ADOZIONI E INVENZIONI

lettura testo di Massimo Gerardo Carrese, Biblioteca Vigentina, Milano

17 novembre 2014 - in occasione della presentazione del libro Il passadondolo- dizionario delle parole ritrovate e adottate di Enrica Caretta

Ho scoperto il libro-dizionario di Enrica Caretta nel 2012 quando, seguendo nello stesso anno l’iniziativa “Adotta una parola” promossa dalla Società Dante Alighieri, decisi nel 2013 di prendermi cura a tempo indeterminato di due parole: alfabetiere e il suo equivalente alfabetario. Che cosa sia un alfabetiere/alfabetario lo lascio scoprire a voi che per non sbagliare certamente consulterete un dizionario della lingua italiana ma, vostro malgrado, potreste incappare in un bizzarro corto circuito poiché i dizionari della lingua italiana, quelli che riportano le due parole da me adottate, tendono a indicare alfabetiere e alfabetario come sinonimi di sillabario e abbecedario. E lo stesso accade nel parlato quotidiano. Un mio saggio in uscita per Ngurzu Edizioni, intitolato A come Alfabetiere, spiega i motivi della singolarità linguistica anche da un punto di vista dell’immaginario collettivo, che influisce molto sul modo di conservare e tramandare le parole: custodire le parole vuol dire anche cercare di salvare il significato dei vocaboli, spesso in pericolo dal sopraggiungere di sinonimie poco credibili.

 

Nel tempo ho amorevolmente cercato altre parole da salvare, come lo scorso luglio quando ho adottato onomaturgo e fantasiosità. Custodisco fantasiosità e onomaturgo prima per la bellezza che esse rappresentano e, poi, perché sono parte vitale del mio lavoro: sono un fantasiologo, vale a dire uno studioso di storie e caratteristiche dell’immaginazione e della fantasia e spesso mi diletto a ideare parole, cioè a essere un onomaturgo, per l’appunto. Mie sono le parole panassurdismo, ludorimico, giottoso e l’espressione ortinti segni. Che mestiere è quello del fantasiologo? Il fantasiologo è certamente uno smestiere, per usare una parola citata nel Passadondolo, come riportato da Elisabetta Sgarbi. Smestiere è parola che lei supporta, inventata da Ferdinando Tartaglia, prete spretato e poeta. Smestiere vuol dire la volontà di uscire dai ruoli stretti, predefiniti, e di conseguenza scegliere di diventare qualcosa o qualcuno al di là delle etichette. Lo smestiere è un omaggio a ciò che si ha nel profondo. In quest’ultimo senso, soprattutto, il fantasiologo è uno smestiere, con tutti i rischi che ne comporta, economici e di credibilità.

Uno dei piaceri quando ci prendiamo cura delle parole è quello di condividerle con le altre persone (nonché con se stessi) attraverso il gioco. Giocare con le parole è uno dei modi, forse il più valido, per mantenere allenata la nostra memoria e garantirci la memoria stessa delle parole. Il gioco solletica con vivacità e coinvolgimento la nostra mente e corpo e Il Passandondolo garantisce questa forma di sottile allettamento.
 

Il Passadondolo è un libro-dizionario che nasce dopo che Enrica Caretta aveva letto un libro intervista nel 2009 in cui si parlava dello scrittore madrileno Javier Marías che riporta una regola della Real Academia Española che dice che qualunque termine non più usato dopo il 1500 sarebbe dovuto essere eliminato dai dizionari. Una parola rimessa in circolo da Marías è lo spagnolo acercanza, che significa vicinanza, prossimità. La parola è tornata in uso nei vocabolari grazie non solo allo scrittore ma anche all’attenzione di amici che l’hanno usata in articoli, libri e vignette.

Il Passadondolo non è un dizionario così come in generale siamo abituati a immaginarcelo ma è un libro sulla cura delle parole. Io l’ho letto tutto perché si legge come se fosse un libro d’avventura che narra di parole. Ogni persona (artista, scrittore, docente, poeta, cantante…) presentato nel libro lo anima e offre una propria interpretazione a quei vocaboli che rischiano di scomparire, a quelle parole che il Devoto Oli ha deciso di togliere presentando un elenco di voci da abbandonare e che Enrica Caretta, invece, tenta di salvare. In molti casi, gli intervistati non adottano solo parole da salvare ma ne inventano di nuove, sono perciò essi stessi degli onomaturghi: inventano maciame, smitollato, disperanza e tante altre ancora. In altri casi, altri autori, riportano parole inesistenti in un sistema linguistico come fa Andrea Camilleri che cita snaulo che compare in Alice nel Paese delle Meraviglie.

Il libro di Enrica Caretta è un romanzo biografico perché attraversa con le parole da salvare la vita degli esseri umani, di quelli che si raccontano nel libro e di quelli che il libro lascia immaginare.

 

Buona lettura,

Massimo Gerardo Carrese


INDIETRO

©2005-2020. Il sito www.fantasiologo.com è proprietà intellettuale di Massimo Gerardo Carrese. È vietata la riproduzione, parziale o totale, in qualsiasi forma e modo, di tutte le parti contenute in esso (immagini, sfondi, testi, musiche, poesie...) previa comunicazione scritta all'autore fantasiologo@fantasiologo.com Ogni abuso sarà punito a norma di legge.