“Vieni alla festa?” e già ci sono stato. No, non con i piedi, no, con tutto il resto faccio già festa, parola che mi apre tutte le finestre insieme, i pensieri non si fermano e penso musica subito, ma se è alta non parlo con nessuno? allora perché ci vado, voglio ballare o nascondermi in un angolo col bicchiere in mano, bevo? Se bevo non guido, plastica, cibo, poi una scritta in francese qualcosa che non capirò, no no no, in inglese? Non capirò le scritte, in generale. Parcheggio, disastro, già lo so, già lo so, girerò tre volte l’isolato, lascerò la macchina sul marciapiede, penserò solo alla macchina mentre ballo mentre penso a cosa significa quella parola in turco scritto sulla torta, la torta? Io sono intollerante al lattosio, porto gli enzimi con me, allora vado a piedi, ma come a piedi, troppo lontano, allora con i mezzi, ma i mezzi mi portano già mezzo sfatto, allora no. E lei? Mi avvicino subito o aspetto il secondo bicchiere? Questa storia del secondo bicchiere è troppo da film, troppi film nella mia testa, ma no è la vita, diceva, allora troppi libri? Ma no è la vita allora io non ci penso ai film ai libri e neanche a lei non ci penso e se c’è qualcun altro? Ride, io non voglio parlare e voglio parlare con tutti, ma le domande, le risposte, noia, noia, però mi piace parlare con lei e allora non lo so, allora non lo so se ci vado, ma perché no non dirmi per la macchina sul marciapiede, allora no, prendo un foglietto, non lo so, sì ci voglio andare e penso a cosa mettermi, io e i vestiti ommiodio e cosa porto, del vino? no, un gioco? Sì un gioco, mi piace portare i giochi. Porto il vino e un gioco, un gioco mio, non lo so se ho tempo per fare il gioco ma sì, sì sì sì non lo so no no no la macchina dove la parcheggio? scrivo “vieni alla festa?”, riscrivo, guardo le lettere, le conto senza volerlo, le sposto, le mescolo, cerco, “vieni alla festa?”, poi penso che devo andare a fare la spesa per domani, se vado alla festa oggi poi domani? Ci penso mentre giro più volte sulla A che ora è la più grande di tutte, le lettere le faccio rincorrere le lettere di “vieni alla festa?” come i pensieri. Le rigiro, le lettere, gioco con l’anagramma, “vieni alla festa?” e partono le fantasie, lo sai, prima di andare alla festa e allora ecco “allevi fantasie” è l’anagramma di “vieni alla festa?” e rido e respiro e sto meglio, l’anagramma mi fa stare meglio e so cosa fare ora. L’invito è già il seme dentro la mia testa. Prima di andare alla festa, tutto è già cominciato. L’invito è già il regalo. Per me.
