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OSPITI DEL FESTIVAL FANTASIOLOGICO 2018

il festival fantasiologico è una speciale combinazione di fantasia, immaginazione, creatività.
ideato e curato da Massimo Gerardo Carrese


dal 22 al 25 novembre 2018
Rocca dei Rettori
Piazza Castello
Benevento



ospite 1

Guido Lauro Parisi





Dopo aver conseguito la laurea in Lingue e Letterature straniere presso l’Istituto Orientale di Napoli, ha completato il servizio militare in qualità di ufficiale raggiungendo il grado di capitano. Successivamente ha intrapreso la carriera di insegnante nelle scuole italiane e poi in qualità di lettore di italiano nelle università straniere (Vilnius, Kaunas, Ottawa, Turku, Katowice). Ha svolto, inoltre, compiti culturali presso le ambasciate italiane a Vilnius e a Ottawa. È stato fondatore del Comitato della Società Dante Alighieri di Katowice (Polonia), ricoprendo l’incarico di presidente per dieci anni. Attualmente ne è presidente ad honorem.
I suoi libri sono destinati principalmente al mondo dei ragazzi e della scuola.
-     Annotazioni e Rimembranze, Editrice Italia Letteraria, 1981, Milano
-     Sipario sul sole, Editrice Italia Letteraria, 1984
-     Occhi di luna, Liguori Editore, Napoli, 1988
-     Voglia d’Europa, Liguori Editore, Napoli, 1990
-     Passengers through time, Liguori Editore, Napoli 1995
-     L’unopermillediundante, Montedit, Milano, 2003
-     Emotions of a Book, Troubadour UK, 2016
-     Identities Rediscovered, Troubadour, UK, 2017
-     Attori e no, Il Rio, Mantova, 2018

Premiato dall’Associazione Italians in the World perché meritevole di aver dato un notevole contributo alla diffusione della lingua e cultura italiane all’estero (Campobasso 30 settembre 2018)




ospite 2

Gennaro Angelino



Nato in provincia di Napoli, il 10\05\59, fin da piccolo esprime la passione per la scultura, trasmessa dal padre (scultore in marmo). Spontaneo il suo indirizzo negli studi artistici e dopo averli completati riesce a comprendere il suo vero percorso artistico da intraprendere. Nasce così la passione per la ceramica e per la scultura. All’inizio giocando con i colori e con la loro imponderabilità di fusione, dopo attraverso la forma fonde le due cose. Ha partecipato a varie manifestazioni artistiche dal 1979 ad oggi, tra queste: alla Biennale della Ceramica di Cerreto Sannita, alla manifestazione “La notte delle Streghe “Ostuni, alla mostra itinerante “I Cristalli di S.Antimo”, collettiva sala Gemito Napoli, collettiva chiostro San Francesco Sorrento, alla biennale di Anzio e Nettuno “Guerra alla Guerra, personale "Ciò che resta…un racconto attraverso l’arte" all’atelier san Martino, Heart Earth Art villa fiorentino Sorrento, collettive alla libreria Guida Napoli, Startup Verona sala Birolli, HUMAN RIGHTS Rovereto, Seven villa Vannucchi San Giorgio a Cremano, Seven Museo Arte Contemporanea ARCOS “Benevento, Spring in Rome, Evolution in Modern Art Aalst Belgio, SpaziArti Ungallery Milano, Racconti di viaggio Galleria Spazio 40 Roma. Attualmente vive e lavora a Caiazzo occupandosi di ceramica classica e moderna, restauro, scultura e pittura contemporanea. Il suo blog è qui

Gennaro Angelino viaggia nell’arte come in un paradosso. Nasce artista, tra le lapidi che scolpisce il padre; marmi che parlano e raccontano vite e sogni interrotti. Fa studi d’arte, poi successivamente torna verso la manualità, come un operaio dell’arte. Restaura quadri, modanature antiche, pezzi di castelli diroccati, ceramiche devastate dall’incuria, spesso reinterpretandole, per assoggettarle a se perché si considera il punto di fusione, il border-line tra l’arte e l’artigianato. S’innamora così della materia; conosce la quercia, e il biondo castagno che, da trave di sostegno diventa scultura che racconta il passato. Impasta la creta e vede la terra, che cotta, diventa oggetto di comunicazione che racconta la bellezza e il dolore, la gioia di vivere e il suo contrappasso: la noia di vivere. 
Della Bauhaus, dell’idealità dell’artigianato artistico, ne sottrae la maestranza ma non il rigore formale e raziocinante: Angelino è surreale per contestazione. Non tollera la realtà e le sovrappone frammenti di sogno, incubi compresi. Viaggia dentro la creazione umana, trafugandone pezzi e assemblandoli, come memoria perpetua. Cerca di nascondere la scorza barocca, da cui tutti gli artisti discendono, inconsciamente, scarnificando con vulnus sanguinanti, con ferite dolorose, le sue sovrapposizioni; e le sue pitture non si sottraggono anzi sono il continuum. I colori impastati sulle tele sono netti, come di carne viva, come i colori dei corpi aperti dai chirurghi, raccontano dolori e pensieri immani. Gennaro Angelino è uno scrittore che racconta con la materia la corporeità delle cose, ne narra il loro divenire catalogandole, e falsificandole a futura, distorta memoria. 

Francesco Di Domenico  


ospite 3

Angelo Pescatore


Nasce a Benevento, dove vive e lavora. Frequenta il Liceo Artistico Statale di Benevento e l'Accademia delle Belle Arti di Napoli come allievo del M° Augusto Perez. Dal 1972 al 2011 insegna Discipline Plastiche al Liceo Artistico di Benevento. Ha indagato e praticato la pittura, la scultura, la fotografia, la videoregistrazione, la grafica pubblicitaria, l'oreficeria, il restauro, la scenografia. 

…oltre il divenire

Ci sono opere che nascono come un bisogno innato di fiabe, di racconti di avventure, di percorsi in territori colorati e sorprendenti. Si arricchiscono di particolari, diventano diari di viaggi e percorsi di iniziazione. Sono mappe visive che colpiscono per la loro chiarezza e per la contemporanea sorpresa di qualcosa di inedito. Angelo Pescatore ha nella sua arte la sua storia di docente. Un dialogo con i giovani che non si è mai interrotto;che lo porta, ancora oggi, a spiegare, con le sue opere, come creare, con rigore e mestiere, quella bellezza che nasce dalle mani di un artista. Opere che, a un occhio esperto, sono anche precise reminiscenze metafisiche, viaggi nostalgici in un passato perduto ma che ancora ci affascina. Dai segni iconici – che contemplano graffiti, frecce, lettere, numeri e altro ancora – alla costruzione di spazi e organismi, tutto ci parla di una classicità senza tempo che ha come obiettivo primario l’equilibrio e l’armonia, l’immobilità come l’eternità.

Francesco Morante

Dell’equilibrio tra pittura e poesia

Alla pittura è affidato il singolare incarico di aprire una finestra dove c’è il nulla, di farci vedere segni e colori dove c’è il nulla, di ingannarci, praticamente, in modo sfacciato. Con le sue opere, Angelo Pescatore ci rende partecipi di questo gioco delle parti, ci trasporta in territori alternativi, dove brillano soli tecnologici, si muovono uomini compagni dei graffiti preistorici, sbocciano fiori testimoni di bellezza. Non ci sono, però, motivi che prevalgono sugli altri, ma tutti rivestono la stessa musicale importanza. Non ci sono tecniche superiori alle altre, perché i pastelli mostrano lo stesso rigore dei quadri. L’unità di stile percorre l’universo poetico.
Maurizio Cimino



ospite 4

Mario Mascia

Studia e si forma al Liceo Artistico Statale di Benevento dove è stato docente di Progettazione e Laboratorio Pittorico. Si laurea all'Accademia di Belle Arti di Napoli con Domenico Spinosa in Pittura nel 1975. Le sue sculture "di carta" sono una contaminazione fotografica che si miscelano alla realtà del costruito e dell'editing tipografico.
Maurizio Cimino scrive di lui:

Il segno nero solleva la testa dal fondo bianco, si spoglia della bidimensionalità e diventa scultura a tutto tondo che si accampa nello spazio, lo definisce, lo influenza. Andiamo incontro alle opere di Mario Mascia attratti naturalmente, come se fossero da sempre nel luogo dove vengono collocate, emerse dal suolo o trasportate dall’aria. Giriamo intorno, come bambini curiosi di scoprire il nuovo, intrigati dalle forme debordanti, metamorfiche, e dai segni continui, infiniti per varietà. Pensiamo all’elaborazione intellettuale e all’esercizio fisico che si nasconde dietro ogni scultura. Ringraziamo per l’occasione offertaci.

Della scultura in bianco e nero 

Il segno nero solleva la testa dal fondo bianco, si spoglia della bidimensionalità e diventa scultura a tutto tondo che si accampa nello spazio, lo definisce, lo influenza. Andiamo incontro alle opere di Mario Mascia attratti naturalmente, come se fossero da sempre nel luogo dove vengono collocate, emerse dal suolo o trasportate dall’aria. Giriamo intorno, come bambini curiosi di scoprire il nuovo, intrigati dalle forme debordanti, metamorfiche, e dai segni continui, infiniti per varietà. Pensiamo all’elaborazione intellettuale e all’esercizio fisico che si nasconde dietro ogni scultura. Ringraziamo per l’occasione offertaci.

Maurizio Cimino


…infinite variazioni del reale

Tutto nasce dalla linea. L’arte di Mario Mascia ha un suo codice tecnico, ancora prima che visivo, che si rifà alle infinite possibilità che ha una mano di tracciare linee sempre diverse. C’è qualcosa di così semplice e primordiale, che non si può non restarne affascinati. Una linea – rigorosamente nera su bianco – due linee, tante linee, tantissime fino a non vederle più, che diventano il DNA di un organismo sempre più complesso e articolato, prima immagine infine scultura.Ne deriva un mondo in bianco e nero, ma che non è mai specchio del reale, bensì un suo ampliamento, in senso prima espressionistico infine surreale. Un mondo di forme, che quasi sempre partono da quelle antropomorfe, ma che non ha confini né limiti; che può espandersi e ingrandirsi a dismisura, fino a contenere in sé le infinite variazioni che l’immaginazione di un artista può ricreare, partendo da ciò che esiste. Un mondo oltre le tre dimensioni, quello di Mascia, che è forse l’immagine visiva degli universi paralleli che i moderni fisici teorizzano.

Francesco Morante



ospite 5

Giovanni Izzo



Ha frequentato l’Istituto d’Arte e si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Decisivo l’incontro con Mimmo Iodice; così la passione per la fotografia diventa viscerale e totale.
Ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 1978. Si è affermato al Kodak European Gold Award. Ha realizzato test sulle pellicole per conto di Kodak. Dal 2002 al 2007 ha collaborato con Canon-Italia. Ha ottenuto importanti riconoscimenti critici su "Il Fotografo Professionista", "Progresso Fotografico", "Photo International", "Photographies", "Dove", "Posh", "Bauwelt" "Mète" "ExpoArt". Ha pubblicato nel 2010 “Promised Land” edito da Federico Motta Editore, “Faires in the Net” edito L’Arco e L'Arca.

Alcuni suoi lavori sono stati pubblicati:
Dal degrado alla bellezza edito da Edizioni Scientifiche Italiane
Resurrezione edito GeMar
Monument Need di B. Servino edito LetteraVentidue
Photo World Magazine Cina
Il Matrimonio che vorrei di Garini e Miccio edito Mondadori
Autore della copertina di "Castel Volturno" reportage sulla mafia africana di S. Nazzaro edito da Einaudi
Il vuoto creativo di Anouck Veccietti Massacci e Matteo De Simone edito da NiComp L.E.
Cento Artisti per Carditello di Gabriella Ibello e Paola Riccio edito L'aperiA Società Editrice
L'altro mondo di Marcello Fois edito da Einaudi 
Padroni di sabbia di Salvatore Minieri edito da Primo 
Madonnina di Milano di Saverio Carillo edito La scuola di Pitagora
Scatti di Vita Museo Diocesano (opere di artisti contemporanei per celebrare la vita) edito Edizioni Saletta dell'Uva
Muri di Peppe Ferraro edito Edizioni Saletta Dell'uva
Riccardo Dalisi I Paladisi edito IL Laboratorio / Le edizioni
L'informatore di Paola Broccoli edito Edizione Saletta Dell'uva
BBC 2017
"Il fatto quotidiano" 2017
"Corriere del Mezzogiorno/ Corriere della Sera" 2017
"News Week" 2017
"Huffingtonpost" 2017
"Tribuna 24"
"La Repubblica"
"Corriere della Sera (La lettura)" marzo 2018
"Il Mattino"
Agenda Almanacco provincia di Caserta (c'era una volta il Real Sito di Carditello) 2018
"Almanacco" della provincia di Caserta 2018
Rai 1 Festival di Sanremo 2018 - scatto ufficiale per Avitabile e Servillo
           
                 Principali  mostre e collaborazioni tecnico scentifiche fotografiche

LaPlaca Academy - Roma
Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro
Galleria ON ART - Mondragone
Galleria Fiorillo Arte - Napoli
Museo ex Convento di Sant’Agostino - Caserta
OfCA  Caserta
Caserta Palazzo della Provincia
Caserta Palazzo del Fascio - Caserta
Museo del Tesoro San Gennaro - Napoli
Museo Civico - Maddaloni
Museo Diocesano - Caserta
Palazzo Fazio - Capua
Palazzo Lanza - Capua
Palazzo Armieri - Napoli
Prefettura - Barletta
CAM - Casoria Contemporary Art Museum - Casoria
Castello Svevo - Barletta
Malachia - Caserta
Complesso Parrocchiale - Vallata
Centro Fernandes - Castel Volturno
Aeroporto Militare 9^ Stormo F.Baracca - Grazzanise
Aveta Spa - S. Maria C.Vetere
Monastero di Fonte Avellana
Chiesa S.Nicola - Mondragone
Museo Arte Contemporanea - Caserta
ArtZone Club House - S.Maria C.Vetere
Palazzo Mazziotti - Caiazzo
Monastero Fonte Avellana- PU
Masseria Cotroneo - Benevento
Palazzo Berardi Mochi Zamperoli (Polo Culturale di Eccellenza) - Cagli
Palazzo della CEC (conferenza episcopale campana) Pompei
Università per Stranieri - PE

Ha documentato nel 2013 la Missione in Ghana per conto del A.I.R.O.(Associazione Italiana Rinnovamento in Oculistica Onlus) Clinica Mediterranea Napoli
Galleria Arterrima - Caserta
Museo  Provinciale Campano - Capua
Collaborazione tecnico scentifica con Facoltà Architettura Firenze
Collaborazione tecnico scentifica fotografica per Flyer Spazio A Firenze
Collaborazione tecnico scentifica fotografica con NIB "newitalianblood Salerno" (Master Architettura Ambiente)
Spazio Zero 11 (Liceo Artistico "Giorgio De Chirico" Torre Annunziata - Napoli
Leica Store Firenze - Firenze
Palazzo Ducale "Sanchez de Luna" Sant'Arpino - Caserta
Expo Milano 2015 reportage sulla realizzazione in bronzo della Madonnina di Milano
San Domenico Maggiore Napoli  maggio dei monumenti 2017 Matres
SUN dep of Civil Engineerieng II University of Naples/Aversa  Defence work assessment to prevent beach erosion and mouth diversion along the Domitia Coast
Bath University  luglio 2017 The Domitiana
Minturno Castello Baronale 2018 Matres
San Marzano sul Sarno 2018 Matres
Duel Caserta- Garrone Izzo Cutillo: L'estremo come riscatto 2018
Supervisione alla fotografia nel film di R. Montesarchio: Ritratti Abusivi


Diverse sue opere sono proprietà del Museo Civico di Maddaloni, del CAM di Casoria e di Palazzo Armieri.
Collaborazione con COSE NOSTRE, Rai Tre
Collaborazione con PETROLIO, Rai uno
Collaborazione con Rain News24  2018
Collaborazione con Corriere della Sera
Collaborazione con Presa diretta Rai Tre 2018
Collaborazione con Piazza Pulita La7 2018
Pan Napoli settembre 2017 per Imbavagliati
Ecole Nationale Superieure d’ Architecture ENSA Nantes  Dipartimento di Architettura Federico II Napoli -ottobre 2017
Suor Orsola Benincasa novembre 2017 The Domitiana
Castello Ducale S. Agata de Goti  dicembre 2017 Sguardi Altri
Fotografo di scena "Il vizio della speranza" di Edoardo De Angelis -febbraio/marzo 2018
Cambridge Anglia Ruskin University Maggio 2018 The Domitiana
San Marzano sul Sarrno Not only Whigte 2018  Matres e Promised Land
Cover libro La notte di S. Gennaro di Enzo Ammaliato edito da CentoAutori


Uno sguardo in viaggio nel tempo

La Domitiana è una linea retta di asfalto nero come pece, lunga cinquanta chilometri. Giovanni Izzo va alla estremità più a meridione, quella del cominciamento, e Cuma diventa l’inizio del suo viaggio (inconsapevole) nel tempo, sogno ellenico e auspicio a strapiombo sul mare blu cobalto di Enea. Qui la fotografia è un graffio sulla retina, un allungamento del suo animo tormentato nel raggiungere l’origine delle cose. Più volte schiva ruderi, scivola sull’erba bagnata di salsedine, ubriaco nel fermare suggestioni, memorie, brandelli di quello spazio che ha contenuto uomini diversi negli anni della Storia. E’ una sequenza filmica, a raso o dall’alto, aggrappato ad una roccia, proteso verso il mare o disteso al suolo nel tentativo di fermare squarci di cielo spuntato tra nuvole congelate dal bianco. Una dolce follia del movimento che ingurgita il mondo e il tempo nel rettangolo della macchina, racchiude schegge di marmo pentelico e cemento graffiato dalla ruggine. E sorride per aver afferrato nelle immagini anche il vento dell’acropoli. Già da lì intravede quello che sarebbe successo. In lontananza coglie il corso del Volturno e la foce che rilascia vomiti di fallimenti politici, la sabbia d’oro che buca il verde della pineta, le giostre di ferro, le case strappate dalle deboli fondamenta, la porosità nera delle facce africane, il vizio della carta moneta impregnata di polvere bianca, lo stagnare di acque a ridosso del profumo di fritture d’alici.
Scende velocemente verso il basso a raccontare di mura possenti di tufo recise dalla lamiera di un’auto, di case erette grazie alla sola magia della gravità, di donne bellissime che rivelano appena la propria verità virile schiacciata dall’elasticità di un body maculato. Corre, attraversa, annusa.
Scorge tra un doppio filare d’improvvisate case ocra un lastricato che fu sudore dei soldati della Roma imperiale di Domiziano e si affaccia a una grata. Scatta e interrompe l’oblio. Felice, vi ritorna per ricordare ancora, ma questa volta è solo asfalto nero coprente". "Ma quell’acme, insinuato tra abbandono e dismissione di una fisicità urbana in apparente frantumazione, è, di contro, segno di auspicio. Non può esserci ulteriore degrado se non una rinascita, magari diversa dalla precedente ma pur sempre tale. E la fotografia, qui, si fa perfetta traduzione di krisis, incitazione a una scelta diversa e definitiva. La mappa segreta del riscatto è, oltre il tecnicismo, negli occhi di quegli uomini, donne e bambini che, sorridenti e indifferenti alla disgregazione al contorno, illuminano ogni fermo immagine. E la speranza.
Raffaele Cutillo

Domitiana Finis Terrae

La strada lunga, che scurisce anche al sole, sempre pericolosa da attraversare, che separa un mare perduto dalla sua terra infuocata e accecante. Come un bagnasciuga, che porta, lascia e si riporta sabbia e gente. Lo sguardo di Giovanni Izzo attraversa questa strada, come un pericolo e come un raggio scuro di sole. Guardare da ogni parte, mentre si attraversa. Lo sguardo teso di Giovanni Izzo ci porta alla presenza vera dei volti, delle cose, a quella presenza che rimane nascosta da quanto ci si dà a vedere. E’ come un nervo scoperto, dove l’aria arriva e fa male, una pulsione fatta di battere, levare, caricare e premere, senza esplodere. Giovanni Izzo attrae in questo pulsare della mancanza. Un qualcosa che sta per accadere, ma continuamente svapora nel fumo che sale dall’asfalto, nel calore di un sole che non protegge, nel sudore che asciuga, nei gas di scarico che muovono la polvere della strada. Freddo delle panchine all’ombra, piedi che entrano nella sabbia, come petrolio sull’asfalto. Aria di terra e  sale di mare, un’aria che fa presto a mancare. E’ l’aria di chi qui vive da sempre e respira l’odore di una storia mancata, di nascite dimenticate, di morti dovute alla memoria lontana e rese al nero del suo lavoro. Passato colposo e futuro non redento, luce dal fondo del mare e buio notturno su tetti piatti di catrame. Come il dolore che lascia una ferita, quella ferita che ogni dolore lascia. Il dolore passa, attraversa e lascia una ferita lunga quanto la strada che ha fatto. Di questa strada lo sguardo di Giovanni Izzo racconta, non taglia, non chiama né ferma, ma dà voce ai tanti racconti che ognuno pensava di aver dimenticato. Sono i racconti attraversati dagli sguardi ritratti, come debole vento di polvere che attraversa e scompiglia la strada, la via della terra che sa di mare e del fuoco che si fa aria.

Lucio Saviani

 


ospite 6

Resli Tale



Cercatrice di ossimori ed ex topo di laboratorio, ha vagabondato per un paio di accademie di Belle d’Arti per inserire “graphic” nel curriculum. Ora lavora come freelance, collaborando con studi di comunicazione visiva, testate giornalistiche nazionali, e come insegnante di illustrazione e tecniche per la stampa.

Scopri di più: qui



ospite 7

Daniela Allocca


                                                                                                                                                                                               foto di Antonio Angri

PhD, attualmente assegnista di ricerca in letteratura tedesca presso il Dipartimento di Studi Letterari, Linguistici e Comparati, Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. Fa parte del network interuniversitario “Laboratorio del Cammino” . Cura per il Goethe-Institut  Napoli progetti sulla traduzione poetica come RadioPoesie (2018/2019) e Napoli Translation Slam (2017).  Nel 2018 idea e cura Emblema Embodied Lab  per e presso il Museo Emblema, progetto che unisce pratiche somatiche e  comunicazione/percezione dell’arte contemporanea. Nel 2016 pubblica  “BerlinoGrafie. Letteratura nomade e spazi urbani” ricerca dedicata al rapporto tra scrittura e spazi urbani.  Dal 2009 porta avanti un progetto di ricerca artistica che si fonda sulla pratica del cammino Progetto Fiori e fonda e fa parte di Wandering Translators/Il traduttore errante, progetto sulla traduzione collettiva. Focus della sua ricerca sono: Spatial Turn, Translation Studies, Ecocritic.

Al Festival presenta un'installazione sonora:

Libro 560. Lettura vera di libri finti

Libro 560 è un invito a entrare in una zona di sosta improvvisata dove abbandonarsi all’ascolto/lettura dei libri “finti”. Si tratta di un progetto di scrittura post-fossile ovvero una scrittura che nasce non dallo scavo e dal segnare solchi, ma dall’ascolto e dalla capacità di riformulare ciò che si sente nella materia dei libri e nei luoghi dove sono stati letti. L’immagine della scrittura è stata legata al gesto del solcare, basti pensare a Derrida, alla différance che prepone la scrittura al parlato, poiché è solo la scrittura che mantiene la differenza. Il percorso per diventare poeta nello Einrich von Ofterdingen di Novalis passa attraverso l’incontro con il minatore ma il poeta è Klingsohr / Orecchio sonante. Con Libro 560 si prova a restare in superficie, si abbandonano carta e penna e si mettono in comunicazione orecchio e bocca, da aria ad aria. Esercizio di sopravvivenza. Ricerca di una modalità diversa di relazionarsi alle proprie risorse creative. Superficie, aria vs scavo e sfruttamento del sottosuolo. Attraversamento tattile dei luoghi e presenza dello stare. Una non scrittura, una specie pioniera che nasce da terreni resi inospitali, che probabilmente ha radici nell’aria come le tillandsie.  

 vedi scheda grafica qui


ospite 8

Venovan



Michele Colucci, in arte Venovan, è un musicista che fonde arte contemporanea e oggetti di uso comune. Utilizza, infatti, oggetti di uso quotidiano: chiodi, forchette, magneti, ecc. che lui chiama “i preparati”.
Nell’ambito del Festival Fantasiologico presenta e suona lo strumento “DOPAonde” che ha prodotto insieme ad Antonello Musto e realizzato grazie ai progetti di Domenico Pagliaro, musicista e creatore, scomparso lo scorso aprile.

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ospite 9


Viviana Redavid


Professione INCANTASTOFFE: inventa e cuce storie di stoffa per piccoli e grandi. Realizza libri sensoriali per imparare giocando. Con la maternità, si sono aperti nuovi scenari e orizzonti, nuovi studi di pedagogia applicata agli aspetti ludici dell'apprendimento. Senza trascurare creatività e fantasia da condividere e scambiare con chi partecipa ai suoi laboratori itineranti.

vedi scheda grafica



ospite 10

Rossella Flagiello



Fin da piccola ama l'arte in tutte le sue forme. Disegna, progetta case immaginarie, ama i giochi manuali come costruzioni e paste polimeriche. Costruisce i suoi primi gioielli d'artigianato. Nel 2013 da autodidatta impara la tecnica del Quilling, in cui negli anni si è specializzata realizzando miniature, quadri, gioielli ed oggettistica varia. Nel 2017 partecipa al Napoli Teatro Festival come scenografa.

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ospite 11

Gianluca Caporaso



Mi autodefinisco un lettore e un narratore, una persona che prova ad accendere intorno al fuoco della parola ragioni per ritrovarsi a camminare insieme, ritessere trame di comunità, stimolare il potenziale fantastico delle persone come chiave per armonizzare le relazioni con il mondo, costruire percorsi di apertura e solidarietà.
Mi occupo da sempre di solidarietà e progettazione culturale e sono tra i fondatori del collettivo artistico La luna al guinzaglio (www.lalunaalguinzaglio.it).
Giro per l’Italia e racconto storie tratte dai miei libri, inventate o recuperate dallo sterminato patrimonio narrativo dell’umanità, organizzo eventi di promozione della lettura e della narrazione e laboratori di scrittura fantastica.
Nel settembre 2017 ho ideato a Potenza la prima edizione di un festival chiamato La città delle infanzie. Conduco laboratori di scrittura fantastica in giro per l’Italia.
Le pubblicazioni
Il primo libro pubblicato si intitola “I Racconti di Punteville – Ovvero le mirabolanti cronache degli uomini che viaggiarono nelle città della punteggiatura”.
Uscito nel settembre 2012 con le illustrazioni di Rita Petruccioli, il libro, ad oggi, ha superato le 6000 copie vendute con 3 ristampe e si è trasformato in una vera fortunata erranza letteraria. Vi sono narrate le Città della punteggiatura con le loro assurde, poetiche, umanissime cronache. Diversi brani del libro sono inseriti in prestigiose collane di sussidiari per le scuole elementari: Mondadori, Lisciani, Fabbri.
Nel mese di settembre 2015, è uscita una raccolta di racconti il cui titolo è “Appunti di geofantastica”.
La raccolta narra di città che pur essendo realmente esistenti, sono completamente reinventate a partire dai loro nomi. Un viaggio in cui la Parola prende il sopravvento sulla Storia e sulla Geografia e diventa pretesto per inventare città immaginifiche e visionarie. Anche questo libro è prossimo alle 6000 copie vendute, sostenute da un vagabondaggio letterario che supera ad oggi i 150 appuntamenti.
Diversi brani del libro sono accolti nel sussidiario della Lisciani per le scuole elementari e nel numero del 26 giugno 2017 di Robinson, allegato culturale de La Repubblica, il libro è stato inserito tra i 14 testi fondamentali per la costruzione di una biblioteca minima del viaggiatore.
Nel maggio del 2017 è uscito “Il Catalogo Ragionato delle Patamacchine”, in cui oggetti scartati e vecchia ferraglia assemblata danno vita a macchine assurde e poetiche, un pretesto per recuperare, in un tempo così ricco di oggetti e povero di relazioni, la bellezza degli abbracci e la serietà assoluta del gioco, come strumento per meravigliarsi del mondo e per meravigliarlo.
Ultimo arrivato, a fine agosto 2018, le “Lettere all’amata“, una raccolta epistolare in cui rivolgendomi a un’amata senza viso e senza nome, senza profilo e senza storia, indago il senso della parola e della riscrittura rispetto alla vita, all’arte, agli incontri, al tragitto degli uomini.

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ospite 12

Livio Sossi



Saggista, esperto di editoria e illustrazione. Si occupa dal 1971 di letteratura per l'infanzia, editoria ed illustrazione e dall'Anno Accademco 2000/2001 è docente di Storia e Letteratura per l'infanzia alla Facoltà di Scienze della Formazione Primaria dell'Università degli Studi di Udine e di Capodistria (Slovenia). Dal 1995 conduce settimanalmente per Radio Capodistria la rubrica radiofonica in lingua italiana di informazione sulla letteratura giovanile Dorothy & Alice. Viaggio nel mondo della letteratura per ragazzi. Collabora con i principali settimanali, periodici per bambini e riviste di letteratura giovanile. È stato ed è presidente di giuria di numerosissimi premi nazionali e internazionali di letteratura per l'infanzia (dal 2006 è Presidente della Giuria del Concorso Lucca Junior per Illustratori e Fumettisti) e curatore di numerose mostre di illustrazione. Consulente per diverse case editrici italiane, è, inoltre, direttore editoriale e artistico della casa editrice Edicolors di Genova e delle collane per ragazzi per l'editore Falzea di Reggio Calabria.


ospite 13

Marcello Buonomo


Marcello Buonomo è direttore editoriale e co-fondatore – con Rosa Lavieri – della casa editrice itinerante Lavieri.

Laurea in Sociologia, ha in precedenza lavorato come fotografo e nel campo della formazione. Da sempre appassionato di stampa e tipografia, ha iniziato nel 2000 le sue collaborazioni in campo editoriale con traduzioni e composizioni tipografiche. Nel 2002 diventa socio della casa editrice di saggistica Ipermedium libri, assumendone la direzione generale.

Lavieri è nata nel 2004 e fin dagli esordi si è proposta in settori apparentemente lontani quali la Letteratura, i libri per l’infanzia e il fumetto. Libri nati da diversi interessi e competenze ma uniti da uno sguardo comune sul mondo e l’editoria – quello proprio dell’editore – teso a diminuire la distanza tra la letteratura, come canonicamente intesa, e le sue forme illustrate. La cosa migliore per conoscerci è consultare il nostro catalogo.

La letteratura Lavieri, proposta attraverso la collana Arno e la collana Autrement annovera alcuni dei maggiori autori del XX secolo, quali Arno Schmidt, Walter Kempowski, Hans Henny Jahnn, Claude Simone, Emmanuel Bove.

Lavieri piccole pesti è la mini etichetta dedicata all’infanzia: una produzione leggera e divertente, che vuole essere un aiuto per affrontare (e non evitare) le avventure della vita quotidiana. La predilezione per l’ironia e l’originalità ha portato dunque a libri calibrati per i più piccoli ma da godere a tutte le età. Rappresentativi di questa sezione sono libri come I collezionisti, Prendere una lepre, Appunti di Geofantastica, Il gatto stregato, La mamma ha un bambino nella pancia, Le avventrure del signor Don chisciotte della mancia.

Nell’ambito del fumetto e delle graphic novel Lavieri si è segnalata subito con un premio Anafi per aver portato in Italia una selezione di autori stranieri (Arkas, Galvao, Sonny Liew) e valorizzato alcune promesse del panorama italiano come Paolo Cossi, Andrea Scoppetta, Gianluca Maconi, Alessandro Rak, Davide Pascutti ed Erika De Pieri.

A pochi anni dalla sua fondazione il marchio ha raccolto già numerosi consensi tra i critici e gli operatori del settore, nonché tra il pubblico che, specie nelle fiere, risponde positivamente alla piccola selezione di titoli che ogni anno viene proposto.

Per vederci con gli occhi degli altri puoi sfogliare la nostra rassegna stampa.




ospite 14

Rosanna Marziale





"Dentro di me c'è una popolazione. Io sono anche un contadino appassionato, un mangiatore sensuale, un bambino che si costruisce il suo catalogo di sapori, un vecchio fornaio, un pescatore di alici, un pastore, un mastro casaro, un navigatore d'internet e tanto altro": la sintesi si chiama Rosanna Marziale, professione chef, ambasciatrice nel mondo della mozzarella di bufala campana DOP, una stella Michelin con il suo ristorante LE COLONNE di Caserta e chef presso SAN BARTOLOMEO CASA IN CAMPAGNA località Pantaniello, Caiazzo (CE). 

Fonda la tradizione delle sue lande con tecniche e creatività apprese negli anni in cui fu affascinata dalla nuova cucina spagnola; è un concentrato di sapore (che trasferisce nei suoi piatti) ed energia; poliedrica a mille, scrive libri ed è stata persino protagonista di un cartone animato. Figlia d'arte: il padre Gaetano gestiva il ristorante di famiglia, La Bomboniera, stesse mura de Le Colonne attuale. Vi trascorre la giovinezza, apprendendo tutti i segreti dei fornelli, studiando anche da sommelier e da barman. 

La svolta agli inizi del Duemila, con vari stage formativi, su tutti quelli da Gianfranco Vissani e da Martin Berasategui. Ospite di varie trasmissioni radiofoniche e televisive (recentemente a Sottovoce, Rai 1), protagonista della finale Masterchef Italia 4 e di Chopped Italia (2018). 

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ospite 15

 Cinzia Crisci (Libreria Che Storia)

Dal 2013, esperienza significativa maturata nel settore con specifiche attività laboratoriali (almeno uno a settimana) in sede e/o presso scuole in Italia. In particolare, Che Storia realizza e organizza, anche su richiesta di Istituti Scolastici:

- Percorsi tattili e/o olfattivi;

- Laboratori di disegno e pittura;

- Laboratori musicali;

- Laboratori di scrittura creativa;

- Laboratori verbali;

- Laboratori golosi e appetitosi;

- Laboratori in collaborazione con aziende agricole e fattorie didattiche.

Che Storia organizza incontri pubblici e laboratori con autori e illustratori, scrittori, studiosi, esperti esterni (con particolare attenzione ai percorsi originali derivanti da propri studi e ricerche sul campo) anche in ambito scolastico, con specifiche collaborazioni con il gruppo insegnanti in armonia con i P.O.F. e altre tipologie di bando. Fornisce attività su percorsi tematici strutturati nei settori dei diritti, interculturalità, diversità, disabilità, comunicazione e relazione, con bibliografie ragionate. Che Storia in breve tempo è divenuta un punto di riferimento fondamentale per le attività culturali e sociali del territorio casertano, e non solo, e organizza gruppi di lavoro con gli insegnanti per scoprire insieme le novità editoriali per fascia di età e testi riguardanti tematiche funzionali ai progetti educativi. Premio Comune di Caserta nell’ambito di “Festbook 2017”. Segnalata tra le 25 librerie più belle d’Italia dal portale Focus “nostrofiglio.it”

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ospite 16

Domenico Barbiero (La Sbecciatrice)

 


La passione per l'agricoltura e il rispetto per l'ambiente, ci hanno spinto alla realizzazione del progetto "La Sbecciatrice".
L’azienda agricola nasce a Villa Santa Croce, una piccola frazione del  comune di Piana di Monte Verna (CE) e si occupa di coltivazione, trasformazione e vendita di ortaggi.
Il progetto è mosso da un forte senso di appartenenza al proprio territorio e da una corretta idea di sviluppo sostenibile che considera l'ambiente come una risorsa da salvaguardare.

La Sbecciatrice è il risultato di lunghi studi e interazioni con i “vecchi contadini” del posto, per apprendere, capire e riadattare le tecniche tradizionali del passato, rispettando i tempi e i ritmi della terra. “Qualità e genuinità” è il motto che riassume l’azienda. La genuinità è data dalle tecniche colturali adottate, volte alla salvaguardia del prodotto, dell’ambiente e del consumatore, mentre la qualità scaturisce dall’accurata selezione e dall’attenta osservazione delle norme riguardanti la trasformazione e la conservazione del prodotto.

L'obiettivo principale della nostra azienda è quello di salvaguardare la biodiversità locale, recuperando le specie vegetali destinate all'estinzione. Tra i prodotti salvati dall’estinzione ricordiamo il pomodoro riccio, il  cece bianco delle colline caiatine, il fagiolo lenzariello e il fagiolo a curniciello. I nostri prodotti sono coltivati su terreni, certificati biologici, con tecniche naturali e rispettose dell’ambiente. Le coltivazioni dimorano sul territorio di Villa Santa Croce (CE), lontano da qualsiasi forma di inquinamento e antropizzazione, in modo da garantire una totale genuinità dei prodotti.

Attualmente i prodotti da noi coltivati e trasformati, nel nostro laboratorio aziendale, sono i seguenti:

-          Passata di pomodoro riccio

-          Crema di ceci neri e crema di ceci bianchi

-          Fagiolo lenzariello e curniciello lessati

-          Ceci bianchi e ceci neri lessati

-          Crema di fagiolo lenzariello

-          Crema di peperoni

-          Crema fave e menta

 

Fiere e manifestazioni principiali:

-          “Planta” Orto Botanico di Napoli

-          “La Repubblica dei Contadini” Fico Bologna

-          “Leguminosa” Slow Food Napoli

-          “Giardini del Volturno” San Bartolomeo Caiazzo

-          “Cadeaux al Castello” Mercatino di Natale al castello di Limatola

-          “Ipomea del Negombo” Ischia

-          “Città Slow” Greve in Chianti

Esportazione prodotti:

“Kytaly” Ginevra

“Ristorante Terronia” Parigi

“Nucleo Management Limited” Hong Kong

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ospite 17

Massimo Gerardo Carrese



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ospite 18



Giuseppe Polone



https://ilmattino.it/napoli/cronaca/spaccanapoli_coda_la_laurea_matematica-2019344.html

https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/spettacoli/2014/26-novembre-2014/dopo-pitagora-einstein-vengo-iopolone-torna-napoli-tenta-guiness-vd-230616633458.shtml



ospite 19
 
Sara Ricci

Pianista redenta e attualmente clavicembalista ortodossa, coltiva la scrittura, le ortensie e numerose inconfessabili aspirazioni. Si occupa di letteratura potenziale, del suo cane Banana, di patafisica e di alcune derive dell'estremo contemporaneo, oltre che di musica antica, collaborando con riviste, blog e circoli letterari sparsi nell'universo geografico tra Bari e il resto del mondo. Ha pubblicato racconti con Fuoco fuochino e una monografia per le Edizioni del Collage de 'Pataphysique. Ha nel cassetto innumerevoli progetti che a breve vedranno la luce, ma probabilmente sarà quella di un inceneritore. 

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ospite 20

Stefano Tonietto

Dopo studi classici, che ancora continuano (è insegnante di liceo), ha pubblicato un saggio storico in due volumi sul paese d’origine della sua famiglia paterna, Rossano Veneto (Commune et homines villae Rossani, Biblos 2006) e un poema comicavalleresco di 37064 endecasillabi in ottava rima, Olimpio da Vetrego (Inchiostro, 2010); saggi suoi, parodici e umoristici, in prosa e in verso, sono apparsi sulle riviste "Nuova TèCHNE", "Il Furore Dei Libri", "Inchiostro" e sul sito www.mr.dedalus.it  Nel 2016 il suo saggio "serio" Dante e Antonio: indagine sopra un’assenza è stato accolto sulla rivista "Studi Italiani". Ha scritto per gli editori fuocoFUOCHINO e Babbomorto. Si leggono suoi contributi nei due Almanacchi del 2016 e del 2017 di Quodlibet Compagnia Extra, mentre dal settembre 2017 è in circolazione la sua Letteratura latina inesistente, accompagnata da lusinghieri giudizi di critica e pubblico.

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ospite 21

Beppe Finessi



Architetto italiano, svolge attività didattica, critica e di ricerca presso il Politecnico di Milano. Attraverso progetti espositivi ed editoriali si occupa dell'opera dei grandi maestri del design italiano e dei nuovi protagonisti della scena internazionale. È autore di numerosi volumi sul design, l'architettura e le arti contemporanee fra i quali, nel catalogo Corraini libri dedicati a Bruno Munari, Angelo Mangiarotti, Alessandro Mendini, Vico Magistretti, Dino Gavina. Dal 2010 dirige Inventario "Tutto è Progetto" premiato con il compasso d'oro ADI 2014. È curatore della mostra "Il design italiano oltre le crisi - Autarchia, Austerità, Autoproduzione" presso il Triennale Design Museum 2014 (settima edizione). È direttore responsabile della rivista INVENTARIO.


ospite 22


Furio Honsell

Se c’è qualcuno che ritiene che la Matematica e la Politica siano noiose questi non è Furio Honsell, matematico e sindaco di Udine per 9 anni 8 mesi 20 giorni. Alle 20.17 del 20 agosto 2017 compiva 59 anni. Non chiedetegli da dove viene perché nei primi 10 anni di vita era già vissuto in 4 città diverse. Non è il classico matematico dal cuore di pietra che davanti ad un essere umano si limita a notare solamente il 75% d’acqua, ma si è infatti sposato ed ha due figli.

Laureato in matematica alla Scuola Normale di Pisa ed è stato ricercatore presso le università di Torino e di Edimburgo. È stato visiting professor in molte università di tutti i 5 continenti, da Stanford a Hyderabad, da Parigi a Abuja, da Irbid a Pisa. Dal 1990 è professore ordinario di “Teoria degli automi”. Ha pubblicato un centinaio di lavori scientifici sui fondamenti della matematica e dell’informatica, logica, metodi matematici per l’informatica, semantica dei linguaggi di programmazione e anche sul tema della salute pubblica. 

Dal 2001 al 2008 è stato il rettore dell’Università di Udine nonché il rettore di “Che tempo che fa?”, trasmissione di RAI 3 condotta da Fabio Fazio. Cura inoltre la rubrica Il respiro della Matematica sul periodico LOGiKA e ha pubblicato libri di Matematica divulgativa tra i quali L’algoritmo del parcheggio presso Mondadori (alcuni sostengono che tale libro sia stato fondamentale per il suo successo elettorale).

Attualmente insegna Logica filosofica e matematica. È stato presidente dell’associazione italiana città in gioco Giona, perché pensa che il gioco sia un ottimo strumento per superare le barriere sociali e culturali e promuovere l’inclusione sociale. Si batte per la riduzione delle emissioni di gas serra, l’efficienza energetica e un’Italia più accogliente verso i diversi. I suoi motti politici sono “Con la mente e con il cuore” e “Il fine giustifica i mezzi, il rozzo no”. Tra ciò che lo rende più orgoglioso è l’essere stato nominato Commendatore al merito della Repubblica Italiana nel 2008 e personalità ludica dell’anno nel 2011.

Dal 22 maggio 2018 è consigliere regionale, eletto nella Lista Open Sinistra FVG, ed è Vice Presidente della V Commissione (Affari istituzionali e statutari, forma di governo, elezioni, disciplina del referendum, autonomie locali, usi civici, rapporti esterni e con l’Unione europea, organi di garanzia, beni e attività culturali, identità linguistiche, spettacoli e manifestazioni, attività sportive, corregionali all’estero).

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ospite 23

Rossana Di Poce



Dottore di ricerca in Archeologia "Rapporti tra Oriente e Occidente", collaboratore Corriere del Mezzogiorno, e Tgr3 Campania, scrive di Napoli e dei suoi luoghi, e si occupa di divulgazione.

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ospite 24

Andrea Angiolino



È un autore di giochi e giornalista italiano (comincia la sua carriera sulle colonne della rivista Pergioco). È inoltre autore di vari libri dedicati al gioco, oltre che di racconti fantasy e librogame.  

Alla fine degli anni ottanta comincia la sua carriera professionale come creativo di giochi: giochi da tavolo, giochi di ruolo, giochi per computer. Nel 1989 è tra gli autori di Mister Radio, gioco-varietà quotidiano su Rai Radio Due. Assieme alla C.UnS.A. (Cooperativa Un Sacco Alternativa), un gruppo di autori romani, crea giochi per diverse trasmissioni televisive Rai fra cui Patatrac, Ultimo minuto, La Banda dello Zecchino, collaborando anche con la rete privata Teleroma 56.

Dal novembre 2014 contribuisce alla trasmissione Wikiradio (Rai Radio Tre) con puntate dedicate alla storia del gioco. Nel 1998 dirige, con Domenico Di Giorgio e Roberta Barletta, la rivista GiocAreA. Nel 1999 diviene consulente del Ministero della pubblica istruzione per l'utilizzo di giochi nella scuola. Fa parte della giuria del Trofeo RiLL. Collabora alla guida gastronomica Roma nel piatto (ed. La Pecora Nera).

Suoi racconti sono stati ospitati fra l'altro sulle riviste Future Shock, Kaos, Maivista e The Unicorn, nelle antologie legate al Trofeo RiLL e al premio Parole per strada, nella raccolta di ucronie Se l'Italia (Vallecchi, 2005) e nelle antologie Giallo scacchi (Ediscere, 2008), Guida galattica dei gourmet (Robin, 2008), Frittology (Giulio Perrone Editore, 2009), Bloody Hell (Demian, 2009), Onda d'abisso (L'Orecchio di Van Gogh, 2010), Nero Lazio (Giulio Perrone Editore, 2010), Uomini a pezzi (eclissi editrice, 2010), Fedele al mito (L'Amico Fedele onlus, 2012), Crisis (Edizioni Della Vigna, 2013). Alcuni di questi racconti sono scritti a quattro mani con Francesca Garello e Paolo Corsini. Animazioni teatrali dei suoi racconti sono state realizzate fra gli altri dalla regista Lisa Ferlazzo Natoli nella rassegna "Nuovi tempi, altri mondi" (Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma 2009) nonché dal gruppo ludico Elish e dalla compagnia del Teatro Ygramul in più edizioni del festival Ludika 1234 a Viterbo.

Nel 2004 entra a far parte del gruppo di scrittura creativa Carboneria Letteraria, fondato nel 2003 da Paolo Agaraff: nel 2007 collabora con il racconto Primo incontro all'omonima antologia (Cento Autori, 2007) che raccoglie i contributi dei membri del gruppo. Seguono altre antologie e nel 2014 il romanzo collettivo Maiden Voyage. Dal 2014 racconta storie di giochi e giocattoli a Wikiradio, su Rai Radio Tre. Nel 2016 ha collaborato alla riapertura del LunEur.

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ospite 25

Paolo Albani



  Sono nato il 3 dicembre 1946 a Marina di Massa, nella casa di mia zia Tecla, in  una stradina lunga e stretta che porta fino al mare. 
   Scrittore (nel senso lato "che scrivo"), poeta visivo e sonoroperformer, sono membro dell'OpLePo (Opificio di Letteratura Potenziale) (per visionare i miei esercizi oplepiani cliccate qui), della Sezione italiana della Joseph Crabtree Foundation e del Comitato Scientifico dell'Institut International de Recherches et d'Exploration sur les Fous Littéraires.  
    In qualità di semi-semiologo, ho tenuto nel 1994 il corso di Semiotica ("Definizioni e applicazioni di semiotica. Esplorazioni nel mondo del gioco verbo-visivo") presso l'I.S.I.A. (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche) di Firenze e per vari anni, a partire dal 2000, ho insegnato all'Università del Progetto di Reggio Emilia (si vedano le note al mio corso intitolato La parola come oggetto anomalo, anche). 
  Sono Console Magnifico dell'Istituto Patafisico Vitellianense, emanazione autonoma del Collegio di 'Patafisica, e da alcuni anni ricopro la cattedra di Linguistica fantastica presso la Facoltà di Scienze inutili di Barcellona. 
  A volte mi capita di organizzare dei laboratori di "scrittura creativa" (che preferisco chiamare "ri-creativa") in vari contesti: università, manifestazioni culturali, istituzioni pubbliche e private. 
    Dirigo la nuova serie di Tèchne, rivista di bizzarrie letterarie e non (che dal 2014 diventa Nuova Tèchne). 
    Con grande divertimento ho scritto testi umoristici per alcune vignette. 
    Per l'editore Ponte alle Grazie, quand'era a Firenze, ho diretto una collana di scritture dedicate all'humour, alla manipolazione grottesca e surreale dei linguaggi, al gioco e a curiosità e arguzie, in cui uscirono, ahimé, solo due volumi: Le cerniere del colonnello e i Bisticci classici di Vincenzo Trambusti.
  Biograficamente parlando mi piace ricordare l'acrostico che nel 2000 mi ha dedicato Giuseppe Chiari. Nel 2003, il circolo culturale Malacarne di Verona, ha organizzato un "paraconvegno eterodosso ricreativo internazionale" sulla mia attività.

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