Titolo: Das Labyrinth

gioco fantasiologico Ngurzu Edizioni, agosto 2015
(pezzo unico 60x40 cm, circa. Compensato, varia tipologia di carta, pietre, resina, legno, plastica, acrilico, inchiostro)


Descrizione s-oggettiva e im-personale (con parole in avanti e in dietro)

Il mio contenitore è un labirinto colorato. Il labirinto e le sue forme sono ciò che più mi rappresentano. Il mio contenitore l'ho costruito con le mie mani (60x40 cm, circa) ma non da solo. Per me il labirinto è, nel contempo, un gioco spensierato e un gioco riflessivo, un gioco da percorrere con gli occhi e da raccontare. Un gioco da provare. La foto è volutamente sfocata (non troppo) perché il labirinto è un luogo visibile ma non chiaro. La stessa essenza è conservata dal mio labirinto durante le fasi di gioco: i miei percorsi sono tutti visibili (anche quando non si gioca) ma non sempre sono chiari (per capire questa parte bisogna giocare): spesso non si sa dove andare, neanche io che l’ho costruito so bene dove, eppure ci sono i numeri a indicare una strada, dall’1 al 26. Si gioca con le mani, soprattutto, che ricercano un equilibrio, e con una biglia, che visita gli spazi del labirinto. Gli spazi del labirinto sono attraversati da una biglia di vetro, trasparente, liscia, regolare, che spesso si ferma nei fori, di forma irregolare, ma non cade. La biglia non cade mai. Essa può essere risollevata e fatta ripartire facendo una leggera pressione con il dito (della mano sinistra), dal basso verso l'alto, nel foro corrispondente: quando la biglia si ferma in uno dei fori, le dita cercano sotto al piano di gioco il foro giusto per liberare la biglia. La biglia così riparte. Ma non è molto facile trovare il foro e far ripartire la biglia (e anche questo lo si scopre giocando). La biglia non si può prendere dall’alto con le mani ma solo rialzare dal basso, da sotto al piano di gioco. Il mio labirinto ha una superficie di gioco visibile e una parte non visibile, quella sotto al piano di gioco, fatta di rialzi praticati dai fori, rialzi di compensato. Questo spazio si può solo toccare ma non è da vedere.  Il mio labirinto è un luogo di equilibri: è dove si cerca un equilibrio o più equilibri con le due mani che muovono inclinando il piano di gioco ora verso destra ora verso sinistra, ora lo piegano verso il basso ora lo spingono verso l'alto. Qui, sicurezza e incertezza sono sinonimi. Sempre, anche quando si arriva alla fine del percorso e si prova a rifarlo credendo di conoscerlo. Il mio labirinto si può solo percorrere in un senso, dal n. 1 al n. 26: a voler tornare indietro non si può (forse). Trovare un equilibrio per riuscire nel gioco non è immediato ma più difficile è individuare il foro giusto per liberare la biglia quando questa si ferma lungo il cammino: la superficie di gioco resta sempre visibile al giocatore che però non può alzare il labirinto e guardarci sotto per capire qual sia il foro che ha fermato la biglia, né può ruotarlo di lato per seguire meglio il percorso della biglia. Egli vede che la biglia è ferma in un foro ma, sfiorando la parte in basso, con una mano, incontra una serie di rialzi e non sempre riesce a trovare (subito) il foro che gli serve, quello utile a liberare la biglia. Così, spesso, vedrà le proprie dita uscire dai fori, uscire dal basso. Il giocatore vede dall’alto dov’è ferma la biglia ma non intuisce prontamente, toccando la parte non visibile, quale sia il foro giusto, così procede per prove ed errori, e gli errori gli sembrano maggiori dei successi. A volte gli sembra impossibile riuscire a liberare la biglia: più la biglia avanza lungo il labirinto più difficile sarà allungare il braccio (solo quello sinistro) sotto al piano di gioco per liberare la biglia che è ferma, che è ferma in un foro vicino alla parte finale del gioco, la parte più semplice di tutto il labirinto ma lui non vede sempre dov'è la biglia e il suo braccio è sempre più corto e non riesce ad allungarlo sotto al piano di gioco così come faceva prima, prima di arrivare quasi alla fine del percorso (e se fosse quello l’inizio?), e se prova a forzare troppo la situazione ecco che la biglia rischia di cadere, di cadere a terra, di cadere dal labirinto. E che cosa fare se la biglia cade? Come liberare dunque la biglia dai fori più vicini al percorso finale? Non lo so. La biglia non può essere toccata con le mani, tranne che nella parte iniziale del gioco, quando si inizia il percorso, e nella parte finale, quando il percorso è concluso. Più si procede, dal n. 1 al n. 26, più i percorsi sono facili ma più diventa complicato liberare la biglia dai fori. Ogni giocatore cercherà il proprio equilibrio. Ogni tanto la biglia si ferma anche lungo i percorsi che sembrano essere quelli più scorrevoli, eppure lì non ci sono fori a fermare la sua corsa: la biglia si incastra tra due spazi, è incerta sulla superficie apparentemente liscia. Tutto dipende da come gioca il giocatore. Da come io gioco con il mio gioco, in questo gioco dove io sono ora il creatore e ora il giocatore ma del creatore, che non gioca, dimentico tutto una volta che sono giocatore e del giocatore, che non crea, dimentico tutto una volta che sono creatore. Creatore e giocatore non sono mai sinonimi eppure qui, per me, sono la stessa cosa. Prima e dopo, ma non durante.  A prima vista si direbbe che lo scopo del labirinto sia quello di arrivare in cima, al n. 26, ma il vero motivo per cui ho costruito il mio gioco è per superare il n. 1, il più difficile tra tutti i miei numeri, non perché sia il primo ma perché è l'unico.

 

Massimo Gerardo Carrese

 

il gioco è ideato da Massimo Gerardo Carrese per Ngurzu Edizioni, collana "I saggi" - qui per la consultazione delle pubblicazioni Ngurzu Edizioni


Esposizioni


18-19 novembre 2017
Festival Fantasiologico (Caiazzo -CE)
esposizione gioco e descrizione

8 agosto 2015
Festa Medievale di Vairano Patenora (CE)
giochi medievali rivisti in chiave contemporanea
esposizione gioco e descrizione
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17-18 agosto 2015
liberiamo le Energie le Energie che liberano
Atena Lucana (SA)
Associazione Culturale Ipazia
esposizione foto e descrizione permanente
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23 agosto 2015
Villarte
Calvi Risorta
esposizione gioco e descrizione

 



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