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Alfabetario dei Luoghi vol. 2

20,00

Alfabetario dei Luoghi, vol. 2 lettera “A” di “Apice Vecchia” di Massimo Gerardo Carrese ed Elisa Regna, Ngurzu Edizioni 2017

 

 

LIBRO

fotografie: b/n di Elisa Regna

saggio introduttivo, mappe, haikugrammi: Massimo Gerardo Carrese

numero pagine: 67

impaginazione e veste editoriale: a cura di Massimo Gerardo Carrese

dimensioni (appros.): largh.12cm x alt.16,5cm

caratteristiche: rilegatura con piolo e bottone in legno (frassino); carta 300g bianca patinato opaco

 

disponibilità limitata

4 disponibili

Descrizione prodotto

 

In questo volume si racconta con immagini e poesie la spasseggiata alfabetica dei due autori tenuta ad Apice Vecchia (Benevento) nel mese di febbraio 2017.

 

ALFABETARIO DEI LUOGHI

[estratto dall’introduzione di M. G. Carrese]

 

L’Alfabetario dei Luoghi rappresenta semanticamente un posto: le 26 lettere dell’alfabeto sono associate ai luoghi di un paese, ai suoi ambienti storici e sconosciuti, frequentati e abbandonati, pubblici e privati, belli e brutti, reali e fantastici: A come…; B come…; Z come…. L’Alfabetario dei Luoghi è un gioco fantasiologico: con ogni lettera dell’alfabeto, e attraverso ogni singola lettera, di un luogo si scopre un posto reale e un posto chimerico. 26 scatti di luoghi reali (riferimento concreto al luogo, indicato in tavola con lettera alfabetica maiuscola, esempi in basso) e 26 scatti di luoghi chimerici (riferimento concreto al luogo ma che si allontana da esso perché richiama qualcosa che non è direttamente visibile con gli occhi del corpo ma con gli occhi della mente – indicato in tavola con lettera minuscola).

Le fotografie di Elisa Regna raccontano atmosfere, paesaggi reali e chimerici e il gioco fantasiologico “haikugrammi” di Massimo Gerardo Carrese (combinato dal caso e dallo sguardo dell’autore) si completa nel bianco e nero degli scatti. Fotografie e poesie ritraggono cose e luoghi. Anche le persone sono luoghi. Appartengono ai luoghi. Anche le poesie sono dei luoghi.

L’Alfabetario dei Luoghi è uno strumento, altresì didattico, per l’immaginazione (facoltà dell’azione) e per la fantasia (facoltà del possibile). Non per evadere dal circostante ma per ri-crearlo e de-scriverlo con curiosità rinnovata. È una singolare gita. Una guida non turistica. Ma euristica. Un tentativo che ri-scopre i luoghi, anche da parte di chi da sempre li vive e li conosce (o crede di vivere e di conoscere).

Al primo volume seguiranno negli anni altri Alfabetari dei Luoghi. Lo scopo è realizzare un lavoro enciclopedico. Nel tempo saranno toccate tutte le altre lettere dell’alfabeto per farle coincidere con nomi di paesi e città della Campania che più incuriosiscono gli autori per creare un repertorio fantasiologico della regione. Un alfabetario macroscopico (es. “A” come “Apice”, “B” come “Buonabitacolo”…”Z” come “Zungoli” – geograficamente incompleto perché non ci sono in Campania luoghi con iniziale in H, X…) che rivela un alfabetario microscopico (52 scatti in bianco e nero per ogni luogo visitato).

 

CAMMINARE DENTRO

[estratto dal saggio introduttivo di M. G. Carrese]

[…]

Con Elisa ho spasseggiato dentro, dentro Apice Vecchia. Nel silenzio e nell’entusiasmo, nella gioia e nella leggerezza delle nostre scoperte alfabetiche. Ecco che siamo diventati gli alberi che vivono nelle case aperte e le secche foglie sui davanzali; i muri sventrati e caduti e ricaduti, ancora; i documenti avanzati d’identità dimenticate e buttate; le pareti scorticate senza orologi e negozi senza merce; inavvertibili affreschi e ombre in pieno giorno. Ecco che siamo le sedie disfatte e le scarpe abbandonate; i banchi senza alunni e le macellerie senza carni; le piante rampicanti e sfasciate automobili. Ecco che siamo le presenze e le assenze.   

Sono entrato ad Apice Vecchia con eccitazione e ne sono uscito stupefatto. Anche il visibile qui diventa invisibile: le rovine e gli abbandoni mi portano a pensare a com’era prima questo luogo. E non a com’è adesso. Raramente a come sarà. Scatti reali e scatti chimerici si confondono come non mai. La realtà dipende dal mio portamento: se decido di guardare (dunque partecipare) o se decido di vedere (percepire con la vista). Così, la rete del letto (“R” di “rete”) appoggiata al muro è una rete abbandonata (scatto reale: vedere) ma a me rivela anche la persona che vi dormiva e che qui non c’è (scatto chimerico: guardare). Entrambe, sono per me realtà ma la prima sembra essere più certa (forse perché condivisa?), la seconda più trascendente e soggettiva. A quale affidarmi? L’Alfabetario mi fa vedere e guardare, immaginare e fantasiare. Mi fa scoprire il doppio. Io stesso sono un doppio, fatto di corpo (che vede) e di mente (che guarda). E talvolta la mente si fa corpo e il corpo si fa mente. Ecco lo smarrimento.

[…]

 

 

Note

• Edito da Ngurzu Edizioni, è realizzato in modo artigianale dallo stampatore Giuseppe D’Abbruzzo su carta opaca 300g. Le pagine sono chiuse con perni e bottoni di legno (frassino) lavorati dall’artigiano Nino Santabarbara. Fascicolazione e incollaggio a cura dei due autori. Impaginazione di Massimo Gerardo Carrese.

• Il testo conta 67 pagg. e ha un’apertura a 360° grazie al perno posto all’angolo in alto a sinistra. Le tavole hanno una forma rettangolare e misurano 12 cm x 16,5 cm.

• Le 52 fotografie sono scattate in manuale, in bianco e nero. Senza studi progettuali né soste di appostamenti né selezione da mille scatti o ritocchi. Sono ritratti dell’immediatezza (perché il gioco dell’alfabetario lo richiede) e l’immediato ora è più a fuoco ora è più approssimato.

• Ogni tavola è corredata di un haikugramma, gioco fantasiologico ideato da Massimo Gerardo Carrese. Nel libro è indicato il metodo di composizione e lettura di un haikugramma.

• Il testo si apre con due scritti di Massimo Gerardo Carrese, un saggio breve “Agguardare dentro e fuori” e un appunto su Apice Vecchia “Camminare dentro”. Segue una riflessione sui luoghi di Elisa Regna.

• Il libro contiene una mappa alfabetica consultabile di Apice Vecchia, disegnata da Carrese, per ripercorrere l’alfabetario e per scoprirne di nuovi.

 

 

 

NGURZU EDIZIONI: LAVORO ARTIGIANALE

Le pubblicazioni Ngurzu Edizioni, di proprietà intellettuale di Massimo Gerardo Carrese, sono a tiratura limitata, realizzate artigianalmente su indicazione dell’autore. 

Oltre al lavoro svolto dalle macchine (taglio carta, stampa digitale, calibratura legno…), le opere Ngurzu Edizioni sono realizzate a mano, a uno a uno: fascicolazione, battitura, chiusura con punte metalliche, carteggio, applicazione bottoni in legno….

Ogni titolo in catalogo è esteticamente diverso dall’altro: le piccole imperfezioni e le differenze sono la riconoscibilità del lavoro artigianale. I titoli Ngurzu Edizioni nascono con la collaborazione dell’artigiano del legno Nino Santabarbara e dello stampatore Giuseppe D’Abbruzzo.