{"id":7180,"date":"2026-09-08T09:07:42","date_gmt":"2026-09-08T09:07:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fantasiologo.com\/1\/?p=7180"},"modified":"2026-09-08T11:20:04","modified_gmt":"2026-09-08T11:20:04","slug":"immagino-appunti-di-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fantasiologo.com\/1\/2026\/09\/08\/immagino-appunti-di-lavoro\/","title":{"rendered":"Immagino &#8211; appunti di lavoro"},"content":{"rendered":"\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-sitetext-color has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-1 wp-block-paragraph\"><em>(appunti) una sedia pu\u00f2 diventare anche una casa. Ma la sedia resta quella che \u00e8: restano le gambe, la seduta, il peso, lo spazio che occupa. Mi ci metto sotto, faccio finta che quello sia il mio posto e non per questo smetto di sapere che \u00e8 una sedia. Comincio solo a guardare gli stessi pezzi con un occhio diverso. Lo spazio sotto la seduta diventa un interno, le gambe diventano un confine, il corpo trova una posizione, le cose si dispongono dentro quel perimetro. La sedia non \u00e8 cambiata. \u00c8 cambiato il modo in cui riesco a metterne insieme i pezzi. Questa \u00e8 la fantasia (?).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-sitetext-color has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-2 wp-block-paragraph\"><em>E l\u2019immaginazione? Da dove viene fuori l&#8217;immaginazione? Non credo che nasca semplicemente quando in testa compare qualcosa che davanti agli occhi non c&#8217;\u00e8. Che poi a me questa cosa dell\u2019immagine mentale, come film, non so, che appunto non \u00e8 una specie di proiettore interno, uno schermo dove rivediamo cose gi\u00e0 viste. Se fosse cos\u00ec, immaginare vorrebbe dire soprattutto ripescare, in assenza dell&#8217;originale, una copia di qualcosa che abbiamo gi\u00e0 vissuto. Cosa voglio dire quando dico \u201cimmagino\u201d? che configuro qualcosa nella mia testa. Quando mi immagino una stanza, un movimento, il peso di un oggetto, la mia posizione sotto una sedia, la mia sedia che ora \u00e8 anche una casa, non sto tirando fuori dal cassetto una informazione gi\u00e0 pronta. Sto rimettendo insieme dei pezzi presi dall&#8217;esperienza: percezioni, ricordi, sensazioni, un gesto, un peso, un suono in una forma che in quel momento non ho davanti. Immaginare \u00e8 configurare. Dare forma. La fantasia compone e scompone per aprire una possibilit\u00e0; l&#8217;immaginazione compone e scompone per costruire una configurazione<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-headings-color has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-3 wp-block-paragraph\">(testo) dire che la sedia pu\u00f2 essere una casa \u00e8 un atto di fantasia: apre. Immaginare quella casa \u00e8 un atto diverso: d\u00e0 forma. Vuol dire potermi rappresentare lo spazio sotto la seduta, dove comincia e dove finisce, il mio corpo dentro quello spazio, gli oggetti al loro posto, il modo in cui ci si muove senza sbattere contro le gambe. La sedia \u00e8 anche una casa. Bene, e com\u2019\u00e8 fatta questa casa? Ecco l\u2019immaginazione. Risponde alla domanda \u201ccom\u2019\u00e8 fatta?\u201d. Configura. Cio\u00e8 non cerco possibilit\u00e0 (fantasia = \u201ce se\u2026?\u201d) ma forme. L&#8217;immaginazione, allora, lavora con lo stesso materiale grezzo della fantasia, cio\u00e8 gli elementi dell&#8217;esperienza, e che sono i pezzi con cui la mente costruisce qualunque percezione avuta, un ricordo, una sensazione sulla pelle, il peso di un oggetto nelle mani, un suono, un movimento, persino un sapere astratto. La cosa importante \u00e8 che la sua materia, dell\u2019immaginazione, non \u00e8 solo visiva. Uno dice immagine e pensa subito a qualcosa che ha a che fare con gli occhi. L\u2019immaginazione \u00e8 multisensoriale. Posso immaginare una superficie ruvida senza vederla, il peso di qualcosa nelle mani, la posizione delle gambe nel buio, il suono di una voce, la distanza tra due luoghi, il gesto necessario per attraversare una stanza. Posso immaginare anche una forma non chiara nella mia mente, avere cio\u00e8 una bozza di forma nella mia mente. Come la fantasia che pu\u00f2 aprire possibilit\u00e0 non sempre chiare, cos\u00ec l\u2019immaginazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-headings-color has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-4 wp-block-paragraph\">Immaginare non vuol dire vedere in testa un oggetto gi\u00e0 confezionato altrove, come si guarda una diapositiva. Vuol dire ri-costruire una configurazione di elementi, anche quando quella configurazione, in quel momento, non \u00e8 l\u00ec davanti. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-headings-color has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-5 wp-block-paragraph\">Prima o dopo? Non serve che la fantasia venga prima. Posso immaginare il volto di una persona che conosco senza chiedermi cosa altro potrebbe essere quel volto. Posso ricostruire una stanza gi\u00e0 vista, ricordare com&#8217;erano disposti i mobili, rappresentarmi il movimento di una porta o la posizione del mio corpo in un luogo che conosco a memoria. Qui non c&#8217;\u00e8 nessuno scarto rispetto al dato, nessuna apertura verso il possibile. E per\u00f2 la composizione e scomposizione c&#8217;\u00e8 lo stesso: gli elementi dell&#8217;esperienza vengono rimessi insieme in una forma che, proprio in quel momento, non \u00e8 percepibile dai miei sensi. Anche il ricordo pi\u00f9 preciso, per esempio il volto di mia madre, la stanza in cui sono cresciuto, non \u00e8 un file salvato &#8211; che questa cosa dei file ce la siamo portata appresso per tanto tempo &#8211; che riapro identico: ogni volta lo rifaccio, con dettagli che si spostano, che sfumano, che vengono sostituiti senza che me ne accorga. Se provo a fissare due volte di seguito lo stesso ricordo, noto che qualcosa \u00e8 cambiato: un colore, una distanza, lo sfondo, l&#8217;ordine degli oggetti. Per questo l&#8217;immaginazione non \u00e8 mai riproduzione nel senso di copia: perch\u00e9 non abbiamo, da nessuna parte, un originale (che \u00e8 diverso dal concetto di originalit\u00e0, che riguarda la creativit\u00e0 e che poi ci penso a che cosa scrivere sulla creativit\u00e0). \u00c8 sempre una ricreazione anche quando ci sembra di stare semplicemente ripescando qualcosa che gi\u00e0 conoscevamo. Per\u00f2, la confusione di quando pensiamo all\u2019immaginazione come riproduzione e non produzione \u00e8 proprio in quel \u201cri\u201d che non vuol dire rifare allo stesso modo, ma ri-creare, cio\u00e8 nel nostro caso formare di nuovo. Ecco. Se la fantasia nasce <a href=\"https:\/\/www.fantasiologo.com\/1\/2026\/09\/05\/il-secondo-sguardo-appunti-di-lavoro\/\">nel secondo sguardo<\/a>, l&#8217;immaginazione nasce quando gli elementi dell&#8217;esperienza possono essere riorganizzati in una configurazione che non coincide con quella data, in quel momento, alla percezione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(Appunti e testi nascono da riflessioni personali e da attraversamenti di letture: Giovanni Piana; Mar\u00eda Zambrano; Shaun Gallagher; Jean-Paul Sartre; Gaston Bachelard; Amy Kind&#8230;)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(appunti) una sedia pu\u00f2 diventare anche una casa. 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