21 aprile 2021

Mentre che io studiavo che prima io ho letto questa frase così che iniziava così: "La sera di un giorno del 1865" e che io, quella espressione "la sera di un giorno" che a me mi ha portato lontano, come è che poi fanno i versi di una poesia, con le metafore, che mi portano lontano, pure da me, anche se sono sempre io, diverso da me ma io. Che pure Leopardi aveva scritto la sera di un giorno quando che scriveva "la sera del dì di festa". Che a me, ci sono dei versi di questo canto, che io mi sento dentro, dentro in me:
"Questo dì fu solenne: or da’ trastulli
Prendi riposo; e forse ti rimembra
In sogno a quanti oggi piacesti, e quanti
Piacquero a te: non io, non già, ch’io speri,
Al pensier ti ricorro."
Che io, adesso, sono indistinto.           


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20 aprile 2021

Mi è arrivata una email dove che c'è una ragazza che mi scrive a me e mi dice che vuole diventare la mia ragazza. Senza troppi giri di parole. Lei è diretta nella presentazione e che mi scrive in italiano e che lei, la ragazza, a me mi ha mandato anche una sua fotografia dove che si presenta appoggiata a un muro, di sera, in un paese dell'Est, è sera, forse è primavera o quasi estate, che si intuisce che c'è un clima sereno lì intorno, che poi alle spalle c'è un palazzo, che poi c'è un fiume, che il clima è disteso, che non è circondata da persone. Che allora a me mi sembra proprio un bel posto dove passeggiare da soli e dove farsi scattare una foto e che dove che ci si bacia e che dove che poi che si guarda il fiume e poi il cielo e che poi si parla di questo e di quello. Che io ho pensato subito a chi le avesse scattato quella fotografia. Forse un amico? Forse un'amica? Forse sua sorella? Forse suo fratello? Suo padre? Sua madre? Il suo fidanzato? La sua fidanzata? Non era un selfie, questo è chiaro, ma poteva essere un autoscatto? Chi le aveva scattato quella fotografia? La mia, ho pensato, è già gelosia? Perché che io mi facevo tutte quelle domande perché non la conoscevo? Me lo sono chiesto per un po' ma poi ho continuato a guardare la fotografia di posa dove che lei che indossa, lei ha un vestito leggero, che ha una giacca di jeans, che ha la testa leggermente piegata e accenna a un sorriso. Un bel sorriso. Si appoggia al muro, una mano è lungo il suo corpo che mentre che l'altra mano è poi appoggiata sul muro e che il muro le arriva all'altezza del bacino. Un muretto, direi. Non un muro. Che poi lei è bionda, capelli lisci, lunghi un po' fin dopo le spalle. Ha una gonnellina a fiori, bella, al di sotto del ginocchio, e la leggerezza della gonnellina fa il verso alla leggerezza del momento, alla sua proposta che lei a me mi fa che dice che lei vuole diventare la mia ragazza. Indossa una t-shirt sopra alla gonnellina che a mi pare che sia di colore rosa chiaro. Scarpe da ginnastica. Che poi la gonnellina è bianca con fiori decorati a fiori. Che lei è magra, è accogliente e a me mi dice che è una bella ragazza. Sì, è bella, la guardo e che lei si presenta a me con una fotografia di posa, leggermente di profilo, che è la posa di una giovane ragazza che a me, senza troppi giri di parole, nella sua presentazione dove si presenta, a me mi dice che lei è bella e che vorrebbe stare con me, che lei vorrebbe diventare la mia ragazza perché, dice, che anche io sono bello. Dice che è una ragazza straniera e che vuole diventare la mia ragazza italiana. Senza troppi giri di parole me lo dice. Senza troppo dire né questo né quello. Lei è fatta così. Ho imparato già a conoscerla. Ancora non le ho risposto.

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17 aprile 2021

Prima, che io passeggiavo, e che io allora che ho alzato lo sguardo a un balcone di una casa dove che io che ci passavo accanto mentre che passeggiavo e che io ho visto delle lenzuola ad asciugare, su questo balcone, della casa, al sole. E che a me mi è venuto da pensare, appena li ho visti, che avevo pensato che lì dentro in quelle lenzuola che io che guardavo adesso e che mi avevano fatto fermare dalla passeggiata, per un po', almeno, che io pensavo a chissà chi che si era messo a sognare in quelle lenzuola e a fare l'amore e a piangere e a ridere e a sentirsi male, e forse anche a morire ma quelle lenzuola poi si buttano, non saprei, e a litigare e a desiderare un'altra persona lì dentro e parlare e a pensare a questo e a quello o prima di dormire o appena sveglio o senza dormire o dormendo anche per giorni interi, che uno è triste, o a restare svegli senza dormire perché si è tristi e che poi pensavo che, lontano da casa, forse chi le aveva stese quelle lenzuola, che poi le aveva desiderato le sue lenzuola come non mai quando era lontano da casa, quel profumo di casa e la piacevolezza delle lenzuola di casa propria. Che io, quando che io viaggiavo che a me, le volte che io dormivo sotto le panchine, sotto, non sopra, ma adesso sarebbe troppo lungo da spiegare questa cosa del sotto e non del perché sopra, che io a me qualche volta mi venivano in mente le mie lenzuola, che le ho desiderate, talvolta, quando dormivo sotto le panchine. E che quelle lenzuola che vedevo ora, adesso, prima quando che io che passeggiavo, che chissà chi le aveva poi messe le lenzuola al sole, ad asciugare al sole, che è come dire che si asciugano tutti quei pensieri delle lenzuola, che io la vedevo così questa cosa, prima, mentre che io che passeggiavo. E che poi le lenzuola si lavano di sabato, di solito, pensavo, che poi la sera che uno si mette in delle lenzuola pulite e che poi che la domenica siamo tutti puliti che una settimana si mettono delle lenzuola e un'altra settimana altre. Si fa il cambio. Mi pare.              

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15 aprile 2021


Che un ragazzo e una ragazza, che essi loro erano seduti su un muretto, che anche se è zona rossa che le persone che stanno ormai in giro come se fosse una zona qualsiasi, di qualsiasi colore, ormai, e che io che ero uscito a fare una passeggiata, ormai, e che mentre che io passavo accanto a loro, ormai, che io che sentivo che loro che insieme, il ragazzo e la ragazza, che essi parlavano di Ungaretti. Che a me mi sembrava bello che per loro che ci era anche Ungaretti, oltre alle altre cose, ormai.    

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11 aprile 2021


Poco fa che io ho visto una signora che usciva dal balcone di casa e che lei che prendeva un maglioncino che lei aveva lavato e che lei che stava facendo asciugare al sole, che lo ha toccato, prima di prenderlo, il maglioncino, e che poi ha tolto le mollette che lo tenevano fermo che lei si è messa il maglioncino subito dopo che lo aveva toccato e che poi lei è rientrata di nuovo in casa. Che a me la signora di poco fa a me mi sembrava come quel contadino che guarda i frutti del proprio albero, ne tocca qualcuno per vedere come sono, e che poi ne prende uno e che se lo mangia e che poi che continua a camminare nella sua terra.  

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10 aprile 2021

Uno, nel supermercato, ieri sera, erano le 20:21, nella corsia dove che c'ero anche io, che cantava insieme alla musica che si sentiva nel supermercato dagli altoparlanti, che lui che cantava ad alta voce "metti un po' di musica leggera perché ho voglia di niente" mentre che sceglieva il tonno. 

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7 aprile 2021


Ci sono poi delle espressioni che a me mi spengono il cervello. Come per esempio "all'insegna di", che quando che io la sento o che la leggo, poi io non sento o non leggo più niente. Che io non lo so che cosa che a me mi capita ma però è più forte di me che è come se a me mi togliesse l'energia quella espressione lì. Soprattutto quando che la trovo dove che si dice "all'insegna del divertimento". Tranne adesso, che quando che la scrivo, che riesco ancora a scriverla e ad avere le energie per dire questa cosa qua ma però a me mi si spegne il cervello. Quando la sento dire o che la leggo. Come adesso. Per esempio.        
                            
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6 aprile 2021

Che erano verso le 3, di stamattina, che io mi sono alzato dal letto e che poi io ho guardato un po' fuori e che allora che io che mentre che io guardavo un po' fuori che io mi guardavo anche un po' dentro.       

                            



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