
Spazio Corsaro, Chia (Viterbo). 14 dicembre 2025. Ha moderato Marco Saverio Loperfido.
L’incontro a Chia (da “Spazio Corsaro”, il 14 dicembre 2025) per presentare Il grande libro della fantasia (il Saggiatore) è stato concepito come un momento di riflessione su un luogo che conserva ancora molte tracce, memorie e possibilità.
Il mio obiettivo non era proporre progetti di rilancio, ma sperimentare un modo diverso di guardare Chia e il suo territorio: non come un paese “in perdita”, ma come uno spazio ancora da ascoltare e interpretare. Per farlo, fantasia, immaginazione e creatività sono state utilizzate come strumenti critici e pratici. Attraverso una serie di miei giochi fantasiologici, nati dallo studio delle qualità tecnico-scientifiche di queste facoltà, ho provato a leggere il territorio con occhi altri.
I giochi fantasiologici, che ho progettato appositamente per Chia e presentati per la prima volta durante l’incontro, intrecciano numeri, linguaggio e arti in esempi concreti rivolti sia ad adulti sia a bambini, sia a momenti individuali sia collettivi. Ho applicato funzioni della fantasia e dell’immaginazione, come uguaglianza, addizione, moltiplicazione e simmetria, alla Torre di Chia, al nome del paese e a specifiche date.
Da queste operazioni sono nate forme, immagini, oggetti e performance che hanno mostrato come costruire nuove relazioni con il territorio, facendo vedere che anche “regole arbitrarie” possono diventare rigorosi metodi per leggere un luogo e organizzare azioni concrete e consapevoli.
Dall’incontro sono emersi diversi risultati concreti e mostrati ai presenti: maschere legate alle date, sculture e souvenir realizzati con materiali di riciclo, studi grafici per un logo ispirato alla Torre, dispositivi tattili e sonori accessibili anche a persone con disabilità, una scultura simbolica dal nome il CHIAmante, performance poetiche e ludiche da sviluppare nel borgo, oltre a oggetti di design ed esercizi di topologia connessi ai luoghi del paese, e altri giochi site-specific (vedi qui).
Queste pratiche dimostrano come l’osservazione critica della fantasia, dell’immaginazione e della creatività possa tradursi in strumenti operativi concreti. I giochi fantasiologici che ho ideato per l’incontro non si limitano però a interpretare Chia solo il 14 dicembre 2025: aprono invece possibilità di dialogo con il territorio che si estendono oltre l’incontro, coinvolgendo la comunità locale in altri modi di abitare e raccontare il proprio borgo. A sé stessi e agli altri.
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