19 giugno 2021

Sulle abbreviazioni che io qualche volta a me stesso che io mi chiedo per esempio che chi fa l'architetto che si abbrevia con arch. e che allora che chi fa l'archeologo come è che si abbrevia? Ci pensavo ieri sera, mentre passeggiavo.        

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18 giugno 2021

A Roma che io ero seduto su un marciapiede, ieri pomeriggio, che faceva caldo ma però tirava un vento leggero e piacevole ed ero all'ombra di un platano, che non era Roma centro ma ero a Roma est, fuori, periferia, molta periferia, in campagna, praticamente, e che ero sotto a un platano e che c'era un marciapiede e che mi ci sono seduto sopra al bordo di questo marciapiede che faceva da marciapiede a una strada dove che non passava nessuno, era una strada fuori luogo e che mi sono fermato lì a pensare un po' perché mi sentivo come quella strada e che allora che mentre che uno pensa che capita che uno abbassa lo sguardo e che ho visto che vicino al mio piede che c'era una conchiglia piccola, bianca, e anche un po' nera, in mezzo a tanti altri sassolini ed erbacce e che a me mi ha molto sorpreso molto quella conchiglia perché era fuori luogo, lì a Roma Est, dove che non c'è il mare proprio lì dove ero io, né altre fonti di acqua. Che così ho pensato che anche io sono fuori luogo, come quella strada, come quella conchiglia. Probabilmente. Fuori luogo da chi e per chi? Mi sono chiesto. Mi chiedo.       

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16 giugno 2021

Ieri mattina a terra in una aiuola, che prima di prendere l'auto dove che era parcheggiata, che ho buttato un occhio nell'aiuola, si dice così credo, buttare l'occhio, e che ho visto che dentro che c'era un biglietto come fatto da un bambino che aveva scritto delle frasi chissà per che cosa e che sopra al biglietto che c'era scritto "luce dei tuoi occhi all'alba" e che c'era ancora stamattina lì nella aiuola. Che ieri mattina l'ho fotografato ma che però che stamattina l'ho guardato e solo ripetuto a mente, un po' per me e un po' per te.     

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13 giugno 2021


Che a me mi piacciono moltissimo le poesie. Che è come la musica. Non sono più in me quando che io le leggo. Che ci sono delle poesie, come che delle musiche, che però anche che se io non sono più in me che a me mi vengono in mente delle persone, mentre che leggo o che mentre che io suono. E che allora che ho letto questa poesia, questa mattina, che a me mi piace che di leggere le poesie quando che io mi alzo, che ancora sono nel dormiveglia che io poi leggo dei versi con gli occhi del sonno, ancora, e che ho letto questa poesia che dicono che sia di Charles Bukowski ma però che non è di Bukowski e che se che uno non lo conosce per davvero a Bukowski che allora che uno potrebbe anche credere che questa è una sua poesia ma però che questo non è Bukowski e che le poesie, a questo punto, credo che siano di tutti e di nessuno, ho sentito dire una volta in giro, e che allora che ho letto questa poesia senza pensare di chi fosse e che allora che io ho letto questa poesia e che a me che questa poesia che a me mi piace e che mi fa dire che dentro a questa poesia è scritto tutto quello che penso, come quando che senti dire a una persona che dice ad alta voce un pensiero che era proprio il tuo e che tu non lo riuscivi a dire e che allora dici "sì, è proprio quello che volevo dire!". Ecco. Che la poesia è questa, semmai fosse di Bukowski, ma però non lo è:

Non ho smesso di pensarti,
vorrei tanto dirtelo.
Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,
che mi manchi
e che ti penso.
Ma non ti cerco.
Non ti scrivo neppure ciao.
Non so come stai.
E mi manca saperlo.
Hai progetti?
Hai sorriso oggi?
Cos’hai sognato?
Esci?
Dove vai?
Hai dei sogni?
Hai mangiato?
Mi piacerebbe riuscire a cercarti.
Ma non ne ho la forza.
E neanche tu ne hai.
Ed allora restiamo ad aspettarci invano.
E pensiamoci.
E ricordami.
E ricordati che ti penso,
che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,
che scrivo di te.
E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.
Ed io ti penso
ma non ti cerco.

     

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12 giugno 2021

"Ma tu mi ami?" che ieri, mentre che camminavo dentro Napoli, che un ragazzo che ha detto che alla ragazza che si è fermato e che le ha chiesto "ma tu mi ami?" e che io che ho dovuto fare che andavo verso destra perché si erano fermati proprio davanti a me mentre che camminavano e che io camminavo dietro di loro per andare dove che io dovevo andare e che allora, si sono fermati, e che lui che le ha chiesto a lei "ma tu mi ami?" e che lei ha detto "non lo so più". E che mentre che io passavo a destra che a me mi veniva da piangere quando che io ho sentito "non lo so più". Che è diverso dire "non lo so" da "non lo so più", che c'è una disperazione in quel "più" che adesso che io non so nemmeno spiegare e che però che a me mi fa capire che non c'è più niente da fare, come quando che leggi sui manifesti mortuari "non è più", che è diverso da dire "non è".     

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11 giugno 2021

Che mentre che io mi compravo i biscotti in un supermercato, che a me mi piacciono certi biscotti, non tutti, solo certi, che poi allora sono finito nel reparto "estate" e che allora mi sono messo a vedere il reparto "estate" che a me, dell'estate, e del reparto, non mi importa niente. Che io mi interesso anche delle cose di cui a me non mi importa niente e che allora però lo faccio perché che io ci posso trovare delle sorprese come per esempio la descrizione "occhiali per mare adulto", che allora io ho cercato "occhiali per mare bambino" ma però che erano finiti e allora sono rimasto lì, con questa idea, in me, che da qualche parte c'è un mare adulto e un mare bambino. E che prima di quel momento che io non lo sapevo. Ti ho pensato, volevo dirtelo. Sono giorni che non ti dico niente.  

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8 giugno 2021

A me mi ha fermato l'esercito, che io ero in auto che guidavo e che l'esercito a me mi ha fermato con la paletta. Che io guidavo mentre che ascoltavo la musica e che ho visto la paletta dell'esercito che mi fermava e che allora che quando che mi ha fermato l'esercito, mentre che avevo messo la freccia verso destra e che mi sono fermato e che stavo abbassando il finestrino e che stavo dicendo buongiorno al militare, che io pensavo che io non ero mai stato fermato prima dall'esercito e che quasi quasi che io che al militare che mi salutava con il saluto militare e che mi chiedeva con cortesia i documenti e che guardava nell'auto e che io che glielo volevo dire che io non ero mai stato fermato prima dall'esercito e che quella era la mia prima volta. Che io, per esempio, non mi ricordo quando che io che sono stato fermato la prima volta dalla polizia o dai carabinieri o dalla guardia di finanza o dalla forestale o dai vigili o dai falchi per esempio, che io invece adesso mi ricordo dell'esercito. Non so. Sento come se fosse un ricordo piacevole questo. Ecco. 

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7 giugno 2021

Che a me, questa mattina, dopo che io che ho visto tanti visi in questi ultimi giorni, che io non ero più abituato a vedere tanti visi come che ne ho visti in questi ultimi due giorni, a me mi piace che io adesso che io mi guardo le montagne e che c'è la nebbia, un po', su quelle montagne, e che c'è la musica dietro alle mie spalle che a me mi ricorda che a me mi piace di guardare le montagne con la nebbia e il cielo con le nuvole.  

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1 giugno 2021

Per un po', che io guidavo ieri e che mi sono fermato con l'auto a vedere come che in mezzo alla strada, cioè che era una strada laterale, non proprio in mezzo alla strada, che mi sono fermato a vedere come che gli operai che scrivevano la scritta "STOP" a terra, che poi che c'era l'operaio che sistemava le lettere vuote sull'asfalto nero e che le sistemava come che quando che un bambino impara a scrivere le prime lettere e le prime parole e che le dice pure ad alta voce e che diceva "esse", poi ci vuole la "ti", poi ci metto la "o" e poi ci metto la "pi". E che poi ha detto pure "fatto" quando che controllava e che diceva "STOP" ad alta voce, leggeva. Che il suo amico operaio, invece, fumava e che lo guardava come che sistemava le lettere ma che si vedeva che pensava già ad altre cose della sua vita. O forse che pensava alla sua non vita, non so. Che a me mi pareva di assistere alla nascita della scrittura, che l'altro operaio era felice di scrivere "STOP" e di aver capito come che si scrive la parola "STOP", come che se la scriveva per la prima volta, che allora ci devi mettere la esse, poi la ti, poi la o e poi la pi. Stop. 

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