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SPUNTISUNTI
spensierazioni fantasiologiche quasiquotidiane
di Massimo Gerardo Carrese

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18 gennaio 2019

Le riviste al contrario

In questi ultimi giorni sono stati molto spesso, diverse volte, nelle sale d'attesa dei dottori e che allora, l'altro giorno, come negli altri giorni che io che ero dai dottori, che ecco in una sala d'attesa di un dottore, che io ho visto a tre persone che sfogliavano delle riviste, quelle riviste là che ci sono nelle sale d'attesa dei dottori, che le sfogliavano al contrario, le riviste. Cioè dalla fine verso l'inizio. E che a me questo modo di sfogliare le riviste mi ha sempre fatto pensare che chi le sfoglia in quel modo che non ha nessuna voglia di capire quello che è scritto in quelle riviste ma però io non ne ero sicuro. Come se, quella persona là, volesse fare una trasgressione e che, come dire, che in un luogo dotto, cioè dove che ci sta un dottore, che segue un ordine, che uno fa le cose al contrario, cioè è indotto, credo si possa dire. Non so. E che però a me mi stupiva che ci erano tre persone su cinque, con me sei, l'altro giorno, che non si conoscevano e che tutte e tre le persone che poi le sfogliavano al contrario, le riviste, come se fosse un fatto normale quello di leggere le riviste sfogliandole dalla fine all'inzio. E che io, se non lo sapessi, avrei potuto pensare che le riviste si sfogliano al contrario, cioè per davvero che si leggono così, dalla fine all'inzio. Che allora ho immaginato che io entravo e che dovevo imparare una cosa nella sala d'attesa e che la prima cosa che avrei imparato sarebbe stata che le riviste si si sfogliano al contrario. Così ho provato a farlo anch'io e credo di avero imparato come si fa, cioè si sfoglia da destra verso sinistra, cioè no da sinistra verso destra, e si guardano le pagine con superficialità, prendendo le prime che capitano, poi si posa la rivista con un lancio piccolo sul tavolino e se ne prende un'altra, cercando di stare attenti a non bagnarsi il dito per voltare pagina perché le riviste le hanno toccate un sacco di persone e qui si possono prendere le malattie, mi hanno detto, e ho imparato anche a fare qualche commento con il vicino su una immagine o che si guarda solo l'immagine o una pubblicità ma non ci si mette a leggere tutto l'articolo, ho capito. Che quando ho chiesto a un anziano perché sfogliava le riviste al contrario, che lui era seduto accanto a me e guardava una pubblicità che si intitolava "ora mi sento meglio" e che parlava dell'udito, cioè io volevo capire meglio, e che allora gli ho chiesto perché leggesse al contrario e che lui ha detto che non si era reso neanche conto perché pensava alla sua visita e non a quello che c'era nella rivista e che la rivista era un passatempo a cui che neanche lui guardava perché pensava alla visita da fare e ai problemi di salute e a chissà che cosa che gli avrebbe detto il dottore. Che allora, forse, uno sfoglia le riviste al contrario per far andare al contrario i pensieri, cioè per pensare ad altro. Credo. Che allora la cosa mi ha incuriosito e allora posso dire che: le persone da me intervistate nelle varie sale d'attesa frequentate mi hanno risposto che, in ordine di importanza: 1) sfogliano al contrario e non se ne rendono neanche conto perché non leggono, in verità, e che pensano ad altro 2) che non seguono un ordine perché non è importante in giornali del genere 3) non so. Credo sia tutto quello che io ho imparato per adesso su questa cosa qua.



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