15 novembre 2021
Quando che io mi vado dai dottori, a me mi sembra di stare sempre che io sto in un altro tempo spazio temporale. Che io, devo dire, che nelle sale d'attesa, che vedo quasi sempre, ma però più sempre che quasi, dei calendari che sono in un altro mese, molto più raramente proprio in un altro anno, che per esempio venerdì scorso che io sono andato da un dottore e che il dottore aveva il calendario "ottobre 2021". E che l'altra settimana ero stato da un altro dottore che aveva il calendario fermo a "giugno 2021" e che uno, che uno che quando che per me era "luglio 2021", cioè non solo per me, che lui lo aveva ancora che nel suo studio era ancora "dicembre 2020". Che poi questi calendari così sono al muro e che sono anche un po' storti, messi storti al muro. Che a me mi ha fatto una tenerezza, mi ricordo, che quando che io l'ho visto al dottore e che io glielo ho detto che eravamo a luglio 2021, che fuori era caldo e che io ero sudato e che lui era rosso in volto, e che lui a me mi ha detto, freddamente, che per lui il tempo non esiste. Che sorrideva da dietro alla mascherina mentre che me lo diceva e che io pure poi mi sono messo a sorridere. Che poi mi ha detto mi dica e che io gli ho detto.        

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9 novembre 2021
Prima che io ho sentito a una ragazza che diceva al telefono che lei non ha capito niente di come è fatto lui che lui, diceva lei, che lui fa sempre così e che lei non ha capito niente e che non lo capisce mai. Lo ha detto più volte che lei non lo capisce mai, al telefono. Che io allora ho pensato che se lui fa sempre così e che lei non ha capito niente e che non lo capisce mai allora vuol dire che lei non ha capito mai niente di lui giacché poiché lui lo fa sempre così che chissà che mi sono domandato se lei non capisce niente solo talvolta di lui perché quel sempre che lei diceva a me mi sembrava esagerato perché almeno una volta lo deve capire anche per esempio quando che lui la chiama e le dice ciao che lei lo deve capire non è che dice subito scusa non ho capito. Almeno una volta lo capisce. E allora non è sempre, ho pensato, che non lo capisce. Poi ho continuato a scrivere che sto scrivendo. Ciao.        

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6 novembre 2021
Sono settimane, forse addirittura mesi, oramai, che io che che non sento più pronunciare "parso", che è come quando che uno dice "mi è parso di vederti". Che ci faccio caso a quando che le parole delle persone che le persone le pronunciano. L'ultima volta a me lo aveva detto una ragazza dicendomi che gli ero parso allegro quel giorno. E a me mi era suonato così bello non perché antico ma perché chiaro.   

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1 novembre 2021
Io quando che io penso a che quando che cambia l'orario che a me mi viene da pensare come a ieri, quando è cambiata l'ora, cioè l'orario, che poi la mattina quando che era cambiata che io mi ero svegliato con l'orario nuovo, cioè cambiato, anche un po' io, al di là dell'orario che cambiava, che io cambio tutte le mattine anche se non si direbbe, e anche tutte le sere, prima di andare a dormire, cambio in continuazione, se ci penso. Che allora ho pensato che avevo dormito un'ora in più e che avevo messo indietro l'orario di un'ora in meno, ci pensavo mentre mi mettevo i pantaloni e poi ancora mentre facevo colazione e che allora avevo pensato a un proverbio che forse quello che avevo pensato poteva essere più un proverbio che mentre che pensavo a questa cosa, mi è venuto da pensarci mentre aprivo il garage che io stavo per uscire e che però che era più un indovinello, ho pensato, che fa così "Una cosa in più per toglierne una", suona proprio come un indovinello, pensavo mentre che aprivo il garage. Non come un proverbio. Che non lo so dire se è un indovinello facile o difficile, pensavo mentre che ormai ero in automobile e che guidavo e che mettevo la seconda e poi la terza e poi le altre marce e così avanti e indietro. Che una volta, non c'entra niente con l'indovinello o con il proverbio, che una volta mi ero messo in testa di contare i numeri delle marce fino a fine giornata, per capire che somma totalizzavo a fine giornata, che invece di dire dove sei stato oggi che uno dice quanto hai totalizzato oggi, e che poi uno poteva fare il raffronto tra i chilometri e le marce totalizzate per capire anche il percorso di strada fatto, cioè che mettevo la prima, poi la seconda e allora era già 3 e poi la quarta ed avevo totalizzato già 7 poi di nuovo 3 e allora ero già a 10. Poi se mettevo la retromarcia dovevo scalare il valore dell'ultima marcia messa. Però non l'ho mai fatto veramente se non fino a un forse fino a un certo punto poi non è più possibile guidare e calcolare insieme, che sono funzioni del cervello completamente diverse e che allora che uno non lo può fare. Che però volevo dire, tornando all'indovinello, che adesso che non so neanche se sia veramente un indovinello quello che avevo pensato, che forse potrebbe essere più un proverbio ho pensato anziché che un indovinello. Poi non ci ho pensato per tutta la giornata ma che però che ci sto pensando di nuovo adesso e allora ci sono delle frasi che suonano come proverbi e delle frasi che suonano come indovinelli. Questo suona come un indovinello. Per me è così. Penso. Adesso apro un po' il balcone che faccio passare un po' di aria che oggi ho studiato tutto il giorno mentre che guardavo fuori che pioveva, ogni tanto, guardavo fuori. 
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