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SPUNTISUNTI
spensierazioni fantasiologiche quasiquotidiane
di Massimo Gerardo Carrese

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31 ottobre 2019

Premi tre e vai al due

Ieri sono andato in ospedale. Che io sono andato a farmi un controllo, in ospedale, ma però che non era un ospedale vero e proprio ma più un luogo di grandi sorprese dove che l'imprevisto è dietro l'angolo, e anche nel corridoio, e anche nella stanza d'attesa. Credo ovunque. Che, in ordine sparso, mi sono accadute le seguenti cose, ieri, quando sono andato in ospedale. Che voglio tenere per me quale ospedale è il nome dell'ospedale perché che poi magari che voi che poi ci volete andare per scoprire tutte queste meraviglie dell'inatteso che io, invece le voglio solo per me e per chi, come me, ci capita per caso. In ordine sparso, quello che a me mi è accaduto in ospedale:
- il ticket non si paga in ospedale al centro cup ma in farmacia e lo scopri solo dopo che hai fatto la fila e che in farmacia che la farmacia si trova fuori dall'ospedale e che bisogna camminare, abbastanza. Che se sei giovane va pure bene ma che se sei anziano va pure male. E che la signora del cup che diceva che doveva chiudere perché sennò si prendeva la bronchite. Così diceva. Poi ha chiuso lo sportello e si è messa in una stanza e in questa stanza dovevano andare le persone a prenotare o a dire che erano lì e che quando che poi che venivano le altre persone per lo sportello cup che loro dicevano ma come il cup è chiuso? e tutti dicevano no no, è nella stanza e che gli altri chiedevano e come mai? e così si passava il tempo, in attesa, a parlare dello sportello cup che non era aperto ma era aperto, in un altro modo.
- che nella stanza d'attesa che eravamo lì tutti per visite diverse e che una signora che non ci sentiva bene con l'udito e che doveva andare dall'otorino per l'udito, e che doveva andare dall'otorino, non rispondeva all'appello della infermiera che continuava a chiamare i pazienti che dovevano andare dall'otorino ma la signora non sentiva, ecco perché andava dall'otorino, e che dopo un po' la signora ha detto che tutti entravano tranne lei. Si è ribellata. L'infermiera pure. Le ha detto che era colpa della signora, che non sentiva, se non entrava. E la signora ha detto che non sentiva, ecco perché non aveva risposto quando la chiamavano ed ecco perché andava dall'otorino. L'infermiera non ha detto parola. Pure la signora. Io quando sento la parola otorino penso sempre al motorino.
- che all'ingresso dell'ospedale ti accolgono con una sigaretta che si fuma che l'accoglienza quelli della reception, si dice così forse, che loro ti accolgono quelli dell'accoglienza con una sigaretta che fumano dentro all'ingresso. Dietro alle loro spalle c'è il cartello vietato fumare. Ma poi ho pensato che il cartello sarebbe dovuto stare davanti a loro perché in effetti se sta dietro alle loro spalle loro non lo sanno che non si può fumare perché non lo possono leggere. Perciò possono fumare. Hanno ragione. Ho pensato. Sbaglia chi lo ha montato dietro alle loro spalle.
- gli stessi della reception alla mia domanda dove fosse il dottore che io che mi cercavo che a me mi doveva visitare che mi hanno detto che dovevo prendere l'ascensore e andare al secondo piano. Solo che dentro all'ascensore bisognava premere il tasto 3 per andare al 2. Così ho fatto. Ho premuto 3 e sono sceso al secondo piano. Che la prima volta è stato strano. La seconda volta mi ero già abituato, dopo che io che ero andato in farmacia a pagare il ticket.
- che una coppia di anziani si mangiava una stessa caramella, lei dalla sua bocca lo passava nella bocca di lui e lui, dopo un po', lo passava nella bocca di lei. Io cercavo di leggere il mio libro ma la tentazione di guardare questo gesto a me mi ha distratto più che moltissimo. Anche gli altri lo guardavano. Poi una signora mi ha guardato e ha fatto spallucce e ha inarcato le labbra, mi pare si dica così.
- un infermiere ha aperto la finestra di fronte alla sala d'attesa e chiedeva a noi della sala d'attesa, con gesti, senza urlare, si sbracciava tutto, se volevamo un caffè. Tutti ridevano. Io pure io ho riso. Tutti dicevano no grazie. Anche io. E poi che l'infermiere ha chiuso la finestra. Poi siamo tornati tutti seri.
- poi una signora mi ha chiesto come si andava al secondo piano e che io le ho detto che doveva premere il pulsante 3 in ascensore. Mi ha guardato come se fossi un pazzo. Ormai ero un esperto, dopo che ero andato in farmacia a pagare il ticket e che quando che al cup ho chiesto perché che non si poteva pagare il ticket al cup che la signora del cup ha detto non si può. Io ho detto ho capito. Lei niente più.
- il posteggiatore dove che si parcheggiano le auto non mi ha degnato di uno sguardo perché ha detto al suo amico che erano arrivati i russi e dai russi non si prendono soldi. Ero io il russo.
- in farmacia erano gentili e la commissione sul ticket si paga €1,50 in più del costo della prestazione medica, mi pare si dica così
- in fila al cup con me c'era una signora che ha detto che noi italiani non siamo un popolo di ribelli
- una signora mi ha chiesto se i bagni erano unisex perché lei doveva andare in bagno ma se non c'era quello per le donne allora non ci andava. Io le ho detto che non lo sapevo e che lei ha chiesto agli altri e gli altri dicevano che c'era un bagno solo. Che allora un bagno solo vuol dire unisex, due bagni uno per maschi e l'altro per le femmine, ho dedotto.
- il dottore che mi ha visitato era molto gentile
Credo sia tutto. Sto bene. Mi hanno detto in ospedale. Credono. Credo.

  
   

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