
Laboratori di fantasiologia al Festival della Filosofia in Magna Grecia
Dall’8 aprile all’8 maggio: METAPONTO, MIGLIONICO, MATERA, VELIA, VALLO DELLA LUCANIA, SIRACUSA, RAGUSA, NOTO, ORTIGIA.
La fantasia non è solo un’astrazione. È una facoltà anche pratica, un fare concreto. Da anni, nei laboratori di fantasiologia del Festival della Filosofia in Magna Grecia, con centinaia di ragazzi e ragazze che arrivano dalle scuole superiori di tutta Italia, lavoriamo sulla phantasía antica come una forza viva che ci aiuta a far apparire nella mente ciò che non c’è fuori, a giocare con il “fare finta”, a dare corpo a un pensiero.
I grandi temi della filosofia affrontati nel corso del festival ci orientano dentro questa pratica della phantasía, per spostarci, per mettere alla prova il modo in cui ci guardiamo, il mondo che guardiamo. Li attraversiamo facendo riflessioni, confronti con “la macchina” e, soprattutto, con giochi fantasiologici (linguistici, numerici, artistici), progettati ogni volta in relazione ai luoghi che visitiamo e ai temi che incontriamo.
In Basilicata cerchiamo l’Uno. Mettiamo in relazione oggetti, parole, idee. L’unità emerge poco alla volta, da connessioni che prima non vedevamo. Ma fino a che punto unire significa anche perdere differenze? L’unità esclude davvero tutte le pluralità?
In Campania interroghiamo Dike. Un’idea deve reggere, avere un equilibrio, trovare la sua giusta proporzione. Ma quando è giusta? E per chi? Quando un’idea funziona davvero e quando è solo un equilibrio che convince, ma non regge?
In Sicilia esploriamo Amore e Odio. Accostiamo elementi che si attraggono, poi li tagliamo, li distinguiamo, li rendiamo irriducibili. Scopriamo la tensione: da una parte c’è ciò che unisce, dall’altra c’è ciò che separa. Come si muovono la fantasia, l’immaginazione e la creatività dentro questa tensione?
