30 agosto 2021

Stanotte che io non ho dormito un che di granché, che poi quando che uno dorme uno che poi non se ne accorge che uno dorme, che se ne sente solo gli effetti del beneficio, mi pare si dica così, di aver dormito, cioè che uno che si sente uno riposato, ma però uno non è che si rende conto di quando che uno dorme, lo sentiamo indirettamente che abbiamo dormito ma lo possiamo confermare "sì, ho dormito". Invece, che uno che quando è sveglio uno si rende conto di non dormire e anche qui lo si può confermare dicendo "sì, non ho dormito". Però credo più a questa seconda che alla prima situazione perché la prima non lo puoi dimostrare se non in modo indiretto, invece che la seconda tu lo puoi confermare proprio in modo diretto. Allora ho fatto una analogia e cioè che allora che tu a me mi hai smesso di pensare ma però non so se in modo diretto o indiretto, come il fatto di prima sul dormire. 

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28 agosto 2021

Che poi che c'è uno che diceva a una che diceva che lei non avrebbe dovuto ascoltare i consigli delle persone, diceva lui. Che io gli volevo dire a lui e a lei che lui a lei aveva appena dato un consiglio e che allora non avrebbe dovuto ascoltarlo ma però poi ho deciso di andare avanti perché anche il mio sarebbe stato un consiglio, cioè un consiglio di fare attenzione agli inciampi di quando che uno che pensa e che dice le cose e che poi che parla. Che il mio sarebbe potuto essere anche persino un consiglio che dici che non è voluto, ho pensato, e allora me lo sono tenuto per me e ho rigato dritto, mi pare si dica così, credo.        

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26 agosto 2021

Mentre che io che correvo che io ho visto a uno che aveva due mazzi di chiavi, che l'ho visto che io corro piano mica corro veloce, e che lui che cercava che di aprire lo sportello dell'auto con il telecomando automatico che ci aveva in mano e che ci aveva due automobili uguali davanti a casa sua e che premeva su un telecomando e che l'altra auto si apriva da dietro e che poi andava dietro e che premeva il telecomando e che si apriva l'auto di davanti. Che a me mi veniva da ridere mentre che correvo e che è difficile correre, respirare e ridere, e allora che io dovevo scegliere a cosa fare e che allora che poi che mi sono messo a continuare a correre però che ridevo anche un po' e che perché che io che vedevo questa scena molto divertente ma poi, mentre che io che correvo, mi sono messo a pensare a come che si arriva che uno che si compra due automobili uguali. Ci pensavo mentre sudavo e che correvo ma che non ridevo. Che a me mi piace di correre. Che non incontro mai nessuno quando corro e che questo a me mi piace. Solo ma però ieri ho incontrato a una ragazza che anche che lei che correva e che a me mi ha detto buonasera e che io le ho detto ciao ma che tutti e due avevamo il fiato corto e che ci siamo sorrisi un po' e che erano verso le 19.    

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25 agosto 2021


A Sperlonga ieri poi sono andato stesso ieri a Gaeta e poi sono andato stesso ieri anche a Formia. Che sono più o meno sulla stessa strada Sperlonga, Gaeta e Formia e che uno che non è che dice che devi fare questo o quello. Che sono andato lì dalla mattina presto a pensare, cioè a lavorare, a fare le ricerche, mi pare si dica così e che poi che poi sono tornato. Più o meno è andata così la mia giornata ieri. 

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21 agosto 2021

Che io ieri sera che ho incontrato una persona che non vedevo da vent'anni o forse che di più pure. Che è come dire che il tempo della mia vita si allunga sempre più verso il passato. L'ho pensato mentre passeggiavo. Poco fa.                  
  
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20 agosto 2021

Quando che io che sono andato a pagare quello che io che avevo bevuto al bar, che ero seduto al tavolino fuori e che mi sono alzato perché che poi volevo andare via e che dopo che avevo bevuto che quando che sono andato dentro a pagare dentro alla cassa, che la cassiera mi ha detto che avrei potuto pagare anche dopo. E che io le ho detto ma dopo quando? E che lei ha detto dopo che io avrei bevuto. E che io le ho detto che avevo già bevuto. E che lei allora ha detto "ah, allora paghi adesso". E ha sorriso, credo, aveva la mascherina, però gli occhi sorridevano. Che mi ha chiesto scusa, guardandomi negli occhi, e che io le ho detto che non era niente, guardandola negli occhi. Poi se ne è andata veloce e ha detto "prego?" a un altro cliente che era lì e che io sono andato via. Non lo so se è un racconto triste e deprimente o tutto sommato un racconto normale. Credo che non sia straordinario, questo è certo, ma però neanche forse triste e deprimente. Allora è normale? Adesso non lo so. Credo.           
  
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17 agosto 2021


In treno che c'è una che dice che al ragazzo che lei gli dice a lui che lui non deve parlare in dialetto perché che il fatto che lui arrivi dalle campagne non va bene per lei perché lei è abituata alle grandi città e che lui deve starla a sentire perché lei parla italiano e che lui invece dialetto. Che lui parla dialetto siciliano e che pure lei ha l'accento siciliano ma però che parla italiano siciliano mentre che lui che parla dialetto italiano siciliano. Che è una discussione che va avanti da molto e che loro due sono fidanzati perché che lui la chiama amore e che lei dice che invece altro che amore perché lei ha sbagliato a mettersi con lui che parla dialetto e che gli fa fare le figure brutte quando che stanno in società, dice lei, e che lui chiede quali figure e lei dice che sono figure brutte che i suoi amici imprenditori che gli chiedono che cosa fa lui e che lui dice in dialetto che lui lavora la campagna e che gli imprenditori non capiscono né quello che lui dice perché parla in dialetto né che cosa vuole dire lavorare in campagna perché che loro lavorano in borsa. E che lei, di questa cosa che racconta, che lei è proprio amareggiata e che lui dice se lei vuole ancora stare con lui perché lui è fatto così e che lei dice di sì e si baciano e poi lei dice di sì perché lei è scema, dice lei. Ora mi metto un po' a leggere ma però che prima cambio anche vagone perché ora che stanno parlando della mamma di lui che dice a lui e anche a lei quando la vede che si devono sposare perché non va bene così, non è bello, dice lui a lei e lei adesso dice che è una donna libera e che lei fa quello che vuole. Se fossimo stati insieme io lo so che avremmo riso poi che ce lo saremmo ricordati anche più avanti questa cosa qua. Ora vado. Ciao.      
  
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16 agosto 2021

Che poi, quando che io che passeggio e che penso non c'è altro che io vorrei fare se non che passeggiare e che pensare. Per esempio non è che mi va di leggere mentre che cammino o che di parlare al telefono o che di guardare il telefono o che di mangiare. A me mi piace di passeggiare e che di pensare e basta. Come in questi giorni che io che passeggio e che alle volte passeggio in città e alle volte in campagna e alle volte nei piccoli paesi e alle volte nei boschi. E che io che passeggio solo e che penso alle mie cose da solo. Qualche volta mi trovo a parlare ad alta voce e a gesticolare e poi penso che sono solo e che a me mi viene da ridere perché parlo come se ci fosse qualcuno al mio fianco che sta lì ad ascoltarmi. Ma però sono solo. E per un poco penso pure che io stia per impazzire perché a me mi hanno detto che sono i pazzi quelli che parlano da soli e che gesticolano da soli mentre che passeggiano. Ma però, come dire, a me non mi interessa di questa cosa qua. A me mi piace di passeggiare e di pensare. Che ieri non sono andato a passeggiare da nessuna parte perché ovunque che io sarei andato ci sarebbe stato qualcuno in giro con la smania del ferragosto ma però che stasera, se vivo ancora, che vado a passeggiare in un paese che a me mi piace. Così posso passeggiare e pensare alle cose che ho fatto e a quelle che desidero di fare.     
  
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11 agosto 2021

C'era uno, verso le sette meno un quarto, stamattina, che diceva a un altro, che si erano incontrati per strada e che ci ero anche io, più o meno, sulla strada, e che diceva: "hai visto, non c'è nessuno in giro. Fa caldo e le persone non escono. Poi d'inverno fa freddo, e le persone non escono perché fa freddo. E adesso non ci sono perché è agosto, stanno tutti in vacanza e qui non c'è nessuno. Che tristezza". E che l'altro ha detto "sì, ha ragione, è così". Lo ha detto un po' frettoloso, come a dire che non ci aveva voglia di stare a sentire che cosa che ci aveva per la testa l'altro che parlava e che diceva che non c'era nessuno per strada mentre che eravamo già in tre, per strada, alle sette meno un quarto, stamattina.               
  
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8 agosto 2021

Che io che faccio molti sogni ultimamente, eppure io non dormo bene che però che quando sogno sogno di baci, di spettacoli, di concerti, di letture, di vacanze, di conferenze, di viaggi in auto, di appuntamenti, di voci, di passeggiate, di morte, di prove di strumenti musicali, di incontri, di cadute, di voli, di raccolta di fiori ma però poi non me ne ricordo neanche uno nello specifico, di questi sogni qua. Cioè non saprei proprio raccontarlo perché che quando mi sveglio che io mi ricordo che solo i temi dei sogni, per esempio che ho suonato quello strumento ma non come, con chi, dove, come ci sono arrivato. Che sogno di passeggiare ma non so dove, con chi, perché, quando. E che allora che io sogno molto in questi giorni qua ma però non lo so se questa cosa qua è come sognare veramente. Che per me è come che se io leggo solo i titoli dei libri e dico di aver letto tutto il libro. Non è vero che l'ho letto tutto. Cioè, se l'ho fatto non me lo ricordo e allora è come non averlo letto. Però lo hai letto, qualcuno potrebbe dirmi, sì però non me lo ricordo, potrei rispondergli. Però lo hai letto, mi direbbe. Sì, però non me lo ricordo, gli direi. E più o meno potremmo andare avanti così. Con questa voce immaginaria che mi dice che io l'ho letto e con l'altra mia voce immaginaria, la mia, che gli dico sì però non me lo ricordo. Ci sono giornate che vado avanti così. Non molte. Alcune.              
  
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7 agosto 2021

Allora che io ho aiutato a una ragazza a salire in treno le sue due grandi valigie e che poi la ragazza a me mi ha detto in inglese grazie e che io le ho detto prego, in inglese. E che poi mi sono messo seduto e mi sono messo a leggere e che io non ho guardato né più né la ragazza e né più né le sue valigie e né più né fuori ma che ascoltavo la mia voce che dentro di me leggeva le cose che io leggevo e che poi, dopo diverse pagine del libro, che ho alzato lo sguardo e che ho visto che la ragazza si era addormentata sulle due grandi valigie, poco lontano da me, e che con la testa sopra le sue due grandi valigie e che le abbracciava e che mi sono girato intorno, che non c'era seduto nessuno dove che ero seduto io, e che vedevo che nel treno che dove che ero c'era chi dormiva, chi rideva guardando il cellulare, chi parlava al telefono, chi guardava il cellulare, chi giocava con il cellulare, chi dormiva, chi guardava il cellulare, chi dormiva, chi parlava al telefono, chi mangiava e guardava il cellulare, chi dormiva, chi parlava al cellulare, chi guardava il cellulare con le cuffiette nelle orecchie. Che poi mi sono girato di nuovo dove che c'era la ragazza e che lei dormiva con la testa appoggiata sulle valigie e che l'ho guardata un po' come dormiva e che seguivo il mio sguardo lungo le sue braccia che abbracciavano le sue due grandi valigie come a dire a tutti quelli che la guardavano "queste sono le mie valigie". Che nessuno altro leggeva o che nessuno altro si guardava intorno per guardarsi intorno. Che poco dopo che io poi sono sceso a Cassino. E non so altro. Di nessuno di quelli che erano lì in quel treno. Poi ho guardato l'Abbazia di Montecassino dalla stazione e ho sentito come un solletico nella pancia che io pensavo ai libri antichi.              
  
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3 agosto 2021

Che sono passato accanto a un ristorante e che il ristorante che si chiama "Il cavallino bianco" e che dove che l'insegna quella che poi che affaccia sulla strada che sull'insegna che uno che legge "Ristorante Il cavallino bianco" ma però che poi che c'è disegnato sull'insegna un cavallino nero. Che a me la parola cavallino mi fa tenerezza ma però volevo dire che la scritta parla di un cavallino bianco ma però il disegno mostra un cavallino nero. Tutto colorato di nero. Forse è grigio il cavallino ma però certamente non bianco. Che ho pensato a quando che a me mi dicevano "di che colore è il cavallo bianco di Napoleone?" e che io che ci pensavo su e che non potevo che rispondere "bianco" perché che la risposta era nella domanda ma però che io oggi vorrei dire che non è detto che un cavallino bianco deve poi che essere bianco e che posso riformulare la domanda anche in questo modo qua: "di che colore è il cavallino bianco dell'insegna?" e che la risposta è "nero". Forse grigio. Ma non bianco.        
  
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1 agosto 2021

Apro la bocca davanti allo specchio e che io penso a che tu che mi manchi molto mentre che mi guardo allo specchio e apro la bocca, come l'urlo di Munch. Ma non urlo però, ma faccio solo la stessa espressione. E allora imito Munch, che uno dice Munch e subito pensa all'urlo, credo, ma però ha fatto anche altri dipinti, però adesso imito l'urlo davanti allo specchio. E che "tu mi manchi" è l'anagramma di "imita Munch". Volevo dirtelo. L'ho fatto qualche settimana fa questo anagramma. Volevo dirtelo.  
  
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