Che al supermercato mentre che giravo nelle corsie delle corsie del supermercato che mi guardavi. E allora ho pensato che anche io ti guardavo. Che tu eri vestita come l’addetta alla sicurezza dei reparti del supermercato antitaccheggio e che io ero vestito come il cliente del supermercato che entra nel supermercato e che tu mi seguivi con lo sguardo e io mi lasciavo seguire, in corsia. Così mentre prendevo la pasta ti vedevo. Poi quando sceglievo lo yogurt ti vedevo. Poi i fazzoletti e ti vedevo. Poi l’acqua e ti vedevo. Poi il banco surgelati e ti vedevo. E le patatine e ti vedevo. E i biscotti e ti vedevo. E il vino e ti vedevo. E il tonno e ti vedevo. E la carne e ti vedevo. E le verdure e ti vedevo. E ti avevo visto all’ingresso con porte automatiche. All’area carrelli e cestini. Alla zona offerte e promozioni. Che poi a un certo punto ho pensato che fossi una divinità, una di quelle divinità che appare in ogni luogo e in ogni dove del supermercato. E allora ora lo dico meglio e nel dettaglio. Ti ho vista nelle corsie centrali, nel reparto latticini, nel banco salumi e formaggi. Ti ho vista al banco pesce, al banco carne, al banco panetteria. Ti ho vista al reparto ortofrutta, alla panetteria, ancora, dove sono tornato, avevo dimenticato i panini. Poi sono tornato ancora al banco pasta, dove prima avevo preso la pasta ma poi avevo dimenticato l’altra pasta. Era una spesa distratta ormai, la mia, da te, che mi guardavi. E tu mi guardavi. Ti vedevo. Mi vedevi. Ero al reparto bevande e mi vedevi. Ti ho vista al reparto snack, al reparto prodotti per la casa. Ti ho vista al reparto igiene e cura della persona. Ti ho vista agli scaffali conserve, all’area vini e alcolici, alle corsie laterali meno frequentate. Ti ho vista agli angoli tra una corsia e l’altra e a fine corsia, con espositori. Ti ho vista accanto alle bilance dell’ortofrutta. Ti ho vista alle colonnine prezzo, al banco informazioni, all’area casse tradizionali e alle casse automatiche. Ti ho vista allo spazio imbustamento e al corridoio d’uscita. Ti ho vista che mi guardavi nel parcheggio e alla rampa carrelli e alle vetrine esterne. Mi guardavi forse perché avevo il berretto. Forse perché avevo gli occhiali scuri nel supermercato dentro le corsie. Forse perché ho la barba. Forse perché portavo il carrello e non guardavo dove andavo ma ti guardavo. Forse mi guardavi perché io so di essere calvo sotto a quel berretto. Forse perché non lo sai e non lo so. E allora tu mi guardavi, mi seguivi con gli occhi e io mi lasciavo seguire e poi ti seguivo anche io che quando vedevo che andavi all’altra corsia io pure e quando ci siamo guardati negli occhi, anche attraverso i miei occhiali da sole, che quando ci si guarda così lo si capisce, tu mi hai sorriso e io pure. Poi sono andato alla cassa e tu ti sei avvicinata al tuo banco di servizio a bere. Hai bevuto dalla bottiglia, come fanno le persone che bevono dalla bottiglia alla bottiglia. Ed è andata più o meno così. E pensavo alle chiusure e ho pensato che una chiusura sospesa potrebbe fare: e forse tornerò domani, non perché mi manca qualcosa ma perché però per vedere se mi guardi ancora. Però questa chiusura anche no. E allora ho pensato a una chiusura ironica che dici e alla fine avevo dimenticato il latte. O forse no. Forse cercavo solo un motivo per tornare no, non mi piace perché non è vero ed è terribile questa cosa che. Allora ho pensato a una chiusura malinconica e fuori dal supermercato nessuno mi guardava più, e ho capito che certe storie no non mi piace e allora a una chiusura romantica per esempio magari la prossima volta non prenderò solo la pasta magari prenderò il coraggio di dirti ciao no è terribile e allora poi una chiusura circolare e ho capito così che al supermercato si può comprare quasi tutto ma certi sguardi non hanno prezzo e non passano in cassa no è terribile no no no no no è terribile e allora una chiusura minimalista che dici e sono uscito ma non del tutto no no no è terribile e allora ho pensato che la nostra è una storia aperta. Ti aspetto alla chiusura del supermercato. No no no mi sembra maniacale. Credo sia tutto. Ciao. Ho rovinato tutto. Ciao.
