8 maggio 2021

Che ci sono dei giorni che poi capita tutto come se uno dicesse che la mattina ti svegli con quel tema che poi ti ritrovi uguale tutto il giorno. Per esempio che a me, l'altro giorno, che sono entrato in una libreria e che io ho comprato una raccolta di poesie giapponesi, da inizio novecento a oggi, con i poeti che ci sono alcuni poeti che sono bellissimi, giapponesi, che io non conoscevo proprio affatto, e che, poi, che sono andato sul lago a leggere queste poesie e che le anatre e anche i cigni che erano lì mentre che io leggevo le poesie in italiano dei giapponesi e che c'era una coppia giapponese che guardava il lago dove che io stavo e che io leggevo le poesie giapponesi mentre che loro leggevano i loro cellulari. E che poi che io ho incontrato Martina, di pomeriggio, e che siamo stati un po' insieme e che abbiamo giocato molto e che poi abbiamo anche giocato a parlare in giapponese e che a cena, poi, quando eravamo a cena, che io ho trovato che a me mi cucinavano il riso giapponese e che poi a sera non mi pare che io abbia sognato qualche cosa di giapponese quando mi sono addormentato ma però che la mattina dopo che mi dicevano che Martina che si era svegliata che parlava ancora giapponese. Credo sia tutto.  

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4 maggio 2021

Quando che io passeggio che io incontro le persone che io saluto sempre le persone che io mi incontro e che loro mi salutano pure a me. E che loro a me, pure mi rispondono ma però non tutti mi salutano. Che allora che chi non mi risponde che c'è che si vede che mi guarda a lungo e che si domanda perché mai che io lo saluto giacché poiché che non ci conosciamo. Che, invece, le persone che mi rispondono che c'è che si vede che loro mi rispondono come a dire che bello che uno che quando si incontra in una strada isolata e che si è solo in due, allora che è bello che uno si saluta. Anche per educazione, poi. Che è questo che io mi leggo in loro. Che allora che avevo fatto un esperimento: avevo provato a non salutare volontariamente, che io volevo fare questo esperimento e che allora ci siamo incontrati solo io e lei, un'altra persona che non conoscevo, in questa strada isolata, e che io non l'ho salutata e che lei poi mi ha detto buongiorno ma che io non ho risposto e che lei poi ha insistito per una seconda volta come a dire che io forse la prima volta non avevo sentito e che mi ha detto buongiorno di nuovo. E che allora la seconda volta che io non avevo proprio resistito al saluto e l'ho salutata e che ci siamo sorrisi. Che io allora ho imparato che prima di dire che le persone non salutano devo provare a salutarle due volte. Che alla seconda volta posso essere certo che loro non mi vogliono salutare. Non alla prima. L'ho imparato qualche giorno fa, questa cosa qua.


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3 maggio 2021

Una ragazza a me mi guardava come per dire che io a lei gli piacevo. Così che mi sorrideva pure e che lei poi abbassava un po' lo sguardo e che si toccava pure un po' i capelli, con la testa messa un po' di lato e che poi cercava sempre il mio sguardo. Che allora io ho pensato che questa cosa qua che era una mia supposizione, cioè che ero io che pensavo che lei faceva così che perché io a lei gli piacevo ma che non era così. E che allora non l'ho più guardata alla ragazza e che perciò, di conseguenza, non so se più se che lei mi guardava ancora dopo che io avevo fatto le mie suddette poco convincenti persino per me supposizioni. Ma ho tenuto forte le mie supposizioni, fino alla fine di quel momento. Quando dopo poi non l'ho più mai vista.     


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