ma me la sono presa, è una battuta e di solito ridono tutti tranne qualcuno e che se entri in una sala d'attesa dal dottore che sembra la sala d'attesa del cellulare che lo hai portato in assistenza il cellulare e devi capire che cosa ha e allora il dottore è il tecnico del cellulare mentre cioè il dottore del cellulare, penso, allora il tecnico del cellulare che trovo in assistenza che pure lì tutti stanno con il cellulare alle prese con il cellulare tranne quando lo consegnano al tecnico che il tecnico lo fissa poi il cellulare che il tecnico sta in piedi inarcato, si dice così, sul cellulare che ha a dieci centimetri dagli occhi e lo guarda bene, lo gira, ci tasta sopra, e che l'altro che gli ha dato il cellulare, il padrone del cellulare, si dice così credo, che è tutto preoccupato e guarda un po' il cellulare un po' il tecnico e chiede allora? e che il tecnico non risponde e che di solito dice me lo devi lasciare e che quello o quella poi fa e io come faccio adesso? che è come sentirsi dire signora lei è malato e allora tu dici e io come faccio e lo dici a te stesso e al dottore e che allora l'anziano che entra, quello di prima, che non tutti sorridono allo scambio di battuta solo chi ascolta e c'è chi non sorride perché è sordo. Ho imparato questo nelle sale d'attesa dai dottori. Credo. 
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31 marzo 2024
Non ci vado mai allo stadio però io non ci sono mai stato perché a me io non mi piace il calcio né le altre cose che si fanno nello stadio cioè sì una volta sono andato nello stadio, allo stadio, a vedere un concerto che erano gli anni novanta a vedere il concerto a roma in uno stadio, lo stadio olimpico, ecco, e lì mi ricordo di essere stato in uno stadio, ah sì pure quando che mi sono finto che io che ho fatto il papaboys per un momento della mia vita, forse una settimana o poco meno, perché mi ero finto che avevo la fede perché adesso è troppo lunga la storia da raccontare che io non avevo fede ma ero lì per altre ragioni e che era lì la mia ragione di fede e che poi e anche lì avevo visto nello stadio il papa e poi un concerto ed era tutto gratis perché i papaboys e anche le papagirls potevano visitare la città di una città dell'estero senza pagare niente e allora io andavo nei musei con la ragazza per cui che io avevo fede e che non le facevo vivere la sua esperienza di papagirls perché le volevo far vedere come un papaboys che cosa fa quando non è un papaboys e poi andavamo nei palazzi storici e poi nelle dimore storiche e poi nei giardini storici e poi ancora nei musei e poi nei palazzi ancora ed era tutto gratis anche i mezzi di trasporto perché i papaboys e le papagirls non pagano e poi dove che non si pagava niente che tu mostravi una tessera che eri un papaboys e una papagirls e allora la fede ti apre le porte tutte gratis cristoègrande cristoèrisorto cristoègratis ma che io ero andato a fare il papaboys perché lì c'era una papagirls che per altre ragioni e allora volevo dire che sono anni che io non vado più negli stadi e che sono anni che io non faccio più il papaboys ma però sono anni che non vedo più che si fa la ola o l'ola o la ola negli stadi adesso non lo so, come si dice, sì, forse la ola, ma l'ola no, significa come un nome, ecco lola è un bel nome, la ola pure, il nome di una ragazza laola che è come paola ma con la elle laola però quando la pronunci devi fare una pausa tra a e o la-ola invece quando dici paola non fai nessuna pausa che paola e pausa hanno la stessa pausa sulla a invece la ola laola l'ola sono diverse però volevo dire che dello stadio a me non mi piace di andare a vedere i concerti nello stadio e infatti non ci sono mai più andato da quella volta che con i papaboys ero uno di loro ma lo facevo per una papagirls che noi poi. mistero della fede. 
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26 marzo 2024
Non è che non riconosco le persone è che ci sono delle persone che io proprio non mi ricordo che di cui dovrei ricordarmi, cioè io a me mi ricordo che ci sono delle persone che non mi ricordo di ricordare e che quando che io le vedo non le conosco proprio e che poi loro a me mi dicono che mi conoscono e mi dicono come si chiamano e mi dicono che mi hanno visto lì per quella cosa là e che io proprio non mi ricordo di loro e che loro a me mi dicono che si ricordano pure di quando ho detto quella cosa là che a loro è rimasta impressa e che se sono una coppia lui guarda a lei e lei guarda a lui e che poi mi guardano a me a loro a me ma io proprio non mi ricordo e che però loro continuano e poi loro dicono sì ci siamo visti proprio lì che c'era anche e mi dicono altri nomi di persone che io proprio non conosco e che io proprio non mi ricordo e che di solito lo dico che non mi ricordo ma di solito pure non lo dico e allora parliamo senza che io mi capisco i soggetti delle cose di cui parliamo e allora di solito ci sono conversazioni nella mia vita, come questa vita, che con certe persone che io non mi conosco che vanno avanti così per minuti interi. Anche per mesi.
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20 marzo 2024
In questi miei giorni di vita mia, da quando che io mi sono in vita, è da poco che credo che io ho realizzato che quando che noi muoriamo che sono gli altri a dirlo per noi. Cioè io non posso dire a un amico, per dire, non gli posso dire ciao amico mio lo sai che io sono morto ma è l'amico che dice a un altro mio amico o a un altro suo amico Massimo è morto o se l'amico suo non mi conosce dice lo sai che un amico mio è morto e quello dice ah e chi era e allora giù a raccontare le cose dell'amico che l'amico non conosce ma che tu adesso gli vuoi far conoscere da morto all'amico tuo che io ero l'amico tuo ma ora il tuo amico è morto e ne parli con l'amico tuo. Cioè non lo dice a me, l'amico mio, non mi dice a me che io sono morto per tenermi informato perché io non potrei più capire che cosa mi dice e allora che lui, l'amico mio, oppure pure l'amica mia, per dire, adesso non è importante se l'amico mio è maschio o se l'amica mia è femmina o se è quel che vuole essere perché poi esistono anche altre sessualità pure quella che dici chi sei non lo so chi sono e che allora l'amico mio o l'amica mia per dire che lo dice agli altri e alle altre che io sono morto e allora ho pensato che non posso sapere più se io sono morto, cioè personalmente non posso essere informato della mia morte, cioè non posso sapere qualcosa che mi riguarda, è un mio diritto, la morte è un diritto negato, per dire, ma l'amico mio lo dice agli altri l'amico mio o l'amica mia che io sono morto. E ho pensato pure che io da vivo posso parlare della morte ma da morto non posso parlare della vita allora non c'è sempre un viceversa nella vita ma c'è il senso unico allora la morte è un senso unico che se fai marcia indietro allora sei un miracolato se lo fai da morto se lo fai da vivo marcia indietro in una strada a senso unico ti fanno la multa anche se poi tu dici che sei morto e sei un miracolato il vigile non le vuole sentire queste storie e che io una volta avevo fatto marcia indietro ma poco proprio giusto per parcheggiare avevo fatto un senso unico al contrario poco forse neanche due metri che avevo visto che c'era un posto libero nella strada a senso unico e allora facevo marcia indietro in un senso unico, poco, non più di due metri, e una pattuglia dei vigili che era lì e che io non avevo visto perché ero concentrato sul parcheggio nel senso unico che loro a me mi aveva detto ma lei che cosa sta facendo e ho pensato che poi si parla degli altri con gli altri, anche quando si muore. Per dire. La morte è quando non sai che sei morto e qualcuno lo dice a qualcun altro che tu sei morto. Poi c'è pure la morte che dici ah non sapevo che era morto e quella è la più triste della morte. Che non ho mai sentito dire a qualcuno ah non sapevo fosse in vita ma solo ah non sapevo fosse morto però una volta a me pure mi era capitato che lo credevo morto a uno ma poi l'ho visto e ho detto lo credevo morto e invece era in vita. Che allora ci sono delle persone che credi che sono morte ma sono in vita e che ci sono delle persone che sono morte ma poi sono in vita e tu le credevi morte e poi ci sono delle persone che sono morte ma sono in vita, pure. Poi ci sono chi dice che la morte è un'altra vita e che non si muore mai ma io poi ci sono i vigili.    
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19 marzo 2024
Quando che andavo a fare le gite per esempio a scuola, con la scuola, le gite con la scuola, con gli alunni della scuola e anche con qualche professore, che le gite erano anche insieme ai professori o alle maestri o ai maestri e professoresse e alle volte anche il Dirigentescolasticoconladmaiuscolaeforsepurelasmaiuscola e allora che a me mi piaceva che la mattina quando che io mi svegliavo che io dovevo andare a fare la gita però ero in pensiero e che questo pensiero che io ce lo avevo da quando che facevo la pipì, ancora prima che da quando che ero già che mi ero svegliato prima ancora di fare la pipì, pure dalla sera prima prima di andare a dormire e prima di dormire e che alle volte me lo sognavo pure questo pensiero e che poi il pensiero ce lo avevo di più quando che vedevo l'autobus che iniziavo a incontrare gli amici di scuola e le amiche di scuola e i professori e le maestre di scuola e le professoresse e le maestre tutte e che tutti poi eravamo con i genitori pure, o le zie, o i nonni, che c'era chi si faceva accompagnare anche dal fratello o dalla sorella o dalla figlia della sorella o dalla mamma dell'amica della mamma o una mamma portava due figli uno suo e uno di qualcun altro o un nonno portava il nipote e il nipote dell'amico del fratello del nonno o portava anche l'amico del nonno il fratello del figlio cioè il figlio di suo figlio e che allora dicevano ai professori io sono il fratello della madre o dicevano io sono la zia o dicevano pure sono la mamma di sua mamma cioè la nonna, e ridevano, non lo so perché, e comunque che ci mettevamo poi tutti noi accanto alla porta laterale dell'autobus ad aspettare che poi io ci avevo il pensiero dei carabinieri o della polizia che sarebbe arrivata da lì a poco a fare il controllo dell'autobus e che io ci avevo il pensiero e se non passa il controllo? Che quando che arrivava la polizia o i carabinieri e che il mio cuore batteva forte, anche che quando che ero adolescente e non solo quando che ero bambino, per dire, e che batteva forte che poi saliva la polizie o i carabinieri, salivano, essi, sull'autobus, dentro, e che controllavano non ho mai capito che cosa e che aveva una cartellina e che su quella cartellina uno dei due scriveva che non ho mai capito che cosa e che poi l'altro guardava intorno e che l'autista dell'autobus di solito fumava e che poi dopo un po' si dicevano arrivederci e arrivederci e che poi quando che andavano via i carabinieri o la polizia che c'era sempre chi iniziava a fare l'appello e che io ero Carrese, lo sono ancora adesso, e che poi salivo e che mentre che salivo dicevo ora andiamo a fare la gita e che poi quando ero in autobus che l'autobus andava mi dimenticavo del pensiero che ci avevo avuto però ci avevo il pensiero che chissà che cosa che scrivono sulla cartellina. Per dire. 
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11 marzo 2024
Allora era venuta vicino che si era avvicinata questa ragazza e che mi aveva chiesto se io poi le potessi dire se le potevo dire dove che si andava per bere qualcosa di buono cioè lei lo sapeva ma era un modo per avvicinarsi a me, ho pensato, cioè lo penso oggi, credo, e che io le ho detto secondo me lì si beve qualcosa di buono e che lei ha detto vuoi venire con me a bere qualcosa di buono andiamo lì e che io ho detto di no perché ero già in compagnia che c'era poi un'altra donna con me e che lei ha detto non fa niente la lasci qui e andiamo a bere qualcosa di buono e che io ho detto che la ringraziavo molto che lei a me mi voleva far bere qualcosa di buono  ma che preferivo stare con quella donna che io con cui che stavo che ero uscito e che lei poi mi ha detto fammi vedere chi è e che c'era la folla e che allora ho detto la vedi è lei e lei ha fatto ah ho capito ma state insieme e che io ho detto di no e che lei allora ha detto e allora e io le ho sorriso e lei ha detto ho capito e allora buona serata se vuoi sempre bere qualcosa anche domani sera sai dove trovarmi e che io le ho detto no non lo so dove trovarti e che lei si è messa a ridere e che io pure e che lei ha detto tu mi sei simpatico e che mi ha lasciato il suo numero di telefono e io il mio e che mi ha sfiorato la mano e che io ho guardato la sua mano che a me mi sfiorava e che mi guardava negli occhi, lei non la sua mano, che sfiorare è un po' come sfiorire, credo, e che io le ho detto no, non le ho detto niente mentre che lei mi sfiorava la mano e che mi guardava negli occhi, mi sfioriva la mano e mi guardava. Poi per tutta la serata non abbiamo fatto che altro che ci guardavamo da lontano e che allora poi non l'ho mai più rivista poi da quella sera e che l'altra donna con cui che io ero andato pure.  
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3 marzo 2024
Quando dici per esempio che avevi una cosa in mente che io alle volte io mi devo ricordare come che si dice la frase "ho una cosa in mente" per dire che avevo una cosa in mente che adesso io non mi ricordo più. Allora mi devo ricordare anche le parole che si usano per dire che non ti ricordi una parola, cioè che io non mi ricordo. Non uso sempre le stesse parole per dire che non mi ricordo una cosa ma più o meno però sono le stesse parole per dire che non mi ricordo come si dice una cosa. Anche adesso non mi ricordo bene le parole che uso e dico per esempio questa frase che io "non mi ricordo bene la parola che volevo dire" che è una frase fatta e che bisogna ricordare per dire che uno che io non mi ricordo che cosa che volevo dire. Per dire. 
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19 febbraio 2024
Che quando che una persona mi stringe la mano allora che a me mi piace di guardare le persone negli occhi e che mentre che ci diamo la mano mi piace di vedere gli occhi della persona che mi stringe la mano dove vanno e che allora ci sono delle persone che abbassano lo sguardo delle persone che lo alzano delle persone che mentre mi stringono la mano chiudono gli occhi delle persone che tu allunghi la mano e loro dicono piacere senza darti la mano e ti guardano negli occhi ma non troppo delle persone che piegano la testa e gli occhi vanno a destra o a sinistra con un leggero sorrisino, si dice così, mi pare, poi delle persone che mentre mi stringono la mano mi guardano negli occhi delle persone che mentre mi stringono la mano guardano a destra delle persone che guardano a sinistra delle persone che hanno gli occhiali da sole e che tu non sai dove guardano delle persone che non sai se vedono delle persone che non mi guardano anche se mi guardano delle persone che mi stringono la mano mentre parlano con altri e non mi guardano però riescono a stringermi la mia mano che queste sono quelle che più mi colpiscono.
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14 febbraio 2024
Ora a me mi viene che io non desidero che cosa mi devo scrivere perché io non voglio scrivermi oggi. E allora mi metto a pensare che "non voglio scrivere" è l'anagramma di "vogliono scriverne", credo. Che lo trovo questo anagramma, se è giusto, credo di sì, ora controllo, sì, è giusto, allora io non voglio scrivermi e allora, mi dico, che io ho trovato l'anagramma, che facciano essi a scrivere, se vogliono, allora, mi dico. Esco più tranquillo.
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11 febbraio 2024
La cosa della divisa che non è divisa ma che si chiama divisa a me mi viene difficile da capire che per esempio la divisa è qualcosa che per esempio mettiamo che c'è A e B e allora da un pezzo iniziale A io lo divido e diventa A e B, cioè ora ho tra le mani A e B, e allora facciamo che la cosa che prima era solo A è ora anche A e B e mi sembra chiaro fino a questo punto che qualcosa che è stato diviso. Che c'è una cosa divisa ora è chiaro. Ma poi incontro un poliziotto o un carabiniere o un finanziere o un vigile del fuoco o un netturbino che indossa una divisa e io non li vedo separati, cioè loro sono interi e io allora me li metto a guardare per capire e che c'è il carabiniere che poi si avvicina e mi dice prego? e io poi gli vorrei dire che stavo ragionando sulla divisa ed è per questo che li guardavo insistentemente e gli devo allora far vedere i documenti e che loro chiamano in centrale e cose così. Tutto per una divisa che quando che c'è una divisa io resto colpito dal fascino della divisa perché non la capisco la divisa. Cioè forse si chiama divisa perché sono separati da me, loro per esempio siamo divisi nel senso che io resto sempre io, che non ho una divisa, ma perché? e loro restano per esempio finanzieri perché hanno una divisa, ma perché? Non è che se io sono un avvocato allora mi metto la divisa dell'avvocato per strada per far capire a tutti che sono avvocato perché loro si mettono la divisa che però non è divisa come il pezzo A e B? Ma allora anche io dovrei chiamarmi divisa perché come loro io sono diviso dal resto degli altri. Quando che diciamo che siamo unici non vuol dire che siamo divisi dagli altri? Ancora non so rispondere però che se ci pensi allora lì sei anche unico nel senso che indossi una uniforme e l'uniforme è una divisa. Se è uniforme cioè che una cosa è tutta in un modo come può essere che quella stessa uniforme è divisa ancora ci penso. E però a me mi ha detto un amico mio che loro indossano la divisa proprio perché sono divisi da noi e che se io mi mettessi una divisa, anche solo per gioco, allora anche io avrei una divisa che mi mette allo stesso piano degli altri cioè mi uniforma tra quelli che portano la divisa. Sei uniforme tra le divise. Che c'è un amico di un amico mio che si era messo al divisa dei carabinieri e poi i carabinieri lo avevano fermato perché avevano riconosciuto che la sua divisa non era una divisa e allora, penso io, le divise si riconoscono. E allora che cosa vuol dire la divisa quando che devi indicare se stai parlando di euro o dollari, per dire, in che divisa indichi il tuo compenso? E tu dici in euro. Che poi all'amico dell'amico mio lo hanno pure arrestato perché indossava una divisa dei carabinieri che però non era dei carabinieri e allora perché è stato arrestato? Perché a carnevale nessuno mi arresta? Perché la divisa si chiama costume e allora va tutto bene. Ha detto l'amico mio che ne sa. Allora io mi sono messo a pensare che ci sono delle cose che io non so come per esempio mentre mi controllavano i documenti mi sono messo a pensare che i carabinieri per esempio che indossano una divisa uniforme ma mica solo loro e che allora tutto bene posso andare via con i miei documenti e penso che il poliziotto nel 26 percento dei casi dei lavori di tutti i lavori che conosco indossa una divisa uniforme, il carabiniere nel 17 percento dei casi, che poi i casi non lo so sono percentuali che adesso mi dico io per farmi dei calcoli perché vedo più poliziotti che carabinieri e allora ci sono più percentuali per loro che per gli altri ma poi possiamo dire di vederli insieme e allora le percentuali si annullano nelle grandi parate ma lasciatemi continuare, che il medico nel 12 percento dei casi indossa la divisa uniforme, che il pompiere nel 10 percento dei casi, il militare nel 10 percento dei casi, l'infermiere nel 7 percento dei casi, il vigile nel 5 percento dei casi, il vigile del fuoco che è lo stesso pompiere di prima ha la stessa percentuale di prima e che allora non calcolo adesso perché pompiere e vigile del fuoco sono la stessa cosa, ma un vigile del fuoco non è la stessa cosa di un vigile, e anche questa mi mette che io ci penso ma non adesso, dicevo le percentuali, allora che il vigile indossa la divisa nel 5 percento dei casi tra tutti i lavori, ecco, tra tutti i lavori che si possono fare il vigile indossa nel 5 percento dei casi dei lavori che si possono fare con una divisa indossa una divisa che però è uniforme e che poi le hostess nel 4 percento dei casi e poi i piloti nel 3 percento dei casi e poi ci sono i giudici togati, e qui le percentuali non le conosco ma i giudici togati, poi i vigilanti, poi i medici ospedalieri, poi gli addetti alle pulizie, poi i camerieri, i baristi, e poi mi viene da dire molti altri lavori ma adesso poi ci penso. Allora io che mi metto un vestito non può essere una divisa, perché? Non è forse un abito conforme? Non è forse una uniforme che indosso anche io per andare dove devo andare? Qual è la differenza tra divisa e abiti da lavoro? Però sento che queste domande sono domande ridicole e allora me le faccio dentro di me perché fuori non appena le fai allora cade tutto ma se dovessi morire e restare con un dubbio nella mia vita tutta mia io ci resterei con il dubbio della divisa. Voglio dire proprio su tutte le cose che esistono al mondo che tu dici riusciremo mai a scoprire altre forme di vita nell'Universo o riusciremo a trovare una cura per questa malattia o è mai esistito Napoleone o chi era veramente Rodolfo Valentino o siamo mai stati sulla Luna o come è nato l'Universo? Per dire, io tra queste domande resterei nel dubbio della divisa che a me mi piacerebbe qualcuno che mi dicesse come stanno le cose della divisa uniforme. La divisa mi isola dal resto del mondo. Che poi diventa tutto che io penso che la divisa sei comunque tu anche se vuoi fare la divisa sei sempre tu e lo capisco bene quando che penso al film Il Federale del 1961, mi pare, sì 61 e allora che era di Luciano Salce, sì, lui, e che c'è uno che si chiama Erminio e che Erminio dice a Primo dice che non hanno picchiato a te Primo ma hanno picchiato la tua divisa e che Primo risponde sì ma nella divisa c'ero io. L'abito fa la divisa uniforme.
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8 febbraio 2024
Almeno una cosa me la devi concedere, diceva lei a lui al ristorante che lei stava per alzarsi e che stava per andare via e lui stava per alzarsi e per restare lì da solo al tavolo e che lei ha detto che erano in piedi tutti e due e io ero a un tavolo lì vicino che lei gli ha detto che se gli avesse concesso una cosa sarebbero state sempre due: la prima sarebbe stata quella di fargli una concessione, cioè di concedergli una concessione è già una concessione, la seconda sarebbe stata la sua richiesta che avrebbe voluto fare come prima concessione. Allorché lei diceva che non gli avrebbe concesso proprio un bel niente perché sarebbero state sempre due cose e mai una sola e lui, diceva lei, abituato a prendersi sempre tutto da lei ne avrebbe approfittato come suo solito. Io mi sono amato subito quella donna che io poi le sarei andato dietro e le avrei parlato solo per paradossi, alla donna, per dire, che non lo so fare ma avrei imparato in fretta. Per lei. Che lei è andata via e che lui è rimasto al tavolo. Poi è andato via. Io ero ancora al tavolo. Solo che non mi sono alzato per andarle dietro e ancora oggi non so bene perché. Cioè sì, lo so.       
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7 febbraio 2024
A me mi piace di andare in un luogo che io dove che non mi conosco e di chiedere che per esempio io mi chiedo e chiedo anche alle persone dove posso trovare un'oca. Che le persone quando che chiedo questa cosa che prima mi chiedono che cosa? e io dico un'oca e poi mi guardano come se avessi chiesto chissàchecosa. Provate a chiedere in un paese o in una città dove trovare un'oca a una persona che trovi per strada e che tu la fermi e chiedi mi scusi e che la persona poi pensa chissà dove deve andare che mi chiede le indicazioni e tu invece chiedi dove si può trovare un'oca e che prima ti guardano così e poi ti chiedono ma un'oca in che senso? Da lì in poi è tutta discesa.     
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3 febbraio 2024
A me mi capita che quando esco, per esempio e che io poi mi metto in auto per rientrare o in treno, per rientrare, quasi mai in aereo per rientrare, diciamo più auto che treno o aereo, per rientrare, anche quasi mai la nave per rientrare, più auto, sì, anche a piedi ma esco più lontano dai miei piedi e allora più auto, sì, certamente auto, pochissimo in bici, sì la bici la prendo però non esco quasi mai in bici per poi rientrare in bici, cioè una volta sono uscito in auto e rientrato in bici perché avevo messo la bici in auto e parcheggiato l'auto e rientrato in bici e poi avevo rimesso la bici in auto ed ero rientrato in auto dopo essere uscito in bici.    
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30 gennaio 2024
In treno uno mi ha detto se si poteva sedere accanto al mio posto che era un posto libero e gli altri erano occupati e che allora io gli ho detto di sì perché il posto accanto al mio era libero e che lui lo aveva visto e che allora poteva che si poteva sedere accanto a me ma che però poi è andato via e si è andato a sedere di fronte a me, ma dall'altro lato, e mi guardava come quando si guarda qualcuno ma si pensa ad altro. Poi è arrivato il controllore e ha controllato il biglietto a tutti noi, anche a lui. Altro non saprei dire.    
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28 gennaio 2024
Che stavo facendo una passeggiata e che ho trovato cinque euro a terra tra i miei passi e che per un momento ho pensato ma sono le mie? e poi mi sono detto che io quando passeggio che lo faccio senza soldi e allora mi sono piegato e ho raccolto i cinque euro e che ho passeggiato pensando al fatto di avere cinque euro in tasca non mie e che poi pensavo al pensiero che non ci avevo mai fatto caso prima che io passeggio senza soldi in tasca, da sempre. Mi viene nautrale lasciare gran parte delle cose che ho di solito con me, di lasciarle a casa, e che passeggio con le mani in tasca, di solito, dove non c'è niente, spesso neanche il cellulare, solo le chiavi di casa, ma neanche quelle sempre, che le nascondo in un nascondiglio segreto appena esco da casa, non vicino casa, un po' abbastanza lontano, e che ora non posso dire, e che vado a passeggiare leggero, così. Alle volte senza giacca, pure, però quando fa caldo. Che l'altro giorno è stata la prima volta che io mi sono passeggiato con cinque euro in tasca, non mie. Non ho mai trovato soldi prima di allora ma però non ho sentito chissà che cosa che la differenza. Solo un po' di non so spiegare, che dentro passeggiavo contento di passeggiare che mi guardavo intorno ma che le mani toccavano il foglio di cinque euro in tasca mentre che guardavo gli alberi e i terreni e le montagne e le nuvole e gli animali, ci sono delle caprette belle, e che poi i fiori, ho visto già delle margherite, forse le prime che ho visto io, che mentre che passeggiavo che con la mano in tasca toccavo quel foglio di cinque euro in tasca e che pensavo che non erano le mie e volevo guardarmi anche intorno per capire che se qualcuno poi mi veniva a dire hai trovato cinque euro? Ho passeggiato contento ma con questo pensiero di fondo. 
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26 gennaio 2024
Allora avevo chiesto al vigile che io ero passato in una zona ZTL con l'auto che di quanto fosse il verbale perché poi che arrivava il verbale a casa e che il vigile, che io mi sono fermato per chiedere informazioni, che a me mi aveva detto che non è detto che il verbale arrivi a casa e che è possibile che il verbale non arrivi a casa ammenoché la telecamera ZTL quella del varco funziona bene ti dovrebbe arrivare se invece non funziona bene, mi diceva, potrebbe non arrivarti. E che io gli ho chiesto perché diceva potrebbe perché se funziona bene arriva ma se non funziona bene allora non arriva non è che non potrebbe arrivare, cioè siamo nella certezza, dicevo io, che se non funziona non arriva il verbale a casa e che lui ha detto che con queste macchinette non si sa mai se poi funzionano o no, anche quando non funzionano. Credo di non avere capito. Per questo lo ricordo.   
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22 gennaio 2024
Alle volte uno poi quando che torna a casa che uno con la testa sta sempre fuori casa. Come a me, adesso. Per dire.   

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16 gennaio 2024
Le vicende quotidiane mi pongono a fare cose che altrimenti non farei, scrivere per esempio. A me mi piacerebbe di dire questa frase qua che a un incontro che uno chiede ha qualche altra cosa da dire e che a me mi piacerebbe dire quella frase che ho scritto prima, sopra, più sopra, prima, che vorrei dire un giorno. Per adesso la scrivo, poi la vorrei anche dire. Cioè è una frase che nasce per essere detta e non scritta ma qui siccome poiché non posso dire ma solo scrivere allora l'ho scritta. Come quella volta che volevo scrivere una cosa ma poi l'ho detta.   

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15 gennaio 2024
Allora lei aveva detto che la situazione così che non poteva andare più avanti e che lui aveva detto che la situazione non era mai andata avanti e che lei diceva ma che cosa stai dicendo e che lui diceva quello che hai capito e che lei diceva ma io non ho capito niente e che lui diceva appunto, tra di noi non si è capito mai niente e che lei diceva ma tu sei fuori di testa e che lui diceva senti chi parla e che lei diceva ma tu sei un arrogante e che lui diceva tu non ti rendi conto di quanto sia imbarazzante per me questa situazione e che lei diceva ma quale situazione e che lui diceva vedi, non riesci a capire niente, non mi hai mai capito, non mi capisci e che lei diceva ma io non ho capito di che cazzo stai parlando. Altro non so.   

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7 gennaio 2024
Nei minuti che intercorrono tra il dire e il fare non capita niente. Che io ero fermo che aspettavo l'autobus e che allora che così che mi diceva uno che a una fermata dell'autobus mi diceva che tra quello che stava dicendo e tra quello che stava facendo lui che erano trascorsi già molti minuti e che io che assistevo a quei suoi gesti e a quelle sue parole che io che assistevo a delle cose che adesso, nel preciso istante in cui lui le faceva, che erano già state fatte nel passato ma ti spiego meglio, diceva. E anche il suo gesto del fumare, mi diceva, che aveva una sigaretta tra le dita e che se la passava dalle dita alla bocca e che poi che aspirava e che poi tirava fuori il fumo, mi diceva, anche questo che vedi adesso, proprio adesso, ragazzo, mi diceva, guarda bene, è già accaduto nel passato ma però, mi acchiariva, che questo che vedi non è accaduto nel passato di pochi secondi fa come già dicevano certi filosofi ma nel passato di molti minuti fa, come credo io. Tu e io, ragazzo, mi diceva, viviamo differiti. Ecco il 14, ragazzo, ma quello è già passato minuti fa. Poi io sono salito e lui no, che ora parlava con un'altra a cui che diceva che questo autobus che vedi è già passato minuti fa. Adesso qui non c'è nessun autobus, diceva. Mi segui, ragazza? Poi le porte si sono chiuse e che siamo partiti. Tutti.   

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3 gennaio 2024
In fila davanti la farmacia un anziano prima diceva a un altro se era in fila anche lui e l'altro che non sentiva che alla sua domanda gli rideva in faccia e l'altro allora gli diceva ma cosa c'è da ridere ma hai capito quello che ti ho detto e l'altro rideva. E allora ha detto ma non ci senti e l'altro ha smesso di ridere e ha detto sì, ho problemi non sento bene. E che allora una dietro di me ha detto a bassa voce alla sua amica ma però un po' a voce alta ha detto "eh, ma questo lo ha sentito però!".  

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2 gennaio 2024
Una signora diceva di dover comprare una calza della befana alla figlia e che la cassiera dice che le calze della befana arrivano domani perché le altre che c'erano che sono già finite e che la signora poi chiede che rideva già alla cassiera ma quante befane ci sono in giro? e che la cassiera che si è messa a ridere mentre che faceva bipbip con la mano e che diceva all'altra cliente sono diecieuroeventicentesimi che pure l'altra cliente rideva e che dal ridere che non aveva capito il conto e che diceva quanto è e che la cassiera diecieuroeventi e che l'altra le ha dato ventieuro e che la cassiera mentre che rideva e che commentava questo e quello ha fatto hai venti centesimi? e che l'altra poi ha detto devo vedere, no, e che continuava a ridere mentre cercava nel portafogli anche dopo aver detto di no che non aveva venticentesimi e che si era messa nel frattempo a ripulire il protafogli da scontrini che diceva che conservava gli scontrini che però poteva anche buttare e che poi la cassiera poi mentre che dava il resto alla signora diceva che un anno alla figlia la befana era arrivata due volte perché una volta era arrivata da parte sua e l'altra da parte del marito e che pure mio marito è una befana, diceva, e che poi ancora giù a ridere, la signora che aveva chiesto la calza, la cassiera, la signora che ora metteva via il resto e la spesa, e che poi era arrivato il mio turno e che la cassiera poi mi chiedeva senza guardarmi negli occhi e mentre continuava a parlare della befana busta?

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31 dicembre 2023
Ne era nata un'amicizia, una bella amicizia, sincera, rispettosa, poi non so perché siamo finiti a letto e si è rovinato tutto. Forse era questo quello che volevamo, che era che lo diceva una donna che in metropolitana che parlava al telefono e che lo diceva che parlava ad alta voce che poi nella metropolitana al telefono senti poco che ci sono i rumori che da fuori entrano dentro ma che i rumori di dentro non riescono a uscire fuori, ho pensato.    

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29 dicembre 2023
Mi scusi mi scusi mi sono sentito dire e che allora mi sono fermato che io che andavo a piedi e che io vedevo che questo signore che poi si avvicinava a me a piedi dall'altro lato della strada e che io mi ero fermato e che lui si avvicinava e che mentre che si avvicinava mi chiedeva ancora mi scusi mi scusi ma con tono più basso e che mi ha chiesto sa dove posso trovare un tabacchi? e che io ho detto che non ero della zona e che lui ha detto ah però mi avevano detto che era qui e che io gli ho detto non lo so e lui però deve essere qui perché mi hanno detto dove c'è la rotonda e che io ho detto ma qui non vedo nessuna rotonda e lui però mi avevano detto che era qui, la rotonda, poi il tabacchi è subito dopo la rotonda. Ci siamo guardati in giro e che io ho detto non vedo nessuna rotonda e che lui diceva non vedo nessun tabacchi. Arrivederci. Arrivederci.   

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28 dicembre 2023
Avevo un biglietto del concerto con me e allora avevo detto che sarei potuto andare al concerto perché il biglietto diceva che sul biglietto era scritto che quello è un titolo che indica che il possessore del biglietto può andare al concerto e che il possessore può andare al concerto con quel titolo. Il titolo è il biglietto. Allora, che io mi sono domandato mentre ascoltavo la musica come a dire che se hai una penna che la penna è un titolo? Poi mentre ascoltavo un bel giro di basso e muovevo la testa e avevo gli occhi chiusi e dondolavo la testa guardando a terra con gli occhi chiusi e con la testa che muovevo e che muovevo anche i piedi un po' a destra e un po' a sinistra e anche le spalle e le anche che poi ballavo con la testa piegata e ogni tanto alzavo il braccio destro in aria e che seguivo poi il giro di basso e la musica tutta, che ci sono dei concerti dove che li vai a guardare a occhi chiusi, anche, che io pensavo che non lo so proprio.  

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17 dicembre 2023
Stamattina mi hanno chiamato al telefono e che io ho risposto e che una voce di una signora diceva se io mi chiamavo Massimo e che io ho detto di sì che io mi chiamavo Massimo e che lei allora ha detto che era il numero giusto e che io ho detto non lo so dipende per che cosa che lei mi chiama e che lei ha detto ma lei è Massimo il vivaista di Ottaviano? E che io ho detto di no, che io facevo lo studioso e che ero un fantasiologo e che lei ha detto un? e che io poi ho detto, io ho detto che era una bella coincidenza perché anche io mi chiamo Massimo ma però che non sono il vivaista di Ottaviano e che lei ha detto che era proprio strano che io non fossi il vivaista di Ottaviano perché poi aveva in rubrica del suo telefono il numero mio che diceva che io ero il vivaista di Ottaviano e che allora resta il mistero.        

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09 dicembre 2023
Poi un momento dopo che la stava baciando e che lei baciava lui e che allora i due si baciavano che poi dopo lei ha detto a lui basta e che lui ha detto sì, basta anche per me. E che poi guardavano insieme fuori dal finestrino. Erano le 15:30. Più o meno.        

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06 dicembre 2023
Allora la signora a me mi ha detto che io potevo prendere invece che della colla stick che io potevo prendere un pacco di colla stick da trenta confezioni di colla stick perché dice è inutile che vieni poi tutte le volte qui a comprare la colla, vieni una volta sola, che allora ti compri un pacco intero e che poi ritorni quando lo hai finito. E che io le ho detto che però mi serviva una sola colla stick e basta e non tutto il pacco e che lei a me mi ha detto ma tu quando vai al supermercato ti compri una cosa o fai la spesa grande? Qui devi fare la spesa grande! Era una cartoleria dove che poi non ci sono più entrato e dove che prima io non ci ero entrato mai prima. Ho comprato una sola colla stick. uneuroecinquanta. Arrivederci. Segue silenzio.        

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29 novembre 2023
Mi piace che quando che io passeggio e che piove, poi, mi piace di uscire con l'ombrello di quelli trasparenti che io mi vedo l'ombra della mia testa mentre che cammino con la luce dietro le spalle dei lampioni, che vedo l'ombra della mia testa nell'ombrello. Con gli ombrelli normali la mia testa non c'è, ho solo un corpo a forma di ombrello, è questo che mi dice l'ombra, invece con quelli trasparenti la mia ombra della mia testa è nell'ombrello, e si vede. Mi piace.    

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27 novembre 2023
Che era davanti a me in farmacia e che io ero dietro di lui, in fila, e che lui che aveva detto che doveva ritirare un medicinale e che il farmacista gli aveva detto che quel medicinale era da ritirare già da un paio di settimane e che lui poi aveva detto che non era potuto andare a ritirare il medicinale che gli serviva che lui perché era stato malato che proprio quel medicinale che gli serviva perché non aveva il medicinale che aveva ordinato e che allora si era ammalato. E che ora che ora stava bene che lui che ritirava un medicinale che lui aveva ordinato quando stava male. Ventinoveeuroequaranta.    

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23 novembre 2023
Sono andato a prendere delle cose dal ferramenta. Quando vado dal ferramenta a me mi viene di pensare che io vorrei comprare a me anche altre cose oltre alle cose che devo comprarmi. Così ieri, che avevo da comprare il silicone, sono tornato a casa solo con il silicone che dovevo comprare. Devo dire che questa cosa qua è una cosa che riesco a fare solo quando mi vado dal ferramenta. Talvolta nei negozi di vestiti, però, lì mi stupisco da me che io mi entro per comprare qualcosa che esco che non ho comprato niente.   

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21 novembre 2023
L'altro giorno a Napoli uno mi ha fermato e mi ha detto che secondo lui avrei dovuto spuntare la barba perché era troppo selvaggia, come me. E che quando io gli avevo detto che io non ero selvaggio lui mi ha detto questo è solo il tuo punto di vista. 

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13 novembre 2023
Era successa una cosa un paio di giorni fa. Era successo che un mio amico era a comprare delle cose al mercato e che poi era uscito dal mercato che si era ricordato di voler comprare un'altra cosa e che era entrato nel mercato di nuovo e poi era uscito di nuovo e che aveva detto possiamo andare. E allora eravamo andati ma poi lui era entrato di nuovo e poi di nuovo uscito. Come quando si entra in un'onda del mare che poi esci subito ma prima ci entri con forza e poi esci da un altro lato, leggero. Poi era entrato di nuovo nelmercatonda e che io lo aspettavo fuori dal mercatonda perché aveva detto faccio subito e che in effetti aveva fatto subito e nel mentre che io mi guardavo intorno che non avevo neanche avuto il tempo di girarmi intorno che era già uscitodalmercatonda. E poi di nuovo era di nuovo entrato e che lui prima di entrare nel mercatonda aveva una busta in mano, piccola, e aveva detto ora ho ho tutto. Altro non so.    

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11 novembre 2023
Che eravamo in fila alla cassa e una signora aveva chiesto al cassiere se avesse del riso che scuoce e che il cassiere ha detto che non scuoce? e lei ha detto no no cerco quello che scuoce e che poi il cassiere ha detto vanno bene tutti, allora, signora.


Massimo Gerardo Carrese, SpuntiSunti, déclic edizioni (anteprima 7 dicembre 2023, Roma).
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Massimo Gerardo Carrese, SpuntiSunti, déclic edizioni (Spigno Saturnia 17 marzo 2024)
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