18 GENNAIO 2022
Poi volevo dire che al supermercato, poco fa, che ho pagato la spesa con la carta e che il cassiere ha detto che la carta non era valida e che io gli ho detto gentilmente di riprovare e che lui ha preso la carta, la messa sul tappeto dove che la spesa che uno che appoggia la spesa, che gli ha dato due schiaffetti, alla carta, e che io stavo mettendo la spesa nella busta e che allora mi sono fermato e che l'ho guardato e che lui a me mi ha detto che con la violenza si risolve sempre tutto. Poi la carta funzionava. Visto? Mi ha detto. Poi mi ha detto mentre che uscivo che lui scherzava perché se non si scherza allora si è morti. Forse me lo ha detto perché non gli ho sorriso mentre che lui dava gli schiaffetti alla mia carta, e che non gli ho detto proprio niente, e che perché forse un po', che a me non mi va di sorridere e che non ci ho proprio niente da sorridere ma poi più di tutto non sorridevo perché che io pensavo, mentre che imbustavo la spesa, che pensavo io alla differenza tra finzione e realtà e che di quella cosa che sto studiando e che a me mi pare che spieghi bene la differenza tra realtà e finzione. Che non è così semplice per me capire che cosa è finto e che cosa è reale e che cosa si intenda poi con finzione e che cosa con realtà, quando che studio la fantasia e l'immaginazione e la creatività. Non è semplice per me capirlo. Che uno dice è facile dire che questo è finto e quello è reale. In generale sì, ci viene da dire, ma però nel particolare le cose si complicano. E di molto. E a me mi piace che per me questa differenza che per me non è semplice. Sorrido dentro. L'importante è questo.                                                
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17 GENNAIO 2022
C'è uno che quando che lui a me mi vede che lui mi chiama sempre con un nome diverso. Che ieri, per dire, che ieri ero Marco, che mi dice ciao Marco, e se ne va, senza conversare, e che oggi per dire sono Fabio, che mi dice ciao Fabio, mi saluta e se ne va, senza conversare. A me mi è simpatico perché che se anche se non lo conosco, che non so come si chiama ma però che lui mi saluta sempre e che io saluto sempre a lui, che mi è simpatico perché a me io mi sento sempre diverso quando lo incontro e che prima di incontrarlo mi chiedo sempre chissà ora con quale nome mi chiamerà. Che a volte si ripete, cioè che mi chiama per più volte Marco, per più volte Andrea, per più volte Fabio, per più volte Giovanni, per più volte Pasquale, per più volte Roberto, per più volte Antonio e che la cosa che più mi colpisce che, nel suo girare i nomi così, un po' a caso, che tutte le volte che mi ha incontrato che lui che non mi abbia mai chiamato Massimo o mai Gerardo a me questa cosa qua mi colpisce. Che il giorno che quando che capita poi io non lo so se mi sento diverso o se mi sento proprio io.                                           
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15 GENNAIO 2022
Ci sono poi che dei momenti che quando che io passeggio è come se io che poi non passeggio. Che torno a casa e che poi la sera, mentre ceno, mi dico ma forse oggi non ho passeggiato. Come ieri.                                        
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13 GENNAIO 2022
Poco prima che in fila alla cassa del supermercato che c'era dietro di me una signora e che aveva delle cose in mano, la spesa, ecco, che si era messa le cose in mano senza usare il carrello, che alle volte uno entra per prendere una cosa e se ne esce con dieci, per dire, e che, ecco, e che allora poiché siccome io avevo comprato per me solo del pane, che io le avevo detto che, vedendola in difficoltà con le cose che aveva in mano, la spesa, che le avevo detto che anche se era il mio turno che se lei voleva che se voleva poteva appoggiare le sue cose sul tappetino della cassa che di modo che non si stancasse ad avere tutte le cose in mano, la spesa, ecco. E che lei a me mi ha guardato come che si guardano le persone quando che le persone ti parlano e che tu non le capisci.                                     
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12 GENNAIO 2022

Quando io che sto per compiere gli anni, non so mai bene quando che io devo dire che ho gli anni nuovi poiché perché se lo dico per esempio due settimane prima del mio compleanno, chi mi ascolta mi dice che posso ancora dire la mia vecchia età dal momento che mancano ancora due settimane al mio compleanno, che sono tante, mi dice, e che quando che dico invece ancora la mia vecchia età due settimane prima del mio compleanno, chi mi ascolta mi dice che già posso dire la mia nuova età perché mancano solo due settimane al mio compleanno e che, a conti fatti, mi dice, allora posso già dire che ho la nuova età. Così io che non capisco mai quando che devo dire la mia nuova età. Che a dirla quando faccio proprio il compleanno a me mi sembra la cosa più logica da dire, ma non per chi mi ascolta, evidentemente, che non è sempre la stessa persona. Sono persone variabili.                                  
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9 GENNAIO 2022
C'era uno che dietro di me che si faceva la tosse da dentro alla mascherina e che si diceva a lui stesso, ad alta voce, non è niente. Non è niente, si diceva.                               
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8 GENNAIO 2022
Mi piace a me quando che c'è il sole a gennaio, che c'è un po' di sole come oggi che c'è. Che uno si dice a sé che fa freddo ma però che c'è il sole, anche, si dice a sé. Che è come quando che a luglio che c'è la pioggia e che ti dici che fa caldo ma però che piove. Che piove con il caldo. Come dire che c'è il sole con il freddo. Cioè mi piace pure quando piove che fa freddo ma però che non mi piace quando c'è il sole e fa caldo. Che poi pensavo che quando che uno si mette poi a parlare del meteo, anche tra sé e sé, non è che poi che c'è tanto di più di cose di cui parlare. Parli del meteo quando non c'è più niente da dire o quando che non sai che cosa dire. Allora parli del meteo. Come io a me.                              
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7 GENNAIO 2022
Che c'era una che parlava al telefono e che diceva al telefono ora non posso parlare al telefono.                            
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6 GENNAIO 2022
Ieri che c'era un bambino, al supermercato, che dove che lui che si comprava la 'befana' da solo e che diceva tra sé e sé a bassa voce che diceva, che io lo sentivo che mi prendevo un panino e che lo sentivo che dieceva voglio questo, poi questo, questo, questo, questo, questo, questo, questo, questo, questo. Che aveva riempito il suo carrellino di dolci e che poi non l'ho più visto ma l'ho trovato alla cassa che è andato alla cassa e che io ero dietro di lui e che la cassiera ha detto ma ti sei comprato la befana da solo? e che lui ha risposto di sì, serio, come a dire che cosa vuole ora questa, e che poi la cassiera ha detto sono nove euro e trenta e che lui ha dato dieci euro e che si è preso il resto, lo scontrino e che ha detto ciao e che la cassiera pure ha detto ciao però ha detto pure bello. Ciao bello.                       
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5 GENNAIO 2022
C'era uno, oggi, che mentre che facevo la fila, che diceva che lui questo e lui quello, che lo diceva ad alta voce, mentre che parlava con questo e con quello, e che tutti noi che eravamo in fila che a lui lo sentivamo che lui diceva questo o quello, e che parlava di questo e di quello con le varie persone che gli capitavano a tiro. E lo sentivano anche dietro alla fila e davanti alla fila. Che noi eravamo proprio al centro. Vedi, la fortuna. E che pure loro poi parlavano con lui, cioè che le altre persone, due o tre, mica tutte, che poi si avvicinavano per chiedergli questo o quello perché lo sentivano un esperto. E che lui, mentre che parlava di questo e di quello, e che io ero proprio a un passo da lui e che potevo sentire tutto, alle volte la fortuna, vedi, ho pensato, che io che provavo a non sentirlo mentre che io che volevo leggere delle cose di Ghezzi che mi ero portato mentre che facevo la fila, porto sempre con me dei libri, anche quando vado a fare una piccola fila o una lunga fila o anche quando non ci sono delle file ho dei libri che ho con me in auto, non si sa mai, alle volte, e che leggevo di Ghezzi che delle cose sulla televisione degli anni Ottanta, sempre intelligente Ghezzi Enrico, ho pensato, che però poi lui, questo in fila, mentre che nella mia testa mi veniva da dire che Ghezzi faceva delle analisi profonde e una critica davvero insuperabile e che lui andava veloce con il pensiero, Ghezzi, come che diceva una volta Béla Tarr, che gli aveva detto che lui era veloce con il pensiero, che mentre che pensavo a questo e quando che delle volte che ho incontrato Ghezzi e che abbiamo detto questo e quell'altro, che mentre che pensavo a tutto questo è come se io fossi in un altro mondo e che d'un tratto cascavo in quello in cui mi trovavo lì fisicamente, in fila, e che mi ritrovavo a quello davanti a me che ogni tanto si grattava vistosamente il culo, poi gli cadeva l'ombrello chiuso che aveva in mano, che poi si aggiustava gli occhiali, la mascherina, poi il cappello, poi di nuovo la mascherina, gli occhiali, poi gli cadeva di nuovo l'ombrello, poi la giacca, la apriva e la chiudeva, anche, e poi cacciava dei fogli, poi li rimetteva in tasca, che poi lui che si guardava il cellulare, che poi che parlava al cellulare, poco, ma pure, e che poi si guardava le scarpe, si metteva come sugli attenti e poi a riposo, e tutto questo mentre parlava con questo e con quell'altra persona di tutto un po', dai sottovuoti al Covid, da come denunciare il possesso di un fucile per difesa personale ai prezzi dei carciofi fuori stagione, dalle partite a carte con gli amici ai viaggi all'estero. Che poi, quando la fila è finita, che io mi sono sentito come in un altro mondo ancora, dove ero pieno insieme dei grandi pensieri di Ghezzi, dei pensieri ad alta voce tuttologici di quello in fila, e dei miei stessi pensieri che, devo ammettere, sono i meno interessanti tra i due. Arrivederci.                                
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4 GENNAIO 2022
Quando che io mi sono andato in viaggio l'altra settimana ancora che io ho incontrato un newyorkese che a me mi diceva al banco di in un locale, mentre che lui beveva vino e che io pure, che New York è molto noiosa, diceva, e che preferiva la vita di paese. Che poi ho incontrato a uno di Roma, fuori, ero uscito un po' dal locale, che sempre a me mi diceva mentre che si beveva una birra e fumava e mentre che io bevevo il vino e che lo ascoltavo, mi diceva a me che secondo lui Roma è un casino e che lui che preferiva la vita di paese a Roma, perché la vita di paese è più tranquilla e serena, che Roma, diceva, è un casino, ci sei mai stato a Roma? Un casino, diceva. E che poi, quando che sono rientrato nel locale che c'era una ragazza al banco che mi sono fermato a parlare con lei e che lei mi diceva, mentre che beveva un superalcolico e che io bevevo vino, mi diceva che a lei, per lei, che la vita di paese era noiosa e che lei preferiva la vita di città. Per esempio Roma. Diceva. Che è una città pazzesca, mi diceva. Ed è andata avanti, questa cosa qua, per un po' di tempo. Ad ascoltare le preferenze delle persone. Che poi pensavo che siamo sempre nei posti che dove che non desideriamo di essere.                          
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2 GENNAIO 2022
Fuori c'è la nebbia, che diceva uno stamattina presto a un altro e che tutti e due che però che erano fuori per strada e che loro parlavano però come se stessero dentro, da dentro a una casa da dietro a una finestra in casa, a guardare fuori ma però erano per strada tutti e due e che parlavano della nebbia che c'era fuori come se stessero dentro casa. Che io alle volte mi metto a sorridere quando che sento delle cose così e altre volte che io mi confondo, come a voler cercare a tutte le ragioni una spiegazione ragionevole. Adesso, per esempio, mi confondo. Credo sia tutto quello che io che ho da dire adesso.                     
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