È
 seduto su una panchina

gioco fantasiologico presentato l'8 giugno 2019 - Arena Mallozzi, Scauri (Latina)
nell'ambito del Premio Nazionale "Il Bicicletterario", V edizione

È SEDUTO SU UNA PANCHINA

di Massimo Gerardo Carrese

 

Per rendere omaggio al lavoro antologico dell’edizione 2019 faccio un viaggio. Si tratta di un viaggio fantasiologico in compagnia di un mio gioco[1]. Il gioco si fa al computer, con un traduttore online, e consiste nel tradurre parole prive di nesso sintattico per ottenere una frase di senso compiuto[2].

Prima di iniziare il viaggio mi chiedo: «Quali sono quei vocaboli chiave che formano nella mente del parlante italiano l’immagine di bicicletta?». Dopo averci pensato ed essermi confrontato con amici arrivo alle seguenti cinque parole: «ruote, manubrio, catena, pedali, sella». Sembrerebbero essere queste le parole necessarie a comporre nella mente di chi ci ascolta o legge l’immagine di una generica bicicletta. Il mio viaggio fantasiologico inizia da queste cinque parole che inserisco in Google traduttore[3] a cui faccio tradurre le parole in una lingua e da quella in un’altra lingua e poi in un’altra e in un’altra ancora e avanti così, a piacimento. Parto dall’Italia e qui faccio ritorno dopo un passaggio del tutto casuale tra i vari Paesi visitati e, dunque, tra le varie lingue. Questo vuol dire che non correggo le traduzioni ottenute (tra virgolette) né tolgo o aggiungo voci o segni d’interpunzione: il mio viaggio è un fedele copia e incolla delle traduzioni generate da Google. Così, da ciclista immaginario gioco a fare pedalate pindariche in vari luoghi del mondo, anche molto lontani tra di loro, e di ogni Paese visitato rimane una traduzione, spesso distante dalle mie parole. Viaggiare è portare qualcosa con sé e lasciare qualcosa di sé. Lo stesso accade con la traduzione: da una lingua a un’altra si portano parole e si lasciano parole.

Al termine del mio viaggio fantasiologico non ho più con me le iniziali cinque parole ma una frase di senso compiuto. Il gioco mi pare in analogia con quello che accade in ogni viaggio: partiamo senza sapere cosa ci attende (le cinque parole isolate) e torniamo a casa con l’esperienza vissuta (la frase di senso compiuto).

Il viaggio che qui racconto inizia lunedì 11 febbraio 2019 alle ore 10:07 e termina lunedì 11 febbraio 2019 alle ore 10:11.  

 

Ore 10:07 Parto dall’Italia con cinque parole: «ruote manubrio catena pedali sella»

Ore 10:07 Dall’Italia vado verso la Gran Bretagna: «handlebar wheels chain saddle pedals»

Ore 10:07 Dalla Gran Bretagna verso la Francia: «pédalier de selle»

Ore 10:08 Dalla Francia in Slovacchia: «sedlový pedál»

Ore 10:08 Dalla Slovacchia in Tailandia: «เหยียบที่นั่ง»

Ore 10:09 Dalla Tailandia in Nepal: «सिटमा चरण»

Ore 10:09 Dal Nepal in Corea: «좌석에 앉는다.»

Ore 10:09 Dalla Corea in Portogallo: «Senta-se no banco.»

Ore 10:09 Dal Portogallo in Polonia: «Siedzi na ławce.»

Ore 10:10 Dalla Polonia in Islanda: «Hann situr á bekknum.»

Ore 10:10 Dall’Islanda in Giappone: «彼はベンチに座っています。»

Ore 10:10 Dal Giappone in Somalia: «Waxa uu fadhiyaa kursiga keydka.»

Ore 10:10 Dalla Somalia in Germania: «Auf einer Bank sitzen»

Ore 10:11 Dalla Germania ritorno in Italia. Non ho più con me le cinque parole isolate ma quest’unica frase: «È seduto su una panchina»

 

Credevo che la frase «È seduto su una panchina» fosse di quanto più lontano potesse esserci dalle parole chiave che compongono l’immagine mentale di bicicletta. Sorprendentemente, non è così. Da ogni viaggio, e dalla bicicletta, imparo sempre qualcosa.

 

 

Un invito fantasiologico

Il gioco algoritmico può accendere la scintilla della vostra ispirazione. Potreste scrivere un racconto con questo “metodo fantasiologico”. V’invito a inserire nel traduttore Google cinque parole. Tre delle quali dovranno riguardare il mondo della bicicletta, le altre due legate a una vostra passione. Un esempio personale. Scrivo due parole che richiamino in me l’immagine mentale di mare «onda scogli» e tre parole attinenti alla bicicletta «borraccia pedalare ciclabile». Tradotte qua e là[4], mi regalano questa frase di senso compiuto: «borraccia per biciclette».

 

Racconto

Traffico. Auto. Mani sul volante. Sono fermo tra motorini, clacson, autobus, smog…Fermo. In auto. È così. Ogni mattina. Da anni. Guardo il cellulare. Di nuovo mani sul volante. Un metro ogni dieci minuti. Bene! Guardo il cellulare. Ancora. Alzo lo sguardo. C’è un’insegna. Lampeggia. BORRACCIA PER BICICLETTE. «E perché non scrivere ‘borracce’?», penso. La mia mente fa un balzo. Infanzia. Bicicletta. Colore della mia borraccia. Rossa […]

 

Buon viaggio



Nota: il gioco fantasiologico "È seduto su una panchina" è pubblicato nell'antologia del Premio "Il Bicicletterario", Scritti in Sella, Caramanica Editore, Latina 2019

[1] “Poesia algoritmica” è il nome del mio gioco fantasiologico presentato la prima volta in pubblico il 1 luglio 2006 in occasione del Convegno Nazionale sull’Immaginario Linguistico (Caiazzo - CE). Per saperne di più è possibile visitare la sezione “Poesia” del sito www.fantasiologo.com

[2] Il gioco predilige composizioni nonsense. Tuttavia, una sua variante è provare a ottenere, dalla traduzione di parole prive di nessi sintattici, una frase di senso compiuto come nel presente caso.

[3] A seconda del traduttore scelto (ve ne sono tanti online), il risultato potrebbe cambiare perché i traduttori usano spesso algoritmi e vocabolari diversi. Inoltre, la frase o componimento finale può cambiare a distanza di tempo se ritradotta con lo stesso traduttore e stessi passaggi tra le lingue: gli algoritmi dei traduttori online migliorano nel tempo le proprie prestazioni (il traduttore Google è uno di questi). Oltre al tipo di traduttore, al numero di parole e al tempo, c’è un’altra variabile che può alterare il risultato finale ed è la sequenza d’inserimento delle parole di partenza. Infatti, è l’ordine «ruote manubrio catena pedali sella» a dare il risultato «È seduto su una panchina» mentre la sequenza (con lo stesso passaggio tra le lingue) «manubrio pedali sella ruote catena» dà come risultato «sono andato in bicicletta». Invece, l’ordine «catena ruote sella manubrio pedali» dà «sedia seduta» mentre la sequenza «sella pedali catena manubrio ruote» si traduce in «biciclette» (i passaggi qui descritti sono documentati da video). Il gioco è avvincente proprio per le sue possibilità combinatorie.  

[4] Italiano, giapponese, ungherese, arabo, bulgaro, norvegese, vietnamita, greco, italiano

PER APPROFONDIRE:

1 luglio 2006 - leggi qui

che cos'è una poesia algoritmica?

in lavorazione una pubblicazione edita da Ngurzu Edizioni con selezione di poesie algoritmiche ideate da Carrese dal 2000 a oggi



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