Però voi rabbini siete pure gente seria

LIBRO

illustrato: disegni b/n dell’autore

numero pagine: 70

impaginazione: a cura dell’autore

dimensioni (appros.): largh.15cm x alt.21cm

caratteristiche: chiusura con punte metalliche; carta 90g color avorio (carta edizioni 1.7); copertina patinato opaco 150g

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2015

quaderno realizzato artigianalmente

Esaurito

Descrizione

racconti tortuosi e bizzarrissimi

e altre 301 storie di un rigo o poco più

autobiografia della barba dell’autore

 

Anteprima

di Massimo Gerardo Carrese

 

storia n. 16

una volta un uomo, in un supermercato, mi chiese consigli su come farsi crescere la barba.

storia n. 21

c’era una signora che chiamò i carabinieri che quando vennero i carabinieri era per la mia barba.

storia n. 43

c’era samantha che mi scrisse il suo numero di telefono perché, mi diceva, che di me l’aveva colpita solo la mia barba e che quindi me lo meritavo, il numero di telefono.

storia n. 60

una volta una signora, davanti alla porta d’uscita di un centro commerciale, mi guardò e si spaventò. fece un urletto, lo disse pure al marito che aveva fatto un urletto.  

storia n. 73

marianna metteva la sua testa nella mia barba e poi mi guardava negli occhi. lo faceva di mattina presto.

storia n. 76

un barbiere, una volta, mi disse che io rappresentavo il suo fallimento.

storia n. 84

una volta, in piscina, due bagnini si misero a discutere se potevo fare il bagno con la cuffia o senza cuffia, per la barba. io aspettavo a bordo piscina.

storia n. 101

c’era una ragazza che diceva che volevo fare il tipo egocentrico, con la barba. che avevo la barba per farmi guardare.

storia n. 121

«sei bellissimo» mi disse una ragazza. «cioè la tua barba è bellissima» si corresse.

storia n. 151 (bis)

«somigli a gandhi» mi disse uno. e quando io dissi che però gandhi non aveva la barba, lui mi disse che era per il principio.

storia n. 169

sulla patente sono senza barba e quando mi ferma la polizia o i carabinieri o la finanza per un controllo, mi guardano a lungo. poi però riparto. una sola volta, un poliziotto, mi disse che quello in foto non potevo essere io. poi non so come ma si convinse.

storia n. 219

«ma usi il balsamo?»

 

 

sezione racconto, in forma sgrammaticata

Barbaramente di moda

Che, si dice, che la barba in questi ultimi mesi sia di moda, anche tra gli uomini, perché io, non so voi, ma io ho visto negli ultimi tempi anche le donne con le barbe. Che allora, si dice, che se c’è un vip che porta la barba che allora, si dice, che allora la possono portare tutti. E che questa cosa qua fa moda. E che quasi tutti gli uomini ormai si portano la barba sulla faccia e che si tirano i capelli dietro e che si fanno la coda di cavallo e che hanno la barba lunga o più o meno lunga. Che poi la lunghezza che è poi soggettiva. Che io posso avere la barba lunga ma che però uno mi dice che ho la barba corta. Che io volevo dire che, prima di questa moda, che gli uomini non mi guardavano più di tanto o che non mi guardavano con interesse o se mi guardavano che mi guardavano per ridermi in faccia perché, si dice, che se porti una barba che le persone gli fa strano che ti prende per uno selvaggio, che è uno che non è come loro, che sei fuori da un contesto e che poi, l’ho detto già in altri spuntisunti, che poi ci sono anche quelli che ti vengono vicino e che ti fanno un sacco di domande o che poi ti fanno anche dei gesti che proprio non dovrebbero fare o che ti chiamano in tutti i modi possibili. Che, certo, che questa cosa qua dipende anche dal paese o città dove vai ma che però io ho un elenco di cose che mi hanno detto sulla mia barba e che io ho pure i testimoni che l’hanno sentito e che mi è successo a Palermo, a Milano, a Napoli, a Berna, a Parigi, a Gabes, a S.S. Giovanni e Paolo, a Castelpagano, a Roccaromana, a Rho, a Thun e che io voglio dire che dipende dal paese o città dove vai ma che questa cosa qua di prenderti in giro scherzosamente o di offenderti offensivamente che questa cosa qua capita ovunque. Ma che devo dire che da quando c’è questa moda qua di portare la barba che a me mi pare che io a me mi pare che cammino più tranquillo per strada che nessuno che mi dice più niente ma che erò io mi sento più osservato. Non che prima non lo fossi ma che però adesso mi sento più osservato dagli uomini. Che prima gli uomini mi guardavano solo per farsi una risata sulla mia barba, che poi me lo dicevano in faccia che loro ridevano per la mia barba e che poi chiamavano anche gli amici e che pure gli amici ridevano per la mia barba e che finiva che ridevo pure io. Che io adesso generalizzo ma che però sono cose che sono capitate e che capitano spesso. Che le donne, che io devo dire, che le donne mi guardavano già prima ma che però anche più ora mi guardano più di prima. Devo dire. Che io una differenza che io non la vedo ma che io devo dire che se ridevano prima che adesso ridono però un po’ di meno adesso perché adesso, si dice, che loro, uomini e donne, che si sono abituati a vedere gli uomini con la barba, che prima, chissà, che prima non erano abituati. Credo. Che allora se la porta un vip la barba che allora si abituano subito e che allora pure loro la possono portare la barba, uomini o donne. Che io porto la barba perché mi piace, mica perché seguo una moda o perché voglio fare il tipo anticonformista. Che poi c’è anche quello che crede che io ho la barba perché voglio distinguermi, come dice quello, dalla massa. Che io me ne sbatto di queste cose qua, di quello che dice e di quello che lo dice. Che io ho la barba che io sono 11 anni buoni che ho la barba e che io la porto perché a me la barba mi piace così come mi piace il caffè o che mi piace di suonare. Che sono gusti. Che però questa moda di portare la barba che fa sì che ora gli uomini mi guardino di più e che le donne non ridono più come prima o che si spaventano di meno, addirittura, o che non faccio così impressione, quando mi incontrano, che adesso gli uomini che prima ridevano che adesso gli uomini mi guardano e che mi osservano. Che io devo dire che se prima mi sentivo osservato dalle donne che adesso mi sento osservato però più dagli uomini, devo dire, che sono proprio più gli uomini che adesso mi guardano e che sembrano volermi dire delle cose sulla mia barba ora che c’è la moda della barba e che io mi ritrovo ad avere una barba lunga. Che io, che io non ho mica la barba per moda, che io ci sono capitato dentro a questa moda che io la barba che io la tenevo già da 11 anni. Ma che però adesso gli uomini con la barba che mi guardano e che mi salutano pure. Che io l’altro giorno che io ero in un negozio e che un ragazzo con la barba che mi è passato vicino e che mi ha salutato fissando intensamente la mia barba. Ma che però mi è capitato anche con altri uomini con la barba che mi salutavano o che mi sorridevano. Addirittura. E che poi io non lo so, ma questa cosa qua che gli uomini mi salutano e che mi sorridono pure, che a me mi preoccupa. Devo dire. Che io certo preferisco che se sono le donne che mi salutano a me mi piace di più. Che però io l’altro giorno ho visto un servizio in tv. Ma che io se penso che io l’altro giorno ho visto un servizio in tv che io allora mi sento più tranquillo e che la cosa poi non mi preoccupa più di tanto. Che questo servizio in tv che diceva che la moda della barba è destinata a scomparire a breve, forse pure prima dell’estate, e che allora l’uomo con la barba sarà visto come trasandato, incolto e che passerà anche come uno che non si lava. Che pure i vip ora se la stanno tagliando, la barba. Che intervistavano in questo servizio le donne e che le donne dicevano che l’uomo con la barba a loro non piace perché dà l’impressione di essere un uomo sporco e che si prende poco cura di sé. E che intervistavano pure gli uomini in questo servizio e che gli uomini dicevano che gli uomini con la barba che dicevano che a loro la barba non piace perché il vero uomo è quello che si prende cura di sé e che, oggi come oggi, va dall’estetista. Che io, che dire, che hanno fatto proprio un bel servizio. E che poi, per chiudere, io ancora oggi ho la barba e che io me la tengo per ora, e poi, volevo aggiungere, che io me ne infischio barbaramente della moda della barba.

 

NGURZU EDIZIONI: LAVORO ARTIGIANALE

Le pubblicazioni Ngurzu Edizioni, di proprietà intellettuale di Massimo Gerardo Carrese, sono a tiratura limitata, realizzate artigianalmente su indicazione dell’autore. 

Oltre al lavoro svolto dalle macchine (taglio carta, stampa digitale, calibratura legno…), le opere Ngurzu Edizioni sono realizzate a mano, a uno a uno: fascicolazione, battitura, chiusura con punte metalliche, carteggio, applicazione bottoni in legno….

Ogni titolo in catalogo è esteticamente diverso dall’altro: le piccole imperfezioni e le differenze sono la riconoscibilità del lavoro artigianale. I titoli Ngurzu Edizioni nascono con la collaborazione dell’artigiano del legno Nino Santabarbara e dello stampatore Giuseppe D’Abbruzzo.