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il breve libro delle avventure – abbecedario fantasiologico

LIBRO

illustrato: no

numero pagine: 40

impaginazione: a cura dell’autore

dimensioni (appros.): largh.15,5cm x alt.21cm

caratteristiche: chiusura con punte metalliche; carta 100g uso mano bianco; copertina color avorio 250g

Anno di pubblicazione:2014

 

quaderno realizzato artigianalmente

10 disponibili

Descrizione

anteprima

 

INTRODUZIONE

In ognuna delle 26 avventure, che sono 26 perché 26 sono le lettere dell’alfabeto che di cui qui ci riferiamo, che c’è sempre una lettera dell’alfabeto, sempre diversa, in ogni avventura, che non compare nel testo, singolarmente nella storia. Che per esempio che uno legge una storia e vede poi che vede che non c’è mai la “i”, per esempio, in quella storia ma che però che poi che legge un’altra storia e vede che la “i”, per esempio, che c’è ma che questa volta che manca, per esempio, la lettera “f” in questa storia che legge e che nella storia di prima la “f”, per esempio, che però che l’aveva vista nell’altra storia dove mancava la “i”, per esempio. Che allora che uno si mette a pensare che uno che questa cosa qua che a lui o a lei gli pare che questa cosa qua già esiste già dall’antichità e che uno pensa a Nestore di Laranda nel III secolo dopo Cristo e a Trifiodoro nel V secolo dopo Cristo che avevano, uno si ricorda, che avevano riscritto uno l’Iliade e l’altro l’Odissea che loro non usavano una lettera dell’alfabeto in ordine, che prima non usavano la a, poi la b, poi la c e così via. Mi pare. Ma che poi che ci sono anche iscrizioni che sono più antiche e che risalgono pure che a prima dell’era volgare, si dice così. E che poi che c’è a chi viene pure in mente che c’è pure Ernest Vincent Wright che ha scritto Gadsby e che allora che pure lui ha fatto dei lipogrammi ma che pure Enrique Jardiel Poncela che li ha fatti e che allora che poi c’è chi che dice che per esempio che pure Walter Abish, Gyles Brandreth, Mark Dunn o che poi pure Gavriil Derzhavin o Charu Nivedita che poi hanno scritto dei lipogrammi. Che allora che c’è pure che chi dice che, per esempio, che George Perec, per esempio, che aveva scritto dei romanzi in lipogramma che uno lo aveva chiamato, mi pare, la sparizione e che l’altro poi lo aveva chiamato le ripetizioni, mi pare, e che dove che succedono delle cose con una lettera vocalica che, a me mi pare, che appare in un romanzo e scompare in un altro. Forse. Che allora che a me che io che studiavo il lipogramma che a me mi è venuto pure a me la voglia che io di scrivere delle storie che uno dice vediamo che se io in queste storie riesco per esempio a scrivere di non scrivere una lettera.

Che uno dice che poi allora che queste storie qua che io vi voglio raccontare che poi allora che è un discorso laterale anche sulla fantasia, sull’immaginazione e che pure sulla creatività, infine. Che non è un discorso centrale ma laterale, come quando uno che va a fare la spesa e che non è che entra nella cassa per pagare ma che si mette lateralmente alla cassa. Che qui che ci sono perciò delle storie dove che poi che non figura per ogni storia una precisa lettera dell’alfabeto, in ogni storia sempre diversa, che però le lettere sono mischiate che allora che uno è vero che vede una A a inizio paragrafo ma poi nella storia che si può nascondere anche la z, per esempio, che in ogni storia, allora, che io non ho rispettato mica l’ordine alfabetico.

Però che io ho da avvertirvi che il titolo dei miei racconti è escluso in questo gioco di scomparse e ricomparse perché che uno sennò che lo capisce subito che uno allora guarda il titolo e dice ah, ho capito qual è la lettera che manca in questa storia. Invece che uno così legge la storia e che poi si mette a pensare a qual è la lettera che manca in una storia che poi, delle volte, possono mancare pure delle storie in una lettera.   

 

MGC –  San Giovanni e Paolo, 30 luglio 2014

 

 

 

CONCLUSIONI Che io mi spero che voi siete riusciti a trovare tutte le lettere dell’alfabeto che ci sono per davvero nelle singole storie che ci manca sempre una lettera dell’alfabeto, ma però tranne in un punto. Che le storie sono 26 perché lò già spiegato ma che però che io vi dico che pure il titolo “Il breve libro delle avventure” si compone di 26 lettere, che il sottotitolo ne tiene 25 ma questo non centra niente, o quasi. Che allora che noi posso dirmi che nel questo libro delle storie si nascondono pure altri 26 conclusionamenti che però che non per forza ci sono in ogni storia ma che delle cose si possono nascondere anche in una stessa storia ma che però che io li ho messi un po’ di qua e un po’ di là. Che allora i 26 conclusionamenti che voi potete trovare in questo libro sono questi:

  1. In una storia, c’è una parola che se la si legge pure al contrario che esce sempre la stessa parola e che si dice che è la parola più lunga della lingua italiana che uno che quando la legge al contrario che uno la legge allo stesso modo;
  2. In una storia, c’è una parola che inizia con una lettera e finisce con un numero scritto in cifre;
  3. In una storia, c’è una parola che se tu quando la leggi pare che non significa niente ma che però che se tu la leggi dalla fine all’inizio che allora che esce fuori una parola;
  4. In una storia, c’è una parola che ha tutte le vocali ma in ordine inverso, dalla U alla A. Che io vi do un suggerimento: questa parola inizia con la lettera “F”.
  5. In una storia, c’è una parola lunghissima, che qualcuno dice che è la parola più lunghissima della lingua italiana;  
  6. [continua]

 

 

NGURZU EDIZIONI: LAVORO ARTIGIANALE

Le pubblicazioni Ngurzu Edizioni, di proprietà intellettuale di Massimo Gerardo Carrese, sono a tiratura limitata, realizzate artigianalmente su indicazione dell’autore. 

Oltre al lavoro svolto dalle macchine (taglio carta, stampa digitale, calibratura legno…), le opere Ngurzu Edizioni sono realizzate a mano, a uno a uno: fascicolazione, battitura, chiusura con punte metalliche, carteggio, applicazione bottoni in legno….

Ogni titolo in catalogo è esteticamente diverso dall’altro: le piccole imperfezioni e le differenze sono la riconoscibilità del lavoro artigianale. I titoli Ngurzu Edizioni nascono con la collaborazione dell’artigiano del legno Nino Santabarbara e dello stampatore Giuseppe D’Abbruzzo.