26 luglio 2021

Vado spesso molte volte nei negozi di giocattoli, così come che vado spesso nelle librerie. Che potrei dire che sono i due luoghi che io che mi frequento più spesso. Che nelle librerie che io ci vado per vedere e per comprare i libri, per aggiornarmi, anche, certamente. E che nei negozi di giocattoli, la stessa cosa, anche, per vedere, comprare e aggiornarmi. Che allora sono andato in questo negozio di giocattoli, di solito sempre negozi diversi, che dove che quando che entro che io mi prendo gli appunti di come è fatto questo, di come che somiglia a quest'altro, di questo gioco che è nuovissimo e cose così e cose cosà. Che poco prima io mi sono andato in un negozio di giocattoli e ho comprato un giocattolo che oggi mi metto a studiare. Che così, quando che mi chiedo che cosa ho fatto oggi, quando che me ne vado a fare la nanna stasera, che io mi chiedo sempre che cosa ho fatto oggi e come l'ho fatto e perché l'ho fatto e che allora che dico che posso dire che ho studiato un giocattolo, con serietà perché dovevo capire certe cose. Che allora, mentre scrivo, mi rendo conto che la giornata è ancora al mattino e che ancora non è finita. Che ci sono dei giorni che già al mattino che uno già pensa già a quando se ne va a dormire. Pensa. 
  
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25 luglio 2021

Uno a me mi ha incontrato per strada e che mi ha detto se ero proprio io. Che gli ho detto di sì, che ero proprio io quello che aveva incontrato ma che però che non so a che cosa che lui che si riferisse. E che lui ha detto "ah" e io gli ho detto "ciao". Che lui è andato di là e che io poi sono andato dove che dovevo andare. 
  
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22 luglio 2021

Prima al distributore che fuori la strada che era scritto CHIUSO ma che dentro il distributore era aperto, che mentre che il benzinaio che a me mi metteva la benzina, cioè il diesel, non è che posso dire il dieselaio, credo, e che poi resta comunque che sempre benzinaio anche se mi mette il diesel, non lo so adesso poi cerco di capire, e che comunque volevo dire un'altra cosa e che cioè che io gli chiedevo come mai che c'era la scritta CHIUSO sul cartello fuori la strada se poi che loro erano aperti perché poi gli automobilisti che leggevano CHIUSO e non si fermavano ma però che loro erano APERTI e che lui, il benzinaio, a me mi rispondeva che le persone guardano, non leggono. Che questa sua risposta a me mi ha fatto molto pensare e che mi venivano in mente le cose come che per esempio volevo fare un discorso sul rapporto tra l'immagine e la parola, cioè che è molto più efficace l'immagine invece che della parola, cioè che funziona più che se uno guarda per capire che se uno vuole leggere per capire, e che poi gli volevo chiedere che tipo di relazione c'è tra questa questione dell'immagine e i social, per esempio instagram che è tutto immagine e per esempio facebook che è per gran parte che è scrittura, che il successo di instagram sarà dato proprio da questa tendenza all'immagine e non alla scrittura? E che WhatsApp per esempio era soprattutto scrittura ma ora è soprattutto audio e che dunque, ancora una volta non si legge ma si fa altro per capire. E che gli volevo chiedere la sua opinione ma che però che lui poi mi chiedeva di farmi un po' più avanti con la mia auto che ci erano le altre automobili dietro che dovevano fare la benzina e che allora che il mio farmi più avanti per lui voleva dire che dovevo andare. Che mi è sembrato un distributore per metafore dove si dice una cosa ma sotto si dice altro. A me mi è piaciuto molto.  
  
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18 luglio 2021

Che ero lì da solo e che mi bevevo un po' di acqua prima di parlare in pubblico che dovevo dire questo e quello in pubblico e che allora che lei si avvicina, mai vista prima, e che a me mi saluta con un sorriso e mi dice questo e quello e che poi mi chiede se mi può toccare la barba e che io le dico di sì mentre che lei mi guarda negli occhi mi chiede questa cosa e che io pure la guardo negli occhi mentre che le rispondo di sì e che allora che lei mi tocca la barba, così, e mi dice, così, che la mia barba è come le reti di pesca dei pescatori, che le ricorda le reti di pesca dove lei si è imbrigliata ora, così, e che me lo dice con gli occhi chiusi mentre che lei mi tocca la barba, in pubblico, e mi è vicino e che lei ha gli occhi chiusi e mi tocca la barba. Che io le guarda gli occhi chiusi di lei e che lei mi dice che vorrebbe stare adesso da un'altra parte con me e non lì davanti a tutti e mi dice che vorrebbe stare con me sulla spiaggia, a sentire il mare della mia barba, mi dice così. E che poi mi sono venuti a chiamare che dovevo parlare in pubblico e dire questo e quello e che parlavo in pubblico, poi, che ero come in balia delle onde.

  
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17 luglio 2021

Che a Roma mentre che guardo una statua, che le statue sono fatte per essere guardate, che sento che due voci che parlavano nel silenzio non proprio silenzioso della piazza e che, tra le altre voci, ecco, che due voci che si facevano sentire più delle altre e che mi sono girato e che una voce femminile che diceva "tu non sai niente di me, capito?" che diceva questa cosa qua a un uomo e che tutte e due erano seduti su una panchina che era poco distante dalla statua ma in un punto che le loro voci che correvano nella piazza e che si sentivano come che se urlassero loro due, per dire, ma però non urlavano le loro voci. Che l'uomo sorrideva mentre che la donna che diceva "che hai da ridere?". E che l'uomo a questa domanda rispondeva con un altro sorriso e che la donna poi non diceva più niente e neanche l'uomo diceva più niente neanche con un sorriso e che aveva preso il cellulare nel frattempo e che controllava le cose mentre che lei si accendeva una sigaretta e che guardava a terra e un po' a lui. Che dalla statua mi sono messo a guardare l'umanità, che pure la statua è l'umanità ma però è una umanità diversa, se così posso dire. E che questa cosa qua che io mi sono ricordato di quella volta, che non è stata solo quella volta, che tu a me mi avevi detto che solo io, solo io, ti capivo veramente. E me lo dicevi mentre piangevi, tanto. Ci sono dei salti della mente che alle volte mi lasciano così, fermo, incapace poi di continuare a guardare le statue e quell'altra umanità. 

  
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15 luglio 2021

Ho parlato a lungo con due bambine e che con le due bambine con cui che parlavo mi dicevano questo e quello e che mi parlavano dei colori e dei giochi e dei giocattoli e dei vestiti e dei cartoni animati e dei tablet e di questo e che poi di quello. E che io ascoltavo e che io pure dicevo questo e quello e che parlavo di giochi, dei colori, dei giocattoli, non parlavo dei vestiti, parlavo dei cartoni animati, e non parlavo tanto del tablet ma però che conoscevo i giochi che dicevano che loro facevano sui tablet, e che poi dicevo questo e che dicevo quello. E che mentre che io che parlavo poi una delle due bambine all'altra, come sanno fare le bambine, e pure i bambini, devo dire, che una bambina ha detto a bassa voce all'altra bambina ma però che era ad alta voce, che secondo lei che io avevo una rotella fuori posto e che l'altra si è messa a ridere e che pure la bambina che lo aveva detto che si era messa a ridere e che pure io che mi ero messo a ridere perché avevo sentito tutto e che la bambina ha detto che io ero strano e che quando che le ho chiesto il significato del concetto di strano che lei ha detto "boh, sei strano" e che rideva. E che allora che io volevo sapere quale che fosse che era la sua idea di stranezza e dell'idea di avere una rotella fuori posto e che lei ha detto che io ero strano perché che io che parlavo con il mio cervello perché che poi mi dicevano che dire strano è dire una cosa bella e che anche dire che uno ha una rotella fuori posto, che se lo dici con il sorriso significa una cosa, mi dicevano le bambine, e che se invece lo dici che non ridi, significa un'altra cosa, mi dicevano le bambine. Ecco.

  
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13 luglio 2021

Oggi mentre che guidavo che io ho rivisto un cartellone che sopra cui che c'è scritto "Fittasi capannoni esistenti" e che allora, come tempo fa, anche prima, poco fa, quando che l'ho visto questo cartellone, che l'ho rivisto prima, che a me mi sembrava che si possono fittare allora anche cose che non esistono, ancor prima di farle, si fittano. Per esempio. Ho pensato. Si fitta persino l'invisibile. Mi è venuto da dire ad alta voce, mentre guidavo.

  

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8 luglio 2021

Poco prima che io che ho sentito a uno che diceva al telefono "al di là di me, tu che cosa pensi di me?"
. Che allora che io mi sono fermato un attimo a per sentire la risposta ma che però che io la risposta non la potevo sentire veramente e che allora che io volevo dire che volevo vedere come che la persona faceva mentre che quando che sentiva la risposta della persona che gli dava la risposta al telefono e che la persona, mentre che ascoltava la risposta al telefono, faceva con la voce "eh", "ah", "eh sì", "eh", "sì", "eh", "eh", "mh" e che poi che annuiva con la testa e che si grattava la guancia. Poi sono andato via e non credo di aver capito granché ma però che poi credo che questa sia una mia risposta alla sua domanda. 
  

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4 luglio 2021

"Volevo aggiungere una considerazione a margine" è una frase che io che non sento pronunciare da molti mesi. Credo che sia stata la prima cosa che io alla quale che ho pensato stamattina, dopo però che avevo pensato alla ragazza che ho incontrato ieri e che ci siamo guardati a lungo, lei e io, senza dire altro. E che lei poi guardava anche un po' da un'altra parte, un po' fuori da dove eravamo insieme, come pure io ma che però che poi ci tornavamo a guardare negli occhi e che non ci siamo detti niente agli occhi degli altri che ci guardavano ma però ai nostri occhi che ci siamo detti tante cose, per esempio. Che allora che io ho capito che quando che due che si guardano, che solo loro due che sanno cosa succede tra loro due che si guardano. E che, devo dire, per un po' che a me mi pareva un po', quei nostri sguardi, come questa scena di questo film QUI
  

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